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	<title>.:: Securnetwork.net Blog - Massimo Rabbi ::. &#187; Networking</title>
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	<description>Blog personale di Massimo Rabbi con le ultime news in fatto di sicurezza, software, sistemi operativi e tecnologia</description>
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		<title>Netgear RangeMax WNR3500L: wireless 802.11n e Linux</title>
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		<pubDate>Tue, 06 Oct 2009 14:53:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Massimo Rabbi</dc:creator>
		<br />
<b>Warning</b>:  Invalid argument supplied for foreach() in <b>/web/htdocs/www.securnetwork.net/home/wp-content/plugins/autometa/autometa.php</b> on line <b>300</b><br />
		<category><![CDATA[Hardware]]></category>
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		<description><![CDATA[Netgear ha annunciato il rilascio del proprio router WNR3500L che oltre al supporto per wireless-N monta anche un firmware Linux-based. Il dispositivo è dotato di una porta Gigabit Ethernet e una USB 2.0 che consente di collegare un hard disk esterno o un modem USB 3G. Questo nuovo modello monta un processore MIPS 480Mhz, 8MB [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Netgear</strong> ha <a href="http://www.netgear.com/About/PressReleases/en-US/2009/20091005.aspx">annunciato</a> il rilascio del proprio router <strong>WNR3500L</strong> che oltre al supporto per <strong>wireless-N</strong> monta anche un <strong>firmware Linux-based</strong>.<br />
Il dispositivo è dotato di una porta Gigabit Ethernet e una USB 2.0 che consente di collegare un hard disk esterno o un modem USB 3G.<br />
Questo nuovo modello monta un processore MIPS 480Mhz, 8MB di memoria flash e 64MB di RAM.</p>
<p>Il <strong>Netgear RangeMax WNR3500L</strong> supporta una vasta gamma di firmware open source, dai <a href="http://www.dd-wrt.com/dd-wrtv3/index.php">DD-WRT</a> e <a href="http://openwrt.org/">OpenWrt</a> al <a href="http://sourceforge.net/projects/hyperwrt/">HyperWRT-based</a> <a href="http://www.polarcloud.com/tomato">Tomato</a>.<br />
Le versioni compatibili del firmware sono disponibili per il download nell&#8217;apposita <a href="http://www.myopenrouter.com/download/list?cat=44">sezione</a> della community <a href="http://www.myopenrouter.com/">myopenrouter.com</a>.<br />
Il <a href="http://www.myopenrouter.com/download/13854/NETGEAR-WNR3500L-Original-Firmware/">firmware originale</a> del device è basato su <strong>kernel Linux 2.4.20</strong> e i <a href="http://www.myopenrouter.com/download/13922/WNR3500L-NETGEAR-Firmware-Source-Code/">sorgenti</a> sono disponibili online.</p>
<p>Per ulteriori dettagli si rimanda alla visione della <a href="http://www.netgear.com/Products/RoutersandGateways/RangeMaxWirelessNRoutersandGateways/WNR3500L.aspx">pagina web</a> del prodotto e del relativo <a href="http://www.myopenrouter.com/downloads/file/109/WNR3500L_DS_30Sep09.pdf">datasheet</a>.<br />
Stando alle dichiarazioni di Netgear il router dovrebbe essere disponibile a breve (autunno 2009, ormai ci siamo!).<br />
Il prezzo sul mercato per quanto riguarda gli Stati Uniti dovrebbe aggirarsi sui 139.99$.</p>
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		<title>Disponibile Nessus 4.0</title>
		<link>http://www.securnetwork.net/2009/04/13/disponibile-nessus-40/</link>
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		<pubDate>Mon, 13 Apr 2009 11:10:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Massimo Rabbi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Tenable Network Security ha annunciato pochi giorni fa il rilascio della versione 4 del suo vulnerability scanner Nessus. Nessus è un network scanner in grado di individuare vulnerabilità in singoli sistemi o reti di computer, prevenendo così attacchi informatici di vario genere. Tra le sue funzionalità anche la capacità di verificare sugli host di una [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.tenablesecurity.com/solutions/">Tenable Network Security</a> ha <a href="http://blog.tenablesecurity.com/2009/04/nessus-version-4-released.html">annunciato</a> pochi giorni fa il rilascio della versione 4 del suo vulnerability scanner Nessus.<br />
Nessus è un network scanner in grado di individuare vulnerabilità in singoli sistemi o reti di computer, prevenendo così attacchi informatici di vario genere. Tra le sue funzionalità anche la capacità di verificare sugli host di una rete la presenza di prodotti antivirus correttamente aggiornati.</p>
