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Blog personale di Massimo Rabbi con le ultime news in fatto di sicurezza, software, sistemi operativi e tecnologia
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Mozilla alza la posta: 3000$ per un bug!

Massimo Rabbi | 18 luglio 2010 | 21:11

A quanto pare Mozilla ha alzato il premio messo in palio per coloro che individuano una vulnerabilità di sicurezza nei prodotti di punta della software house open-source: Firefox e Thunderbird.

La nuova cifra è infatti di ben 3000$, un grosso salto se si considerano i “soli” 500$ che fin dal 2004 venivano pagati per i vari bug scoperti.

Nel programma di bug-hunting di Mozilla sono stati aggiunti due nuovi prodotti: Mozilla Services e Firefox Mobile.

Lucas Adamski, security engineer director di Mozilla, ha scritto sul blog del gruppo riguardo la nuova “taglia” e indicato quelle che sono le regole fondamentali per aggiudicarsela:

  • il bug deve essere originale e mai stato pubblicato prima;
  • il bug deve essere di tipo remote exploit;
  • il bug deve essere individuato in una delle ultime versioni ufficiali, beta o release candidate dei vari Firefox, Firefox Mobile, Thunderbird o Mozilla Services;
  • il bug non deve essere causato o individuato in plugin/estensioni di terze parti.

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bug hunting, firefox, firefox mobile, mozilla, thunderbird
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Johnny Depp is NOT dead! Occhio al malware!

Massimo Rabbi | 25 gennaio 2010 | 16:07

A quanto pare la frenesia scatenata dalla morte di una celebre star è un buon modo per diffondere il malware.
E i vari cyber-criminali del pianeta lo sanno bene.
Questa volta nel mirino è finito il capitano Jack Sparrow o meglio l’attore Johnny Depp che stando alle indiscrezioni sarebbe morto in un incidente d’auto. “Peccato” che la pagina web che riporta la notizia sia falsa, una simil-CNN.
Tuttavia sembra che il rumor si sia diffuso in fretta e su Twitter non si sia parlato d’altro.

Ecco qua un video di Sophos che mostra come viene attuato l’inganno e installato il malware. Maggiori informazioni sull’accaduto sempre sul blog di Sophos.

Altro “buon” esempio di social engineering! :-)

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cnn, johnny depp, malware, social engineering, twitter
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Virtual DOS Mode e il bug di Windows di 17 anni fa

Massimo Rabbi | 22 gennaio 2010 | 17:41

Un bug vecchio di 17 anni? Possibile.
A quanto pare non c’è modo di dormire sonni tranquilli per Microsoft.
Dopo i recenti problemi con Internet Explorer e la patch rilasciata al di fuori della road-map classica dei Patch Tuesday, ecco un’altra bella gatta da pelare.

Escalation di privilegi grazi ad una serie di vulnerabilità nella Virtual DOS Mode (VDM).
Il parco dei sistemi interessati è quello dei sistemi 32-bit, sembra da Windows NT 3.1 a Windows 7.

Provato e testato personalmente su Windows XP SP3 completamente patchato.
Ho realizzato un piccolo video giusto per far capire uno dei più classici motivi per cui un exploit simile puo’ risultare utile.

Amministratori di rete… disabilitate!!!

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16-bit, Microsoft, virtual machine mode, windows
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Vulnerabilità nella toolbar Wikipedia per Firefox

Massimo Rabbi | 18 novembre 2009 | 09:38

Il security provider Secunia ha individuato nei giorni scorsi una vulnerabilità piuttosto critica nell’estensione Wikipedia Toolbar per Firefox, che può essere usata da un potenziale attaccante per compromettere il sistema dell’utente vittima.

Il problema è stato individuato nella mancata validazione dell’input da parte dell’applicazione in una chiamata alla funzione eval(): ciò può consentire l’eventuale esecuzione di codice Javascript arbitrario.

Una volta lanciato il codice viene eseguito con i privilegi di sistema e questo consente l’accesso alle risorse della macchina bersaglio. Affinché l’attacco avvenga con successo è necessario che l’utente visiti una pagina web “contraffatta” e che sia “ingannato” e portato a cliccare su determinati pulsanti della toolbar.

