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Blog personale di Massimo Rabbi con le ultime news in fatto di sicurezza, software, sistemi operativi e tecnologia
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Supporto nativo al multi-touch su Linux

Massimo Rabbi | 15 giugno 2009 | 19:16

Il team di sviluppatori dell’Interactive Computing Lab dell’accademia aeronautica ENAC (Ecole Nationale de l’Aviation Civile) di Tolosa, hanno creato il prototipo dei drivers Linux multi-touch.
A differenza della tecnologia Multi-Pointer X (MPX) che è attualmente integrata in X.Org 7.5 e X Server 1.7, i drivers ENAC lavorano direttamente a livello kernel e possono fornire supporto nativo al multi-touch.

All’inizio la tecnologia potrebbe essere usata sui dispositivi embedded.
Il supporto multi-touch richiede l’ultima versione 2.6.30 del Kernel Linux.

L’applicazione di demo riconosce i movimenti multi-touch e invia messaggi D-Bus (un meccanismo di comunicazione IPC) al window manager Compiz 3D per creare i relativi effetti.
Qui sotto il video dimostrativo messo disponibile dall’ENAC.

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OpenSource, Software
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2.6.30, compiz, kernel, linux, multitouch
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Adobe contro SourceForge e rtmpdump

Massimo Rabbi | 26 maggio 2009 | 19:14

SourceForge, uno tra i piu’ famosi hoster per progetti opensource, ha rimosso dal proprio network le pagine riguardanti il software di stream-recording rtmpdump.
Tutto questo a seguito dell’ultimatum di Adobe, che era già pronta a passare alle vie legali.
Il programma utilizza il Real-Time Messaging Protocolo (RTMP) per registrare non solo semplici media Flash, ma anche stream criptati.
Adobe ha aggiunto un sistema di crittografia al proprio protocollo proprietario con l’introduzione di Flash Media Server 3, al fine di impedire la registrazione e il download “selvaggio” dei contenuti flash.
Il protocollo RTMPE (RMTP encrypted) è stato ideato proprio a questo scopo.

Dopo essersi accorta che la sua protezione può essere scavalcata dal supporto RTMPE integrato in rtmpdump, ha fatto partire un avviso “cease-and-desist”, invocando il Digital Millennium Copyright Act (DMCA) per impedire la distribuzione del software.
Una analisi del RTMPE pubblicata di recente giunge alla conclusione che, nonostante l’algoritmo utilizzi un modello di sicurezza end-to-end simile al protocollo SSL, a differenza di questo non fornisce alcuna sicurezza o autenticazione di sorta.
Non viene utilizzata da nessuna parte una chiave segreta, una password o una pass-phrase per cifrare/decifrare il contenuto.
Il processo di verifica necessita semplicemente dell’SWFHash (hash di 32 bytes), della dimensione del file SWF, e degli ultimi 32 bytes della prima risposta del server.
Alla luce di questo sembra alquanto strano che Adobe invochi il DMCA per classificare questa situazione come un tentativo di aggirare un meccanismo di protezione delle copie.

Di certo tutto ciò non pone in buona luce Adobe di fronte ai suoi clienti,network televisivi e studios cinematografici in primis.
L’uso del protocollo RTMPE per la distribuzione di contenuti DRM-protected è diventato sempre più diffuso infatti.
Nel contempo si segnala flvstreamer, una versione “ridotta” di rtmpdump, che non include il supporto RTMPE.

RIFERIMENTI:
Adobe acts against Flash video stream recorder, by Heise OpenSource

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adobe, download, flash, rtmpe, security, swf
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Parameter pollution: un nuovo modo di attaccare le web applications

Massimo Rabbi | 20 maggio 2009 | 18:41

All’ultima conferenza OWASP, gli esperti di sicurezza italiani Luca Carettoni e Stefano Di Paola hanno dimostrato un nuovo modo di manipolare le web applications e ingannare i classici meccanismi di sicurezza: HTTP Parameter Pollution (HPP).
Questa forma di attacco consiste nell’inviare parametri in GET o POST in forma o ordine “anomalo”, o usando caratteri delimitatori strani.
Una richiesta del tipo:
GET /foo?par1=val1&par2=val2 HTTP/1.1
verrà processata in maniera classica, mentre questa:
GET /foo?par1=val1&par1=val2 HTTP/1.1
con due occorrenze dello stesso parametro par1 è suscettibile a varie interpretazioni, a seconda della routine di parsing dell’application/web server destinatario.