<p>La nuova release supporta ora il multi-threading, migliorando così le prestazioni e riducendo il tempo impiegato per completare una scansione.<br />
Aggiunta anche la possibilità di creare report personalizzati dei risultati grazie a XSLT.<br />
Sia su sistemi Windows che Unix-based viene usato lo stesso motore di scansione e meccanismo di TCP SYN port scan. Tutti i tools da riga di comando sotto Unix/Linux funzionano ora perfettamente anche su Windows.<br />
La versione 4.0 non dipende piu&#8217; da librerie esterne, rendendo l&#8217;installazione e la configurazione piu&#8217; semplici.<br />
Il Nessus Attack Scripting Language (nasl) è stato inoltre rivisto e ampliato grazie al nuovo supporto per il parsing XML e funzionalità di rete varie.</p>
<p>Nessus 4.0 è disponibile gratuitamente per uso personale e non-aziendale, ma richiede agli utenti l&#8217;indirizzo e-mail per la registrazione.<br />
La licenza annuale professional costa 1200$.<br />
Maggiori informazioni circa il rilascio può essere recuperate tra <a href="http://www.tenablesecurity.com/documentation/index.php?doc=faq">le FAQ di Nessus 4.0</a> e la <a href="http://www.tenablesecurity.com/documentation/">documentazione</a> fornita.<br />
Disponibile direttamente per il download qui: <a href="http://www.nessus.org/download/">http://www.nessus.org/download/</a>.</p>
<p>RIFERIMENTI:<br />
-  <a href="http://www.h-online.com/security/Version-4-of-the-Nessus-vulnerability-scanner-released--/news/113045">Version 4 of the Nessus vulnerability scanner released</a>, by Heise Security</p>
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		<title>Cisco: patch per ASA e PIX</title>
		<link>http://www.securnetwork.net/2008/10/25/cisco-patch-per-asa-e-pix/</link>
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		<pubDate>Sat, 25 Oct 2008 12:27:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Massimo Rabbi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Cisco ha rilasciato alcuni aggiornamenti di sicurezza per le sue PIX Security Appliances e Adaptive Security Appliances (ASA). Se il dispositivo è configurato per l&#8217;accesso VPN SSL o IPSec, le vulnerabilità consentono ad un cracker di bypassare il meccanismo di autenticazione quando si effettua l&#8217;accesso ad un dominio Windows NT. In aggiunta è possibile causare [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Cisco ha rilasciato alcuni aggiornamenti di sicurezza per le sue PIX Security Appliances e Adaptive Security Appliances (ASA).<br />
Se il dispositivo è configurato per l&#8217;accesso VPN SSL o IPSec, le vulnerabilità consentono ad un cracker di bypassare il meccanismo di autenticazione quando si effettua l&#8217;accesso ad un dominio Windows NT.</p>
<p>In aggiunta è possibile causare memory leak nell&#8217;ASA Crypto Accelerator attraverso pacchetti appositamente modificati. Questo da&#8217; la possibilità di effettuare attacchi di tipo Denial of Service (DoS).<br />
E&#8217; possibile altresi&#8217; usando pacchetti IPv6 appositamente creati, causare un reboot delle appliance.<br />
Nel security advisory di Cisco vengono riportate con esattezza le versioni delle piattaforme interessate dal problema.</p>
<p>RIFERIMENTI:<br />
- <a href="http://www.heise-online.co.uk/security/Cisco-removes-vulnerabilities-in-ASA-and-PIX--/news/111781">Cisco removes vulnerabilities in ASA and PIX</a>, by Heise Security<br />
- <a href="http://www.cisco.com/warp/public/707/cisco-sa-20081022-asa.shtml">Multiple Vulnerabilities in Cisco PIX and Cisco ASA</a>, Cisco Security Advisory</p>
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		<title>In arrivo le nuove tecniche per i rootkits</title>
		<link>http://www.securnetwork.net/2008/05/17/in-arrivo-le-nuove-tecniche-per-i-rootkits/</link>
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		<pubDate>Sat, 17 May 2008 10:58:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Massimo Rabbi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[In occasione dei prossimi convegni sulla computer security, vari hackers/security researchers stanno preparando il proprio materiale in tema di rootkits. Sebastian Muñiz di Core Security ha sviluppato un rootkit per i router Cisco e sta pensando di presentarlo all&#8217;EuSecWest Conference che si terrà a Londra il 21 e 22 di maggio. Sherri Sparks e Shawn [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>In occasione dei prossimi convegni sulla computer security, vari hackers/security researchers stanno preparando il proprio materiale in tema di rootkits.<br />