Secunia ha individuato il bug nella versione 0.5.9, ma potenzialmente altre versioni potrebbero essere affette dal problema.
L’ultima versione rilasciata ovvero la 0.5.9.2 risolve il problema ma non è ancora stabile, ma taggata come “experimental“.

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Mega Patch-Tuesday ad ottobre per Microsoft

Massimo Rabbi | 10 ottobre 2009 | 12:30

Nel prossimo Patch Tuesday del 13 ottobre, Microsoft si appresta a pubblicare 13 bullettin che coprono ben 34 vulnerabilità di sicurezza riguardanti molti prodotti.
Ben otto dei tredici bullettin sono stati classificati come “critical”, il livello più alto di rischio attribuito da Microsoft.

L’importanza di questo Patch Tuesday sta nelle correzioni di due bug molto seri riguardanti un bug in SMBv2 e un altro nella funzionalità FTP di IIS.
I prodotti interessati dagli aggiornamenti sono Microsoft Windows, Internet Explorer, Microsoft Office, Silverlight, Microsoft Forefront, Developer Tools, e SQL Server.

Ancora nessuna novità riguardo il pericoloso bug nelle CryptoAPI che lascia il “fianco scoperto” ad attacchi al protocollo SSL, compromettendo la sicurezza di browser e altri software che su di esse si appoggiano.

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Microsoft, Sicurezza
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bullettin, Microsoft, patch tuesday
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Avira AntiVir problemi di aggiornamento

Massimo Rabbi | 1 ottobre 2009 | 17:06

Un aggiornamento di grosse dimensioni per gli utenti dei prodotti anti-virus Avira AntiVir ha causato problemi agli utenti della versione free Avira Antivir Personal.
Tentando di scaricare gli aggiornamenti delle ultime firme hanno riscontrato comportamenti anomali tra cui l’errata risposta da parte del programma che indicava che nessun update era disponibile.
Il problema è stato causato da un sovraccarico dei server Avira.

Dirk Knop, technical editor Avira, ha dichiarato che gli utenti dei prodotti Avira AntiVir Premium, Avira Premium Security Suite e Professional non hanno riscontrato alcun inconveniente visto che per le versioni a pagamento sono previsti server e banda dedicati.
I problemi (riscontrati ieri) sembrano al momento risolti e anche gli utenti della versione free dovrebbero essere in grado di aggiornare correttamente.
L’azienda ha dichiarato che nel giro di due settimane renderanno disponibile un sistema più performante in grado di far fronte alle elevate richieste di update quotidiane da parte delle versioni free.

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Aggiornamento di sicurezza per Google Chrome 3

Massimo Rabbi | 1 ottobre 2009 | 10:46

Google ha rilasciato un update di sicurezza per la versione 3 di Chrome. La nuova versione del browser WebKit-based è la 3.0.195.24.
Il bug corretto riguarda l’implementazione della funzione dtoa() utilizzata dal motore JavaScript V8 di Chrome per parsare le stringhe in numeri floating point.

La vulnerabilità contenuta nella Chrome sandbox può essere sfruttata da un ipotetico attaccante per eseguire codice arbitrario.
Affinchè l’attacco avvenga con successo è sufficiente che l’utente visita una pagina web appositamente modificata.
Per effettuare l’aggiornamento gli utenti possono utilizzare la funzionalità built-in di update accedendovi dai menu “Tools->About Google Chrome” e cliccando sul pulsante “Update”

Fonte: Google closes vulnerability in Chrome 3

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Adobe e Oracle ritardano i loro patch days

Massimo Rabbi | 7 settembre 2009 | 18:27

Sia Adobe che Oracle hanno confermato il ritardo per i rispettivi patch days pianificati in ottobre.
Per Oracle la scelta è legata alla conferenza “OpenWorld 2009 Oracle” che si svolgerà tra l’11 e il 15 ottobre e che tipicamente attrae un gran numero di utilizzatori, amministratori e sviluppatori Oracle.
Questo onde evitare che gli interessati (in particolar modo gli amministratori) si trovino a scegliere tra aggiornare i sistemi e seguire i talk.
La data schedulata per il Critical Patch Update (CPU) trimestrale slitterà dal 13 al 20 ottobre.
I CPUs successivi sono invece previsti regolarmente per il 12 gennaio 2010, 13 aprile 2010 e 13 luglio 2010.