Stando a Carettoni e Di Paola, questo può causare comportamenti anomali e indesiderati, oltre a prestarsi a potenziali attacchi di sicurezza.
Gli stessi WAFs (Web Application Firewalls) e i moduli di sicurezza dei server sarebbero vulnerabili ad attacchi di tipo HPP.
Mentre il modulo Apache’s ModSecurity è infatti in grado di riconoscere un attacco SQL-injection come questo:
/index.aspx?page=select 1,2,3 from table where id=1
non è in grado di inviduare quest’altro:
/index.aspx?page=select 1&page=2,3 from table where id=1
La tecnica HPP potrebbe altresì essere usata per lanciare attacchi di tipo Cross-Site-Scripting (XSS) a danno dei vari web browsers.
Il filtro anti-XSS di Internet Explorer 8 è infatti tra i componenti vulnerabili.

Carettoni e Di Paola come “rimedio” consigliano un filtering appropriato e rigoroso dei parametri oltre all’uso dell’URL encoding. Suggerito anche l’uso di un URL rewriting che utilizzi espressioni regolari “sicure”.

RIFERIMENTI:
- New type of attack on web applications: Parameter Pollution, by Heise Security

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filtering, hpp, http, owasp, web, xss
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Aggiornamento di sicurezza per SquirrelMail

Massimo Rabbi | 13 maggio 2009 | 22:24

Gli sviluppatori SquirrelMail ha annunciato il rilascio della versione 1.4.18 del loro webmail frontend opensource.
Gli update risolvono numerosi problemi di sicurezza, incluse vulnerabilità di tipo XSS (cross-site scripting) e un fix sulla gestione delle sessioni che consentiva di “rubare” le credenziali di login di un utente.
Patchata anche la possibilità eseguire codice server-side: non ci sono molti dettagli a riguardo.
Aggiunti il supporto per tre nuove lingue e miglioramenti ai meccanismi dei filtri e della rubrica.

Link per effettuare il download della nuova versione 1.4.18.

Riferimenti:
– Security Update for SquirrelMail, by Heise Security

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bug, cross-site scripting, exploit, fix, OpenSource, patch, squirrelmail, xss
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Patch da Adobe per le vulnerabilità su Acrobat e Acrobat Reader

Massimo Rabbi | 13 maggio 2009 | 21:23

Come pre-annunciato la settimana scorsa, Adobe ha rilasciato gli aggiornamenti di sicurezza che chiudono le vulnerabilità riguardanti varie versioni dei prodotti Adobe Reader e Acrobat.
Gli update fixano un problema di buffer overflow nella funzione Javascript getAnnots() che può essere usato per mandare in crash l’applicazione o addirittura prendere il controllo del sistema.
Affinchè un attacco di questo tipo abbia successo è necessario che l’utente apra un particolare file PDF modificato.
Le versioni 9.1.1, 8.1.5 e 7.1.2 di Adobe Reader e Acrobat risolvono il bug.

La versione 9.1.1 per UNIX dell’aggiornamento risolve anche una seconda vulnerabilità riguardante la funzione Javascript ‘spell.customDictionaryOpen’.
Il metodo in questione può essere manipolato per causare un DoS (Denial of Service) o eseguire codice arbitrario.
Aggiornamento consigliato quindi, e disponibile per le piattaforme Windows, Mac e UNIX.

Riferimenti:
* Adobe closes critical Acrobat and Reader holes, by Heise Security

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Sicurezza, Software
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acrobat, adobe, buffer overflow, bug, exploit, fix, patch
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Trick per aggiornare i drivers grafici di Ubuntu 9.04

Massimo Rabbi | 12 maggio 2009 | 18:28

Gli utenti Ubuntu possono installare le versioni aggiornate dei drivers grafici per hardware Intel, AMD/ATI e altri vendor mediante un apposito repository.
Questo consente ai possessori di hardware Intel di risolvere alcuni problemi riscontrati con l’attuale versione di Ubuntu.
Il driver Intel è disponibile come pre-release della futura versione 2.8, che fixerà alcuni bug individuati nell’attuale versione 2.6.3.
Il repository può essere aggiunto al package manager Synaptic, o attraverso l’opzione di menu Administration/Software Sources, o editando direttamente il file /etc/apt/sources.list aggiungendo le seguenti informazioni:
deb http://ppa.launchpad.net/xorg-edgers/ppa/ubuntu jaunty main
Sul sito di Heise-Online si legge come il nuovo driver abbia consentito di abilitare l’accellerazione 3D su una scheda Intel GM965 dopo aver appositamente commentato la blacklist di chipset in /usr/bin/compiz.