Sebastian Muñiz di Core Security ha sviluppato un rootkit per i router Cisco e sta pensando di presentarlo all&#8217;<a href="http://www.eusecwest.com/agenda.html">EuSecWest</a> Conference che si terrà a Londra il 21 e 22 di maggio.<br />
Sherri Sparks e Shawn Embleton di Clear Hat Consulting sfruttano un operational mode poco conosciuto dei processori Intel per nascondere il codice. Il loro lavoro sarà presentato alla conferenza Black Hat USA 08 il 6-7 agosto al Caesars Palace Hotel and Casino di Las Vegas.</p>
<p>Il rootkit sviluppato da Sparks e Shawn usa il <a href="http://www.ddj.com/architect/184410120">System Management Mode</a> (<a href="http://www.ddj.com/architect/184410199">SMM</a>) dei processori Intel per nascondere in memoria un key logger.<br />
Il System Management Mode è pensato per individuare e reagire a eventi di sistema come errori della memoria e del chipset, estendendo le funzionalità della scheda madre e gestendo il controllo della temperatura e dell&#8217;alimentazione.<br />
SMM è implementato su tutti i moderni processori x86 e x64, inclusi quelli prodotti da Via e AMD.<br />
Il sistema operativo non è in grado di interrompere una chiamata SMM.<br />
Quando il processore riceve un System Management Interrupt (SMI) non-maskable, viene sospesa l&#8217;esecuzione del s.o. stesso e dei programmi, salvato lo stato della macchina, ed eseguito il codice da una zona di memoria privilegiata e nascosta.<br />
Uno dei pericoli è che il codice non può accedere alcun drivers del sistema operativo in modalità SMM, ma deve &#8220;dialogare&#8221; direttamente con l&#8217;hardware.</p>
<p>Alla CanSecWest Conference del 2006, Loic Duflot ha presentato un <a href="http://www.ssi.gouv.fr/fr/sciences/fichiers/lti/cansecwest2006-duflot-paper.pdf">articolo</a> in cui mostra come i superusers possano innalzare i propri privilegi grazie a SMM su un sistema OpenBSD. Al tempo pero&#8217; non fu reso pubblico alcun rootkit per SMM.</p>
<p>Il rootkit per l&#8217;IOS Cisco sviluppato da Sebastian Muñiz di Core Security Technologies presumibilmente gira su diverse versioni del sistema operativo.<br />
Un attaccante deve prima di tutto ottenere l&#8217;accesso alla macchina che vuole compromettere, magari mediante una vulnerabilità nota (della particolare versione) e code injection.<br />
Il codice viene quindi memorizzato nel firmware e immediatamente eseguito una volta che il device viene riavviato.<br />
Apparentemente, i router Cisco possono essere controllati e monitorati senza che nessuno se ne accorga.<br />
Muñiz ha già fatto sapere che non rilascierà il codice sorgente per questo rootkit.</p>
<p>Preoccupante inoltre come recentemente, l&#8217;FBI abbia individuato moduli e appliances Cisco piratati, utilizzati dal governo e dai militari. L&#8217;ipotesi alquanto preoccupante è che qualcuno stia già utilizzando questi devices per scopi di spionaggio.<br />
Il rootkit di Muñiz potrebbe dimostrare come questo pericolo non sia solamente teorico, ma effettivamente reale, anche Cisco non ha individuato nulla di anomalo nei dispositivi sequestrati dall&#8217;FBI.</p>
<p>Va ricordato a riguardo quanto successe in occasione del Black Hat 2005, quando Michael Lynn parlò di alcune vulnerabilità dei router Cisco che consentivano l&#8217;injection e l&#8217;esecuzione di codice malevole.<br />
Cisco scatenò l&#8217;inferno tentando di impedire a Lynn di fare la presentazione, addirittura intentandogli causa.<br />
L&#8217;avvocato Jennifer Granick di Electronic Freedom Foundation (EFF), che rappresentò Lynn nel caso contro Cisco, avverte che la cosa potrebbe ripetersi, con Cisco che potrebbe intentare causa contro Muñiz per violazione di segreti commerciali.<br />
A quanto pare però Muñiz non sembra molto preoccupata dalla cosa visto la brutta figura che ci fece Cisco nel 2005.<br />
Dice infatti: &#8220;Cisco si definisce come una società molto vicina e amichevole nei confronti di chi svolge ricerca&#8230; Ci penseranno bene prima di intentare un&#8217;azione legale.&#8221;.</p>
<p>FONTI:<br />
    * <a href="http://blogs.zdnet.com/security/?p=1100">Security Researcher to release Cisco rootkit at EUSecWest</a>, news sul blog di Nathan McFeters<br />
    * <a href="http://www.blackhat.com/html/bh-usa-08/bh-usa-08-speakers.html#Embleton">A New Breed of Rootkit: The System Management Mode (SMM) Rootkit</a>, annuncio della presentazione di Shawn Embleton e Sherri Sparks al BlackHat USA 08<br />