Adobe ha annunciato che la data prevista per i prossimi aggiornamenti per Adobe Acrobat e Reader sono previsti per il 13 ottobre.
Il vendor ha chiamato in causa le vulnerabilità scoperte di recente nella Microsoft Active Template Library (ATL), che affliggono numero prodotti.
Tutto ciò comporterà appunto un ritardo nel ciclo di patch trimestrale introdotto in primavera, visto che il fix su questi bug ha la priorità su quelli scoperti internamente.

RIFERIMENTI:
- Adobe and Oracle delay their patch days, by Heise Security

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adobe, oracle, patch, update
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Apple patcha il bug degli SMS di iPhone

Massimo Rabbi | 2 agosto 2009 | 20:13

All’inizio di questo mese avevamo posto l’attenzione su una scoperta fatta da Charlie Miller riguardante l’errato parsing degli SMS da parte dell’iPhone.
Ulteriori dettagli sono stati rilasciati nell’arco della conferenza BlackHat tenutasi a Las Vegas nei giorni scorsi, evidenziando come non solo iPhone ma anche Android e Windows Mobile siano in pericolo.

Per quanto riguarda iPhone, Apple ha rilasciato nella giornata di venerdì 31 luglio la versione aggiornata del firmware, la 3.0.1.
Tutti i dettagli in questa pagina relativa al security update.

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Attaccato il server del progetto CentOS

Massimo Rabbi | 7 luglio 2009 | 12:18

Sfruttando un errore di configurazione del CMS Xoops, anonimi crackers hanno ottenuto accesso al server web principale del progetto CentOS.
Stando a Ralph Angenendt, sysadmin di CentOS, non sono stati rubati o manomessi dati/informazioni.
Il server a quanto pare non è stato usato neanche per operazioni di spamming.
In ogni caso come misura di sicurezza, tutti gli utenti registrati dovranno reimpostare una nuova password attraverso il sistema di recupero password di Xoops.

Nonostante siano installati sulla stessa macchina il wiki e il sistema di bug tracking non sono stati manomessi.
L’attacco è stato inizialmente scoperto venerdi’ 3 luglio quando gli amministratori si sono imbattuti in alcuni file sospetti sul server.

FONTE: Attack on CentOS project server by Heise Security

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ColdFusion nel mirino dei crackers

Massimo Rabbi | 4 luglio 2009 | 12:53

A quanto pare in questi ultimi giorni si stanno registrando ondate di attacchi che prendono di mira web applications scritte con ColdFusion (CFML).
I ricercatori del SANS hanno ricevuto infatti notifiche di intrusioni che riguardano l’exploiting di vulnerabilità presenti in vecchie versioni di ColdFusion.
In particolare il problema interessa due componenti delle applicazioni ColdFusion: l’editor di testo FCKEditor e il filemanager CKFinder. Una volta compromessa l’applicazione, gli attaccanti hanno pieno controllo sulla macchina server.
Bojan Zdrnja, ricercatore presso il SANS, fa sapere che le pagine web compromesse tipicamente riportano all’interno del codice html tag <script> che fanno puntare a siti web contenenti ogni sorta di malware, pronto per essere scaricato/installato al fine di sfruttare eventuali vulnerabilità sulle macchine degli utenti.

Il consiglio è quindi quello di verificare le installazioni ColdFusion esistenti ed eventualmente patchare i sistemi. Gli amministratori dovrebbero anche controllare l’eventuale presenza di applicazioni ColdFusion “vecchie” e mai disinstallate: anche queste potrebbero essere un potenziale target degli attacchi.

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Pericolo iPhone: crash o exploit?

Massimo Rabbi | 3 luglio 2009 | 13:31

Charlie Miller, security researcher presso Independent Security Evaluators, ha dimostrato che sfruttando un bug nella modalità di parsing SMS dell’iPhone è possibile disconnettere il dispositivo dal network dell’operatore.
Miller è ancora alla ricerca di una maniera per sfruttare la vulnerabilità per eseguire codice remoto.
Laddove l’exploit risultasse praticabile si aprirebbero scenari abbastanza preoccupanti: iPhone zombie che possono essere monitorati/localizzati (sfruttando il gps integrato) o usati come “microspie” grazie al microfono integrato.