Dai test effettuati il team ha confermato che il sistema sembra stabile con queste nuove impostazioni, tuttavia non è ancora confermato se i nuovi driver offriranno offriranno un supporto certo a questa funzionalità.
Si tratta infatti di un test puramente sperimentale visto che i drivers non sono stati ancora ufficialmente integrati in Ubuntu 9.04.

RIFERIMENTI:
- Updated graphics drivers for Ubuntu 9.04, by Heise OpenSource

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OpenSource, Sistemi operativi, Software
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amd, ati, driver, Hardware, intel, ubuntu
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.NET Micro Framework: presto opensource?

Massimo Rabbi | 11 maggio 2009 | 18:44

Sembra che Microsoft stia prendendo in considerazione l’idea di rendere disponibile il codice sorgente di .NET Micro Framework (MF) con licenza open source.
L’attuale team di MF sarà spostato nella divisione “Microsoft Server and Tools”.
Questa decisione pare sia il frutto dell’annuncio della scorsa settimana di adottare una serie di misure per la riduzione dei costi.
Il team ha confermato lo spostamento deciso dai “piani alti”, e in virtù appunto di questo auspica un maggiore coinvolgimento e partecipazione della comunità online.

Micro Framework è un runtime .NET per devices “ridotti” che non sono supportati dal Microsoft .NET Compact Framework o dalla versione embedded Windows CE.
Il framework non supporta sistemi operativi real time, ma supporta processori ARM7 e ARM9 e dispone della funzionalità di garbage collection per la memoria.

RIFERIMENTI:
- .NET Micro Framework could become open source, by Heise OpenSource

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Microsoft, OpenSource, Software
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.net, compact, framework, micro, Microsoft, OpenSource, windows ce
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Processi separati per le future versioni di Firefox

Massimo Rabbi | 8 maggio 2009 | 22:44

Secondo quanto riportato sul wiki di Mozilla, le prossime versioni di Firefox utilizzeranno due processi distinti per interfaccia grafica e gestione dei contenuti web delle pagine.
A differenza di Google Chrome e Internet Explorer 8, i tab non avranno processi dedicati: questa modifica è “prevista” molto più avanti nel tempo.

Gli sviluppatori Mozilla affermano che i vantaggi saranno tutti in performance e stabilità: utilizzare processi separati per l’UI e per i contenuti consentirà di avere un browser che non si blocca quando ci sono problemi con un sito web. Le versioni attuali di Firefox sono costituite da un unico processo.
Un’anteprima semi-funzionante del browser è prevista per metà luglio, seguita dal rilascio della maggior parte del codice per l’inizio di Novembre assieme a tweaks su performace e stabilità.
Ignota invece la data di un rilascio finale.

Mozilla sta altresì prendendo in considerazione l’idea di utilizzare lo stack di rete “preso” da Chromium per rimpiazzare Necko, la loro libreria di rete.

RIFERIMENTI:
- Future Firefox to run separate processes, by Heise Open Source

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browser, chrome, chromium, firefox, internet explorer 8, mozilla, necko, www
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Rilasciato OpenOffice 3.1

Massimo Rabbi | 7 maggio 2009 | 18:54

Dopo l’apparizione su vari mirrors, OpenOffice 3.1 è stato finalmente rilasciato in maniera ufficiale.
La nuova versione include svariate migliorie, tra le più evidenti i miglioramenti all’anti-aliasing per la grafica vettoriale, permettendo così di avere grafici e diagrammi con un look&feel più accattivante.
Altra novità la possibilità di includere campi proprietà custom definiti dall’utente nei documenti
Una analisi delle nuove features è consultabile qui in questo articolo: OpenOffice 3.1: The new features.

OpenOffice 3.1, nelle sue versioni per Windows, Linux, Solaris e Mac OS X è scaricabile gratuitamente dal sito ufficiale di OpenOffice.