    *  <a href="http://www.heise-online.co.uk/security/Hackers-present-new-rootkit-techniques--/news/110751">Hackers present new rootkit techniques</a>, by Heise Security</p>
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		<title>P4P: la naturale evoluzione del trasferimento peer-to-peer</title>
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		<pubDate>Sun, 16 Mar 2008 15:36:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Massimo Rabbi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[La Distributed Computing Industry Association e il suo &#8220;P4P Working Group&#8221; stanno lavorando ad un nuovo protocollo peer-to-peer, chiamato &#8220;Proactive network Provider Participation for P2P&#8221; o P4P. Esso viene descritto come un &#8220;sistema di trasferimento file peer-to-peer carrier-grade&#8221;. Ciò che potrebbe però sorprendere è che tra le compagnie che compongono l&#8217;associazione rientrano non solo aziende [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La Distributed Computing Industry Association e il suo &#8220;P4P Working Group&#8221; stanno lavorando ad un nuovo protocollo peer-to-peer, chiamato &#8220;Proactive network Provider Participation for P2P&#8221; o P4P. Esso viene descritto come un &#8220;sistema di trasferimento file peer-to-peer carrier-grade&#8221;.</p>
<p>Ciò che potrebbe però sorprendere è che tra le compagnie che compongono l&#8217;associazione rientrano non solo aziende come LimeWire, BitTorrent e Skype, ma anche AT&#038;T e Verizon.<br />
Il New York Times ha di recente pubblicato un <a href="http://www.nytimes.com/2008/03/13/technology/13net.html">articolo</a> in cui enfatizza l&#8217;allarmante quantità di traffico dati che passa su Internet.<br />
Nonostante la storia punti l&#8217;attenzione su siti come YouTube, è pur vero che il traffico P2P rappresenta per la maggior parte degli ISPs una grossa percentuale del traffico di rete.</p>
<p>Lo scopo del P4P è quello di ridurre il traffico sfruttando la topologia di rete nel trasferimento dati &#8220;selezionando&#8221; in maniera intelligente piuttosto che casuale i differenti peers, migliorando così l&#8217;efficenza del routing globale.<br />
Riducendo infatti il numero di hops che un pacchetto deve fare da sorgente a destinazione si migliorano le condizioni globale del network.<br />
Il paper intitolato &#8220;P4P: Explicit Communications for Cooperative Control Between P2P and Network Providers” è stato presentato in occasione della conferenza inaugurale del <a href="http://www.dcia.info/activities/p2pmcny2008/index.html">DCIA P2P Market a New York City</a>, lo scorso venerdi&#8217;.<br />
E&#8217; stato mostrato come il P4P migliori il download rate del 205% rispetto a un classico download P2P, e dimininuisca il numero di hops necessari nell&#8217;instradamento interno degli ISP da 5.5 hops a a 0.89 hops.</p>
<p>E le informazioni sulla topologia di rete? Se ne occupa Verizon.<br />
Questo non significa assolutamente che Verizon approvi i trasferimenti P2P, quelli illegali per lo meno.<br />
Nel PDF infatti leggendo gli obiettivi del P4P Working Group: &#8220;&#8230; lavorare assieme e in maniera coordinata con i più grandi Internet Service Providers (ISPs), aziende distributrici di software peer-to-peer (P2P) e ricercatori al fine di individuare le best practices per l&#8217;uso del P4P come meccanismo di distribuzione dei contenuti e onde ottimizzare l&#8217;uso delle risorse di rete degli ISPs, garantendo la migliori performances possibili all&#8217;utente finale&#8230;&#8221;</p>
<p>APPROFONDIMENTI:<br />
-  <a href="http://www.realtechnews.com/posts/5515">P4P Aims to Speed Peer-to-Peer File Transfers</a>, Reduce Traffic &#8211; by RealTechNews<br />
- <a href="http://www.dcia.info/documents/P4P_Overview.pdf">P4P: Explicit Communications for Cooperative Control Between P2P and Network Providers</a>, research paper<br />
- <a href="http://www.dcia.info/documents/P4PWG_Mission_Statement.pdf">P4P Working Group’s mission statement</a></p>
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		<title>Migliaia di sistemi a rischio per via di SNMP malconfigurato</title>