La scoperta è stata presentata alla conferenza SyScan a Singapore nella giornata di ieri e ulteriori dettagli verranno rilasciati in occasione del Black Hat in programma a Las Vegas verso la fine di questo mese.
Fondamentale nella scoperta del bug anche Colin Mulliner.

APPROFONDIMENTI:
- iPhone crashing bug could lead to serious exploit, by The Register

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Apple, bug, exploit, iphone, sms
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Aggiornamenti di sicurezza per Samba

Massimo Rabbi | 25 giugno 2009 | 13:20

Gli sviluppatori di Samba hanno rilasciato le versioni 3.0.35, 3.2.13 e 3.3.6 per risolvere i problemi legati a due vulnerabilità, una nel smbclient e l’altra nel server
Il tool smbclient soffre di una vulnerabilità di tipo “format string attack” che può essere sfruttata usando il comando put e nomi di file malevoli.
Nelle versioni Samba 3.0.31 e 3.3.5 è possibile eseguire codice arbitrario in certi casi.
La vulnerabilità che riguarda il server interessa invece le versioni 3.2.0 e 3.2.12 di smbd: questa consente di cambiare a piacimento i permessi di un file scrivibile.
Il problema è dovuto ad una mancata inizializzazione di alcuni dati applicativi.
In aggiunta alle nuove versioni, disponibili anche le relative patch.

RIFERIMENTI:
* Security updates for Samba, by Heise Security
* Formatstring vulnerability in smbclient, Samba advisory.
* Uninitialized read of a data value, Samba advisory.

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Crackato il web server di Squirrelmail

Massimo Rabbi | 23 giugno 2009 | 12:28

Sulla homepage del noto opensource webmailer Squirrelmail, campeggia il messaggio che informa dell’avvenuto cracking al webserver del progetto in data 16 giugno.
A seguito dell’accaduto gli amministratori hanno sospeso tutti gli accounts e resettato tutte le password più cruciali.
Disabilitato anche l’accesso al server originale e a tutti i plug-ins: si tratta di una misura precauzionale finchè non si sarà certi che nessuno di questi sia stato compromesso a livello di codice.
Ancora sconosciute restano le modalità con cui i crackers hanno avuto accesso al sistema.
Fortunamente il codice sorgente di SquirrelMail non è a rischio visto che è localizzato su un server completamente diverso.
Tuttavia i phishers hanno approfittato dell’accaduto cominciando una campagna di spam mirata.
Nelle mail infatti si millanta che le versioni 1.4.11, 1.4.12 e 1.4.13 sono state compromesse dall’introduzione di una backdoor, consigliando cosi’ agli utenti di passare alla 1.4.15.
Ecco il contenuto del messaggio:
“Due to the package compromise of 1.4.11,1.4.12 and 1.4.13, we are forced to release 1.4.15 to ensure no confusions.
While initial review didn’t uncover a need for concern, several proof of concepts show that the package
alterations introduce a high risk security issue, allowing remote inclusion of files.
These changes would allow a remote user the ability to execute exploit code on a victim machine,
without any user interaction on the victim’s server. This could grant the attacker the ability to
deploy further code on the victim’s server.
We STRONGLY advise all users of 1.4.11, 1.4.12 and 1.4.13 upgrade immediately.
”

L’email contiene naturalmente un link che porta ad una pagina di login SquirrelMail contraffatta.
Va chiarito tuttavia che la versione attuale è la 1.4.19 e come detto sopra non ci sono possibilità che il codice sorgente sia stato manipolato.