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office, OpenOffice 3.1, OpenSource
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Exploits dimostrativi per due nuove falle di Adobe Reader

Massimo Rabbi | 29 aprile 2009 | 22:14

Su Internet circolano exploits dimostrativi per due nuove vulnerabilità di Acrobat Reader.
Stando al SecurityFocus bug database le versioni interessate dal problema sono la 9.1 e la 8.1.4.
Ancora non è disponibile un aggiornamento software che risolva la falla, e comincia ad aumentare la “paura” del diffondersi di documenti pdf infetti che possano causare la diffusione di malware.

La stessa Adobe ha confermato che attualmente tutte le versioni supportate di Adobe Reader (9.1, 8.1 e 7.1.1) sono vulnerabili. Il consiglio è quello di disattivare il suppurto Javascript per limitare il problema.
Gli aggiornamenti dovrebbero essere resi disponibili il prima possibile.
Tutti gli utenti che vogliono evitare strane “sorprese” nascoste dentro i file PDF, dovrebbero orientarsi verso un reader pdf (magari gratuito) alternativo e disinstallare Adobe Reader.

Approfondimenti:
* Demo exploits for new vulnerabilities in Adobe Reader, by Heise Security
* Adobe Reader ‘getAnnots()’ Javascript Function Remote Code Execution Vulnerability, SecurityFocus post.
* Adobe Reader ‘spell.customDictionaryOpen()’ JavaScript Function Remote Code Execution Vulnerability, SecurityFocus post.
* Potential Adobe Reader Issue, Adobe’s response.
* Update on Adobe Reader Issue, Adobe’s follow up response.
* F-Secure advises against using Adobe Reader, report from The H Security.

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Oracle pubblica 43 patches

Massimo Rabbi | 15 aprile 2009 | 21:54

Oracle ha pubblicato ben 43 aggiornamenti nel suo Critical Patch Update di aprile, chiudendo anche parecchie vulnerabilità di sicurezza.

Oracle Database Server è interessato da patches riguardanti ben 16 bugs, due dei quali consentono di lanciare exploits che non richiedono alcun tipo di autenticazione.
Nonostante questo entrambe hanno ottenuto un CVS-Score (Common Vulnerability Scoring System) di 5.
12 patches anche per Oracle Application Server, mentre solo 3 per Oracle E-Business Suite and Applications.

Piu’ gravi invece le vulnerabilità riguardanti la suite BEA (8 patches), con punteggi CVS fino a 10 per i prodotti JRockit e WebLogic Server.
La patch per JRockit include i fix per 14 problemi riguardanti la JRE (Java Runtime Environment) di Sun Microsystems: tutti bugs noti già da dicembre.

RIFERIMENTI:
* Oracle publishes 43 security updates, by Heise Security
* Oracle Critical Patch Update Advisory – April 2009, advisory from Oracle.

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Sicurezza, Software
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Seri problemi di sicurezza per Mac OS X

Massimo Rabbi | 15 aprile 2009 | 19:14

Attualmente in circolazione ci sono parecchi exploits per vulnerabilità di Mac OS X non ancora patchate.
Da alcuni test effettuati dal team di Heise Security, uno di questi permette ad un normale utente Mac OS X 10.5.6 di ottenere i privilegi di amministratore.
Il problema è riscontrabile quando si tenta di montare immagini disco HFS corrotte (le .ISO per Mac).
L’exploit è costituito da uno shell script e da un sorgente C in grado di generare l’immagine disco corrotta, che una volta caricata consente di eseguite codice per ottenere i privilegi di root.

Gli altri exploits sfruttano delle vulnerabilità di alcune chiamate di sistema (CTL_VFS, SYS___mac_getfsstat e SYS_add_profil) che permettono ad utenti loggati di far crashare il sistema.
Un ulteriore bug in AppleTalk permette di realizzare un buffer overflow.

Resta ignoto se Apple è stata informata di questi problemi.
Sul suo sito web digit-labs.org, l’autore degli exploits scrive che ha già mostrato al recente CanSecWest 2009 i problemi in questione.

RIFERIMENTI:
* Root exploit for Mac OS X, by Heise Security
* Recent Additions, Overview of the exploit for Mac OS X.
* Pwn2Own 2009: Safari, IE 8 and Firefox exploited, a report from The H.