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		<pubDate>Wed, 05 Mar 2008 21:07:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Massimo Rabbi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[La scansione di circa 2,5 milioni di IP da parte di Adrian Pastor di GNUCitizen ha rivelato come 5320 sistemi possano &#8220;potenzialmente&#8221; essere controllati e/o compromessi via Internet attraverso il protocollo SNMP. Le comunicazioni SNMP tipicamente avvengono per mezzo di testo in chiaro (passwords e &#8220;community strings&#8221; ad esempio). Per ragioni di sicurezza l&#8217;utilizzo di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La scansione di circa 2,5 milioni di IP da parte di Adrian Pastor di GNUCitizen ha rivelato come 5320 sistemi possano &#8220;potenzialmente&#8221; essere controllati e/o compromessi via Internet attraverso il protocollo SNMP.<br />
Le comunicazioni SNMP tipicamente avvengono per mezzo di testo in chiaro (passwords e &#8220;community strings&#8221; ad esempio).<br />
Per ragioni di sicurezza l&#8217;utilizzo di SNMP se necessario, va limitato e ristretto al proprio perimetro di rete.</p>
<p>Purtroppo questa precauzione spesso non viene presa in considerazione, e vengono lasciate impostate le community strings con i valori di default.<br />
Tra i sistemi più diffusi individuati da Pastor nella sua indagine vi sono: router Zyxel Prestige, Netopia, Cisco, dispositivi Apple AirPort/Base Station e modem voip Touchstone di Arris. Sono stati identificati anche sistemi Windows 2000.<br />
Durante il suo test, Pastor ha inviato query con object ID (OID) 1.3.6.1.2.1.1.1.0, che ritorna il modello di router e il costruttore.<br />
Non sono state ricercate specifiche vulnerabilità, tuttavia lo stesso Pastor ha in passato pubblicato un&#8217;analisi che rivela numerose vulnerabilità in routers molto diffusi come ad esempio gli Zyxel Prestige, incluse alcune legate a SNMP.<br />
E&#8217; stato mostrato come l&#8217;accesso SNMP possa rivelare la lista degli utenti su macchine Windows 2000 Server, dati relativi all&#8217;accesso DSL sui routers BT Voyager, passwords di amministrazione sulle stampanti HP e altri parametri inclusi quelli di login per il dns dinamico su routers Zyxel.</p>
<p>Di per sè il protocollo SNMP non rappresenta un problema di sicurezza, visto che comunque moltissimi tools tra cui HP OpenView, Cisco Works LMS e Nagios lo utilizzano ampiamente: tuttavia è intrisecamente insicuro e progettato per essere usato in ambito locale e interno. Detto questo ogni sua &#8220;esposizione&#8221; su Internet dovrebbe andare caldamente evitata!</p>
<p>APPROFONDIMENTI:<br />
    * <a href="http://www.gnucitizen.org/blog/exploring-the-unknown-scanning-the-internet-via-snmp/">Exploring the UNKNOWN: Scanning the Internet via SNMP!</a>, report from Adrian Pastor<br />
    * <a href="http://www.procheckup.com/Hacking_ZyXEL_Gateways.pdf">ZyXEL Gateways Vulnerability Research (PDF)</a> , report from Adrian Pastor<br />
    *  <a href="http://www.heise-online.co.uk/security/Systems-disclose-sensitive-data-via-SNMP--/news/110229">Systems disclose sensitive data via SNMP</a> , news by Heise Security</p>
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		<title>Da Intel &#8220;switching wifi &#8211; wimax&#8221;</title>
		<link>http://www.securnetwork.net/2008/02/14/da-intel-switching-wifi-wimax/</link>
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		<pubDate>Thu, 14 Feb 2008 19:34:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Massimo Rabbi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il colosso Intel ha presentato di recente il proprio dispositivo di rete in grado di switchare in maniera istantanea il segnale fra una classica rete WiFI ed una WiMax. La compagnia ha dichiarato infatti che gli utenti in questo modo potranno continuare a restare connessi e navigare, indifferentemente che si trovino in presenza di reti [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il colosso Intel ha presentato di recente il proprio dispositivo di rete in grado di switchare in maniera istantanea il segnale fra una classica rete WiFI ed una WiMax. La compagnia ha dichiarato infatti che gli utenti in questo modo potranno continuare a restare connessi e navigare, indifferentemente che si trovino in presenza di reti Wireless, WiMax o di entrambe.<br />
La tecnologia è stata mostrata lunedi&#8217; a Barcellona in occasione del GSMA Mobile World Congress.<br />
Con Intel allo sviluppo hanno collaborato anche Nokia e Siemens Networks.<br />
L&#8217;idea è appunto quella di un dispositivo che consenta all&#8217;utente di muoversi liberamente per la città col proprio notebook, palmare, pocketpc restando perennemente connesso a quella che si potrebbe definire una &#8220;rete globale&#8221; priva di interruzioni di servizio.<br />