RIFERIMENTI:
– SquirrelMail open source project’s web server hacked, by Heise Security

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cracking, squirrelmail, web server
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1nn0va organizza “La sicurezza in rete”

Massimo Rabbi | 18 giugno 2009 | 19:09

L’associazione no-profit 1nn0va organizza nella giornata di martedì 23 giugno un convegno che verterà sulle tematiche della sicurezza in rete e un pò di quello che a livello legislativo ci sta dietro.
Posto volentieri quindi il riferimento al pdf del volantino informativo, su segnalazione di Lino, mio ex-collega universatario ;-)

Il programma della serata:

Ore 19:00 ASPETTI LEGALI della navigazione in rete Avv. Paolo Vicenzotto
* Chiarimenti legali in merito al provvedimento del Garante Privacy sugli “amministratori di sistema”
* Misure e accorgimenti prescritti ai titolari dei trattamenti effettuati con strumenti elettronici relativamente alle attribuzioni delle funzioni di amministratore di sistema 27 novembre 2008 (G.U. n. 300 del 24 dicembre 2008)
Ore 19:30 LA SICUREZZA della navigazione in rete Dott. Andrea Tonini

Location:
Martedi 23 Giugno 2009 – Ore 19.00
Via Prasecco, 3/a
33170 – Pordenone
(Presso Il Polo Universitario di Pordenone)

Volantino in formato PDF.
Informazioni sulla registrazione sul sito di 1nn0va.

Lino avanzo uno spritz! :-D

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1nn0va, sicurezza informatica
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Mettere il “freno a mano” ad un web server

Massimo Rabbi | 18 giugno 2009 | 18:58

L’esperto di sicurezza Robert “RSnake” Hansen ha rilasciato un tool in grado di mettere ko anche i web server più “grossi” usando un semplice PC connesso a Internet.
“Slowloris” non sfrutta particolari vulnerabilità, ma utilizza invece una feature del protocollo HTTP nota come “richieste HTTP parziali”.
I client infatti non sono costretti a forwardare l’intero contenuto di una GET o una POST in un solo passaggio, possono suddividerlo in un certo numero di query HTTP.

A seconda di come è configurato il web server, la prima richiesta può quindi fare in modo che vengano mantenute delle risorse per la response in attesa che venga completata l’intera request.
I web server vulnerabili a questa sorta di “freno a mano” remoto sono stranamente proprio quelli che implementano strategie per evitare gli overload, per esempio, consentendo solo un determinato numero di richieste HTTP parallele.
Stando a quanto dichiarato da Hansen fra questi Apache Server 1.x e 2.x, dhttpd, GoAhead WebServer e Squid. Non vulnerabili al problema IIS6.0, IIS7.0 e lighttpd.
I web server possono essere protetti mediante l’utilizzo di load balancers come Perlbal o web applications firewall che forwardino in maniera completa le richieste HTTP al server.
In caso di attacchi improvvisi, il problema può essere “mitigato”, semplicemente riducendo il parametro di time-out per le richieste http.

RIFERIMENTI:
* Remote handbrake for web servers by Heise Security
* Slowloris HTTP DoS, an explanation of the Slowloris concept from RSnake.

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apache, denial of service, dos, http, iis, web
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Luglio sarà il “Mese dei bug di Twitter”

Massimo Rabbi | 16 giugno 2009 | 21:02

L’esperto di sicurezza Aviv Raff ha nominato il mese di luglio come “Month of Twitter Bugs” (MoTB).
Lo scopo è quello di pubblicare i dettagli di una vulnerabilità al giorno, legata all’uso delle API di Twitter.
Le API consentono ai normali utenti di configurare, gestire e interrogare lo stato del proprio account mediante richieste http.
Raff ha infatti già fatto notare come sia possibile sfruttare le API che interrogano twitpic.com (servizio immagini di Twitter) per diffondere worms.

Volendo essere precisi non ci sono vere e proprie vulnerabilità nelle API di Twitter: si tratta invece di implementazioni errate o poco attente delle API di querying da parte di terzi.
Raff afferma di aver già individuato un numero di bug nei servizi di terze parti (che usano le API Twitter) tale da “riempire” tutto il mese di segnalazioni.
Detto questo è comunque disponibile a ricevere notifiche da parte di qualunque sviluppatore o appassionato che abbia scoperto qualche falla.
Lo scopo dell’iniziativa è sensibilizzare circa i potenziali problemi derivanti da uso non accorto delle API Twitter, ma in generale di API Web 2.0 generiche.
Vista comunque la possibilità di diffondere worms utilizzando queste vulnerabilità Raff ha deciso di dare 24 ore di “pre-avviso” agli operatori Twitter e sviluppatori interessati ogni qualvolta verrà rilasciato un report.
Bisognerà vedere se i fix riusciranno ad essere rilasciati in così poco tempo.