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Disponibile Nessus 4.0

Massimo Rabbi | 13 aprile 2009 | 12:10

Tenable Network Security ha annunciato pochi giorni fa il rilascio della versione 4 del suo vulnerability scanner Nessus.
Nessus è un network scanner in grado di individuare vulnerabilità in singoli sistemi o reti di computer, prevenendo così attacchi informatici di vario genere. Tra le sue funzionalità anche la capacità di verificare sugli host di una rete la presenza di prodotti antivirus correttamente aggiornati.

La nuova release supporta ora il multi-threading, migliorando così le prestazioni e riducendo il tempo impiegato per completare una scansione.
Aggiunta anche la possibilità di creare report personalizzati dei risultati grazie a XSLT.
Sia su sistemi Windows che Unix-based viene usato lo stesso motore di scansione e meccanismo di TCP SYN port scan. Tutti i tools da riga di comando sotto Unix/Linux funzionano ora perfettamente anche su Windows.
La versione 4.0 non dipende piu’ da librerie esterne, rendendo l’installazione e la configurazione piu’ semplici.
Il Nessus Attack Scripting Language (nasl) è stato inoltre rivisto e ampliato grazie al nuovo supporto per il parsing XML e funzionalità di rete varie.

Nessus 4.0 è disponibile gratuitamente per uso personale e non-aziendale, ma richiede agli utenti l’indirizzo e-mail per la registrazione.
La licenza annuale professional costa 1200$.
Maggiori informazioni circa il rilascio può essere recuperate tra le FAQ di Nessus 4.0 e la documentazione fornita.
Disponibile direttamente per il download qui: http://www.nessus.org/download/.

RIFERIMENTI:
- Version 4 of the Nessus vulnerability scanner released, by Heise Security

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Conficker ora si aggiorna!

Massimo Rabbi | 9 aprile 2009 | 19:05

Trend Micro segnala che il worm Conficker.C (o Downad) ha effettivamente iniziato a scaricare gli aggiornamenti (tanto annunciati).
In ogni caso non da quei siti web che erano sotto controllo ma bensi’ attraverso la sua funzionalità P2P.
Gli esperti hanno rilevato questo comportamento osservando il traffico di rete su un sistema infetto e le modifiche alla cartella Temp di Windows.
A differenza delle altre due varianti, Conficker.C è in grado di stabilire una rete peer-to-peer con gli altri sistemi infetti e puo’ utilizzarla per scaricare ulteriori programmi e/o ricevere comandi remoti.
Stando a quanto rilevato da Trend Micro pare che questa “operazione P2P” sia in piena esplosione.

Nel caso del sistema sotto osservazione è stato rilevato il download e successiva installazione di un aggiornamento criptato da un nodo P2P in Corea.
Il worm è mutato nella variante .E, che mostra nuove caratteristiche.
In particolare tenta di cancellare le proprie tracce, eliminando voci di registro esistenti e utilizzando da quel momento in poi nomi di file e servizi in maniera random.
Il worm si mette in ascolto sulla porta TCP 5114, in attesa di richieste in grado di essere processate dal mini-server HTTP interno.
Si connette a myspace.com, msn.com, ebay.com, aol.com cnn.com al fine di verificare se c’è una connessione Internet attiva.

A quanto pare il worm sta continuando a diffondersi unicamente attraverso la vulnerabilità di Windows.
BitDefender ha fatto sapere che la nuova variante blocca l’accesso non solo al sito web di BitDefender, ma anche a quelli di numerosi security vendors che offrono tools per la rimozione di Conficker in tutte le sue varianti.

Le analisi hanno evidenziato come l’ultima versione di Downad/Conficker dovrebbe disabilitarsi il 3 maggio 2009. Non appare ancora chiaro se siano previsti ulteriori aggiornamenti prima di allora.
Alcuni esperti hanno evidenziato sporadici collegamenti a domini legati alla botnet Waledac.
Anche Symantec ha riscontrato un comportamento analogo.
Un file scaricato da Conficker (484528750.exe) si pensa contenga il bot Waledac.
Tuttavia a parte questo, finora, ne’ Trend Micro, ne’ Symantec si sono sbilanciati circa questa “interconnessione” tra Conficker e Waledac.

Sul sito di Heise Security e’ disponibile una pagina con le principali informazioni su Conficker e collegamenti a test per verificare un’eventuale infezione della propria macchina.
Vengono elencati anche i principali e piu’ importanti tools e scanners per la rimozione.