Tutto questo anche e sopprattutto grazie al fatto che il device sarebbe in grado di farlo in modo completamente trasparente all&#8217;utilizzatore.</p>
<p>APPROFONDIMENTI:<br />
- <a href="http://www.informationweek.com/story/showArticle.jhtml?articleID=206402343&#038;cid=RSSfeed_IWK_All">Intel Device Freely Switches Between Wi-Fi, WiMax Networks</a>, by InformationWeek</p>
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		<title>Pericolosa vulnerabilità per UltraVNC Viewer</title>
		<link>http://www.securnetwork.net/2008/01/29/pericolosa-vulnerabilita-per-ultravnc-viewer/</link>
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		<pubDate>Tue, 29 Jan 2008 19:46:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Massimo Rabbi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Sul forum di UltraVNC è comparsa la segnalazione di un bug che interessa vncviewer, parte del pacchetto UltraVNC server, e che consentirebbe ad un ipotetico attaccante di ottenere l&#8217;accesso al sistema vittima. Non è stata rilasciata alcuna informazione circa la vulnerabilità da parte degli sviluppatori, ma questa potrebbe venire sfruttata quando vncviewer gira in listening [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Sul forum di UltraVNC è comparsa la segnalazione di un bug che interessa vncviewer, parte del pacchetto UltraVNC server, e che consentirebbe ad un ipotetico attaccante di ottenere l&#8217;accesso al sistema vittima.<br />
Non è stata rilasciata alcuna informazione circa la vulnerabilità da parte degli sviluppatori, ma questa potrebbe venire sfruttata quando vncviewer gira in listening mode o è connesso ad un server appositamente modificato. Fintanto che il viewer gira in modalità listening un server puo&#8217; stabilire con esso una connessione.</p>
<p>Il problema di sicurezza si verifica anche in caso sia attivo il plugin DSM (per l&#8217;encrypting della comunicazione), anche se in questo caso l&#8217;attaccante dovrebbe essere in possesso di una chiave valida.<br />
Il server non è invece interessato da simili problemi di sicurezza.<br />
Il report su uvnc.com, segnala il bug come presente nelle versioni 1.0.2 (stabile) e in tutte le release candidates dalla 1.0.4 in su.<br />
Il consiglio è dunque quello, laddove possibile, di effettuare l&#8217;aggiornamento o quanto meno di disattivare il listening mode e connettersi solamente a server fidati.</p>
<p>RIFERIMENTI:<br />
- <a href="http://www.heise-security.co.uk/news/102627">Uninvited remote maintenance for UltraVNC clients</a>, by Heise Security<br />
- <a href="http://forum.ultravnc.info/viewtopic.php?p=45150#45150">WARNING: vulnerability found in the vncviewer&#8230;</a>, security advisory on the uvnc forum</p>
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		<title>Aggiornamento per i routers Juniper</title>
		<link>http://www.securnetwork.net/2007/12/17/aggiornamento-per-i-routers-juniper/</link>
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		<pubDate>Mon, 17 Dec 2007 13:49:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Massimo Rabbi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[L&#8217;Internet Storm Center (ISC) ha rilasciato un report in cui vengono elencati alcuni bugs che interessano la famiglia di routers Juniper. I dispositivi sarebbero suscettibili a problemi di crash nella fase di processing di pacchetti &#8220;malformati&#8221;. Juniper che è il secondo più grande produttore/distributore di routers e switch al mondo &#8211; e uno dei primi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>L&#8217;Internet Storm Center (ISC) ha rilasciato un report in cui vengono elencati alcuni bugs che interessano la famiglia di routers Juniper.<br />
I dispositivi sarebbero suscettibili a problemi di crash nella fase di processing di pacchetti &#8220;malformati&#8221;. Juniper che è il secondo più grande produttore/distributore di routers e switch al mondo &#8211; e uno dei primi competitor di Cisco per quanto riguarda i routers di fascia alta &#8211; ha rilasciato gli aggiornamenti che servono a correggere il problema.</p>
<p>Le versioni di JUNOS interessate vanno dalla 7.3 alla 8.4 compresa. Il crash si verifica in seguito alla ricezione di pacchetti IPv6 appositamente modificati. Inoltre la ricezione di pacchetti BGP &#8220;malformati&#8221; può causare la chiusura improvvisa delle sessioni BGP aperte.<br />
Juniper ha messo a disposizione degli utenti registrati le relative patches.<br />
Nella versione JUNOS 8.5R1 il bug riguardante IPv6 è stato infatti fixato.</p>
<p>RIFERIMENTI:<br />