Il “Month of Twitter Bugs” prosegue la serie di iniziative simili che ha visto in precedenza i vari”Month of Browser Bugs”, “Month of Apple Bugs”, “Month of PHP Bugs” e “Month of Kernel Bugs”.
Il “Month of Java Bugs” si è invece rivelato, almeno per ora, un pesce d’aprile.

FONTE: July to be the “Month of Twitter Bugs” by Heise Security

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Rilasciato TrueCrypt 6.2a

Massimo Rabbi | 16 giugno 2009 | 15:58

Gli sviluppatori di TrueCrypt hanno rilasciato la versione 6.2a del loro tool di encryption open source e multipiattaforma.
La release corrente include miglioramenti nelle performance della fase di creazione di un file container e fixa un errore che sorge a seguito del decrypt del sistema su macchine Windows.
Inclusi anche alcuni bug fixes per la release 6.2 rilasciata a inizio mese.

Per il futuro sono previsti il supporto a Windows 7, opzioni da command line per la creazione di volumi e volumi CD/DVD “Raw”.
TrueCrypt 6.2a è disponibile per piattaforme Windows 2000, XP, Vista, Mac OS X e Linux.

Fonte: TrueCrypt 6.2a released by Heise Security

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Web Application Security blog

Massimo Rabbi | 27 maggio 2009 | 16:56

Per tutti gli appassionati di Web Application Security, segnalo questo blog che ha aperto i battenti giusto la settimana scorsa.
Si tratta del SANS Web Application Security blog: http://blog.appsecstreetfighter.com/
Gli autori sono Johannes Ullrich and Jason Lam, gestori dell’ISC (Internet Storm Center), oltre ad altri istruttori certificati SANS.

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Adobe contro SourceForge e rtmpdump

Massimo Rabbi | 26 maggio 2009 | 19:14

SourceForge, uno tra i piu’ famosi hoster per progetti opensource, ha rimosso dal proprio network le pagine riguardanti il software di stream-recording rtmpdump.
Tutto questo a seguito dell’ultimatum di Adobe, che era già pronta a passare alle vie legali.
Il programma utilizza il Real-Time Messaging Protocolo (RTMP) per registrare non solo semplici media Flash, ma anche stream criptati.
Adobe ha aggiunto un sistema di crittografia al proprio protocollo proprietario con l’introduzione di Flash Media Server 3, al fine di impedire la registrazione e il download “selvaggio” dei contenuti flash.
Il protocollo RTMPE (RMTP encrypted) è stato ideato proprio a questo scopo.

Dopo essersi accorta che la sua protezione può essere scavalcata dal supporto RTMPE integrato in rtmpdump, ha fatto partire un avviso “cease-and-desist”, invocando il Digital Millennium Copyright Act (DMCA) per impedire la distribuzione del software.
Una analisi del RTMPE pubblicata di recente giunge alla conclusione che, nonostante l’algoritmo utilizzi un modello di sicurezza end-to-end simile al protocollo SSL, a differenza di questo non fornisce alcuna sicurezza o autenticazione di sorta.
Non viene utilizzata da nessuna parte una chiave segreta, una password o una pass-phrase per cifrare/decifrare il contenuto.
Il processo di verifica necessita semplicemente dell’SWFHash (hash di 32 bytes), della dimensione del file SWF, e degli ultimi 32 bytes della prima risposta del server.
Alla luce di questo sembra alquanto strano che Adobe invochi il DMCA per classificare questa situazione come un tentativo di aggirare un meccanismo di protezione delle copie.

Di certo tutto ciò non pone in buona luce Adobe di fronte ai suoi clienti,network televisivi e studios cinematografici in primis.
L’uso del protocollo RTMPE per la distribuzione di contenuti DRM-protected è diventato sempre più diffuso infatti.
Nel contempo si segnala flvstreamer, una versione “ridotta” di rtmpdump, che non include il supporto RTMPE.

RIFERIMENTI:
Adobe acts against Flash video stream recorder, by Heise OpenSource

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