RIFERIMENTI:
- Conficker now definitely downloading updates, by Heise Security
- The H Security Conficker information site

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Pericolosa falla nel plugin Formats di IrfanView

Massimo Rabbi | 8 aprile 2009 | 22:58

E’ stata riscontrata una vulnerabilità piuttosto critica nel plugin Formats (format.dll) del noto software IrfanView.
Stando al security advisory di Secunia, il problema risiede in un integer overflow nella fase di processing di files XPM di specifiche dimensioni.
La vulnerabilità può essere potenzialmente sfruttata per compromettere il sistema di un utente e infettarlo con un malware.
Il software IrfanView nella sua installazione di default non contiene il problema.
E’ necessario che sia stato installato a posteriori il plugin “buggato”.
La versione interessata è la 4.22, mentre la versione 4.23 corretta è già disponibile per il download diretto.

Riferimenti:
* Critical vulnerability in plug-in for IrfanView image viewer, advisory from Heise Security.
* IrfanView Formats Plug-in XPM Parsing Integer Overflow, advisory from Secunia Research.

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Sicurezza, Software
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Ricercatori tedeschi sviluppano un network scanner per individuare Conficker

Massimo Rabbi | 31 marzo 2009 | 21:36

Felix Leder e Tillmann Werner dell’università di Bonn hanno analizzato il worm Conficker e hanno scoperto che cambia il modo in cui Windows risponde ad alcune chiamate di sistema.
Questa caratteristica puo’ quindi essere sfrutta per individuare in maniera remota i sistemi che sono stati infettati dal worm.

In particolare invocando la funzione NetpwPathCanonicalize(), che contiene la vulnerabilità attraverso cui il worm si diffonde.
Quando la macchina è infetta, Conficker intercetta e gestisce le chiamate a questa funzione, modificando in alcuni casi le risposte.
Affinchè questo test abbia successo è necessario che la porta TCP 445 sia accessibile.
Tipicamente questa porta non è accessibile (e non dovrebbe esserlo) attraverso da Internet.

Conficker worm NetpathCanonicalize function

Leder e Werner hanno realizzato uno scanner per dimostrare la veridicità di quanto scoperto.
In collaborazione con Dan Kaminsky, hanno inoltrato l’informazione al Conficker Working Group e altri esperti di sicurezza.
In questo i tool di scansione disporranno presto di questa funzionalità: in particolare Kaminsky ha annunciato estensioni per nmap, Tenable (Nessus), McAfee/Foundstone, ncircle e Qualys.
A quanto pare domani 1 aprile Conficker.C scaricherà da Internet degli aggiornamenti al proprio codice.
Gli effetti di questi updates non sono al momento conosciuti.
Attualmente molti produttori anti-virus offrono tools specifici per rimuovere Conficker.
In ogni caso la soluzione migliore per un sistema infetto è la reinstallazione del sistema operativo e l’eventuale ripristino di una copia “pulita” dei dati di backup.

RIFERIMENTI:
* German researchers develop network scan for Conficker worm, by Heise Security
* Detecting Conficker, announcement from the Honeynet Project.
* Scanner download, a ZIP file.

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Disponibile Firefox 3.0.8

Massimo Rabbi | 28 marzo 2009 | 11:59

Mozilla ha rilasciato la versione 3.0.8 di Firefox.
L’aggiornamento, annunciato martedi’, era previsto per la settimana prossima, ma il pericolosissimo bug scoperto nei giorni scorsi (e relativo exploit) ha costretto a rilasciare in anticipo l’update.

Gli aggiornamenti sono disponibili per le piattaforme Windows, Mac OS X e Linux, e fixano due vulnerabilità.
Uno è per l’appunto il problema legato al parsing XSL, scoperto da Guido Landi e precedentemente segnalato da un utente della comunità Ubuntu come problema di stabilità.
L’altra vulnerabilità riguarda la possibilità di eseguire codice, legata ad un bug del metodo XUL tree. Questo bug è stato reso noto da Nils al Pwn2Own 2009.

Disponibili le Release Notes di Firefox 3.0.8.