* <a href="http://isc.incidents.org/diary.html?storyid=3748">Important upgrade for Juniper routers</a>, ISC security advisory<br />
* <a href="https://www2.juniper.net/alerts/viewalert.jsp?actionBtn=Search&#038;txtAlertNumber=PSN-2007-12-009&#038;viewMode=view">Update for the IPv6 hole</a> (registered users)<br />
* <a href="https://www.juniper.net/alerts/viewalert.jsp?actionBtn=Search&#038;txtAlertNumber=PSN-2007-12-008&#038;viewMode=view">Update for the BGP hole</a> (registered users)<br />
* <a href="http://www.heise-security.co.uk/news/100680">Updates close DoS hole in Juniper routers</a>, by Heise Security</p>
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		<title>Vulnerabilità DoS per il Nokia N95 e il Cisco 7940</title>
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		<pubDate>Sat, 08 Dec 2007 13:49:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Massimo Rabbi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Stando ad alcuni segnalazioni tecniche, sarebbe possibile sfruttare un bug del telefono Nokia N95 per causare un freeze del dispositivo. L&#8217;unica soluzione in seguito al blocco è un riavvio del cellulare. Per fare questo sembra basti inviare una serie di pacchetti SIP INVITE al client SIP del Nokia N95, causando così il &#8220;blocco&#8221; del device. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Stando ad alcuni segnalazioni tecniche, sarebbe possibile sfruttare un bug del telefono Nokia N95 per causare un freeze del dispositivo. L&#8217;unica soluzione in seguito al blocco è un riavvio del cellulare. Per fare questo sembra basti inviare una serie di pacchetti SIP INVITE al client SIP del Nokia N95, causando così il &#8220;blocco&#8221; del device.<br />
Fortunatamente il client SIP è disabilitato di default.<br />
La vulnerabilità scoperta riguarda il firmware 12.0.013, ma altre versioni e forse altri devices Nokia potrebbero essere possibili target del problema.<br />
Stando alle segnalazioni sembra che Nokia non abbia rilasciato alcuna informazione ufficiale a riguardo: non è stata fornita alcuna patch, e l&#8217;unico workaround al momento è quello di lasciare disabilitato il client SIP dell&#8217;N95.</p>
<p>Gli stessi ricercatori che hanno individuato il bug del Nokia N95, hanno scovato una vulnerabilità sempre di tipo DoS nell&#8217;implementazione SIP del telefono IP Cisco 7940.<br />
Tramite l&#8217;invio di una serie di pacchetti INVITE privi di username nel request URI, si riesce a forzare il reboot del device.<br />
Tuttavia per sfruttare l&#8217;exploit è necessario uno user ID valido.<br />
La vulnerabilità è stata confermata per il firmware P0S3-08-7-00.<br />
Nessun aggiornamento è attualmente disponibile.</p>
<p>RIFERIMENTI:<br />
* <a href="http://lists.grok.org.uk/pipermail/full-disclosure/2007-December/058839.html">Nokia N95 cellphone remote DoS using the SIP Stack</a>, Madynes Team error report<br />
* <a href="http://lists.grok.org.uk/pipermail/full-disclosure/2007-December/058837.html">Cisco Phone 7940 remote DOS</a>, Madynes Team error report<br />
* <a href="http://www.heise-security.co.uk/news/100253">DoS vulnerabilities in Nokia N95 and Cisco 7940 IP phone</a>, by Heise Security</p>
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		<title>BFi#14-dev-06: Sicurezza dei sistemi P2P per il data store distribuito</title>
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		<pubDate>Sun, 11 Nov 2007 13:30:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Massimo Rabbi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Che BFI (acronimo per Butchered From Inside) fosse una delle migliori (se non la migliore) e-zine del panorama underground italiano da ormai molti anni non ci sono dubbi. Di fatto è l&#8217;unica che nonostante non abbia una &#8220;periodicità fissa&#8221; con cui escono gli articoli, è sempre rimasta presente nel panorama italiano e internazionale in tutti [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Che BFI (acronimo per Butchered From Inside) fosse una delle migliori (se non la migliore) e-zine del panorama underground italiano da ormai molti anni non ci sono dubbi.<br />
Di fatto è l&#8217;unica che nonostante non abbia una &#8220;periodicità fissa&#8221; con cui escono gli articoli, è sempre rimasta presente nel panorama italiano e internazionale in tutti questi anni.<br />
Penso ad esempio alle varie Ondaquadra o NetRunner e perchè no Newbies&#8230; il tempo è passato un po&#8217; per tutti: i siti sono scomparsi e i vecchi numeri delle ezine si trovano hostate in giro per la rete.</p>