RIFERIMENTI:
- Firefox 3.0.8 now available, by Heise Security

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SWFScan: security tool gratuito da HP per gli sviluppatori Flash

Massimo Rabbi | 24 marzo 2009 | 01:05

Hewlett-Packard ha reso disponibile un tool free per individuare problemi di sicurezza nelle applicazioni Flash.
SWFScan è infatti un tool per sistemi Windows dedicato a tutti quegli sviluppatori Flash interessati a rendere più sicure le proprie realizzazioni in Flash.

Il software una volta preso in input l’SWF da analizzare è in grado di decompilare il bytecode ActionScript 2/3 in codice sorgente originale, permettendone la scansione, alla ricerca di oltre 60 vulnerabilità conosciute.
Il tool è in grado di controllare svariati tipi di vulnerabilità, inclusi problemi di escalation di privilegi cross-domain, cross-site scripting (XSS) e altri leak nella sicurezza di informazioni confidenziali.
A tutto questo si aggiunge un check con le “best practices” di Adobe in fatto di sicurezza.

Stando a quanto riferito da Billy Hoffman, manager dell’HP Web Security Research Group, durante la fase di testing, gli autori hanno scaricato e scansionato col tool oltre 4000 applicazioni Flash in giro per la rete.
All’incirca il 35% di queste viola alcune delle security best practices di Adobe.
Dati sensibili come chiavi di crittazione, username e password sono spesso memorizzate nel codice Flash client-side.
Inoltre su 250 applicazioni con un form di login, ben il 15% conteneva username e password hard-coded.
E’ disponibile un video che dimostra come questi tipi di vulnerabilità in applicativi Flash possono essere sfruttati.

Il tool supporta tutte le versioni pubbliche di Flash e include delle funzionalità in grado di identificare e evidenziare pratiche di programmazione non sicura, suggerendo di volta in volta le best practices.
SWFScan consente agli sviluppatori di fare auditing anche su applicazioni di terze parti, senza avere accesso ai sorgenti originali.
Maggiori informazioni si possono trovare sulla pagina delle FAQ di SWFScan.

RIFERIMENTI:
- HP publishes free security tool for Flash developers, by Heise Security
- Creating more secure SWF web applications, report from Adobe.

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Nuovo firewall per il kernel Linux

Massimo Rabbi | 20 marzo 2009 | 17:12

Patrick McHardy del team di sviluppo Netfilter ha rilasciato una versione alpha di nftables, la nuova implementazione del firewall per il kernel Linux, assieme ad un tool user space per utilizzarlo.
nftables introduce una distinzione fondamentale tra le regole definite in user space e gli oggetti di rete nel kernel: il componente kernel funziona con dati generici come indirizzi IP, porte e protocolli e fornisce delle operazioni generiche per confronto delle informazioni di pacchetto con costanti o per scartare pacchetti.

Le regole del firewall, vengono definite attraverso il tool nft: a seguito di un controllo sono convertite in operazioni e oggetti kernel.
Da un’occhiata agli esempi nella pagina di annuncio, sembra proprio che nftables abbia una sintassi differenta da iptables.
Le regole possono essere aggiunte in maniera incrementale da command line oppure venir lette da un file appositamente scritto.

Il codice di nftables è attualmente in status alpha: contiene quindi bugs e non tutte le features sono state implementate.
E’ quindi assolutamente sconsigliato un suo utilizzo in ambiente di produzione, anche se gli sviluppatori hanno confermato che è sufficientemente robusto per poter cominciare a fare i primi esperimenti in ambienti di test.
Stando a McHardy infatti: “…tutte le funzionalità base e gran parte del resto, dovrebbero funzionare correttamente. L’ultimo crash serio al kernel si è infatti verificato mesi fa.”.

RIFERIMENTI:
- New firewall for the Linux kernel, by Heise Security

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Rilasciato PHP 5.2.9

Massimo Rabbi | 28 febbraio 2009 | 14:08

Il team di sviluppo di PHP ha rilasciato la nuova versione 5.2.9 includendo oltre 50 bug fixes e alcune patches di sicurezza.
In particolar modo la funzione imagerotate() non effettuava in maniera corretta la validazione dei colori, dando cosi’ modo ad un potenziale attaccante di leggere in maniera arbitraria la memoria e di accedere a informazioni sensibili.
Altamente consigliato l’upgrade alla nuova release.

Riferimenti:
- PHP 5.2.9 Release Announcement
- PHP 5.2.9 published, by Heise Security

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