<p>Era ormai parecchio tempo che non passavo sul sito del <a href="http://www.s0ftpj.org/">s0ftpr0ject</a>, e stamattina ci son capitando googlando per caso.<br />
E tra gli ultimi articoli pubblicati per la rivista BFI trovo questo &#8220;Sicurezza dei sistemi P2P per il data store distribuito&#8221; si tratta di un paper di ben 114 pagine in cui vengono trattati i <em>&#8220;&#8230; più interessanti sistemi P2P per il data store distribuito: OceanStore, Mnemosyne, Free Haven e Freenet. Le appendici sono dedicate a Mixminion e Tor, due tecnologie che non offrono funzionalità di storage, ma possono invece essere usate come canali di comunicazione anonima in sistemi P2P per il data store.<br />
Con la descrizione dei protocolli e degli algoritmi impiegati e l’analisi delle problematiche legate alla sicurezza si desidera aiutare il lettore a comprendere questi sistemi affinchè possa in seguito “metterci le mani sopra” in modo consapevole, modificarli e progettarne di nuovi.&#8221;</em><br />
Si badi bene non si tratta di un testo che parla di emule, bittorent, dc++&#8230; ma di un qualcosa che spiega attraverso l&#8217;analisi di implementazioni reali il sistema p2p (termine ormai associato al &#8220;download selvaggio&#8221;) come contrapposizione del classico modello client-server. Il tutto chiaramente condito con gli indispensabili &#8220;ingredienti&#8221; sicurezza e anonimato!</p>
<p>Per leggere l&#8217;articolo in formato pdf <a href="http://www.s0ftpj.org/docs/BFi14-dev-06.pdf">cliccate qui</a>, mentre se preferite la classica versione testuale BFI <a href="http://www.s0ftpj.org/bfi/dev/BFi14-dev-06.tar.gz">cliccate qui</a>.<br />
L&#8217;articolo è stato scritto da <strong>tlei</strong> e <strong>guy montag</strong>.<br />
Che dire&#8230; buona lettura!</p>
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		<item>
		<title>Ancora vulnerabilità per i prodotti Cisco</title>
		<link>http://www.securnetwork.net/2007/10/13/ancora-vulnerabilita-per-i-prodotti-cisco/</link>
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		<pubDate>Sat, 13 Oct 2007 17:14:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Massimo Rabbi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Cisco ha pubblicato recentemente un advisory di sicurezza in cui viene riportata una vulnerabilità che interessa il line printer daemon (LPD) del proprio IOS. Un utente potrebbe sfruttare questa falla per causare un crash del sistema o comunque comprometterlo. Il buffer overflow è dovuto all&#8217;incapacità di gestire hostname di lunghezza oltre un certo limite. Fortunatamente [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Cisco ha pubblicato recentemente un advisory di sicurezza in cui viene riportata una vulnerabilità che interessa il line printer daemon (LPD) del proprio IOS. Un utente potrebbe sfruttare questa falla per causare un crash del sistema o comunque comprometterlo. Il buffer overflow è dovuto all&#8217;incapacità di gestire hostname di lunghezza oltre un certo limite.<br />
Fortunatamente LPD è disabilitato di default e un aggiornamento all&#8217;IOS, che risolve il problema, è già stato rilasciato.</p>
<p>Un altro bug di sicurezza si ha nella fase di conversione di un CiscoWorks Wireless LAN Solution Engine (WLSE) in un Cisco Wireless Control System (WCS). L&#8217;advisory riporta come il tool di conversione crei account con privilegi amministrativi con credenziali di default. Il problema affligge la Convert Utility fino alla versione 4.1.91.0 e interessa la la conversione da sistemi WLSE a WCS.<br />
La raccomandazione è quella di re-impostare password strong per tutti gli account.</p>
<p>LINKS:<br />
- <a href="http://www.cisco.com/warp/public/707/cisco-sr-20071010-lpd.shtml">Cisco IOS Line Printer Daemon (LPD) Protocol Stack Overflow</a>, security advisory from Cisco<br />
- <a href="http://www.irmplc.com/index.php/155-Advisory-024">http://www.irmplc.com/index.php/155-Advisory-024</a>, security advisory from IRM<br />
- <a href="http://www.cisco.com/warp/public/707/cisco-sa-20071010-wcs.shtml">Cisco Wireless Control System Conversion Utility Adds Default Password</a>, security advisory from Cisco<br />
- <a href="http://www.heise-security.co.uk/news/97290">Vulnerabilities in Cisco Products</a>, by Heise-Security</p>
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		<item>
		<title>Net Tools 5.0: security and network tools</title>
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		<pubDate>Wed, 19 Sep 2007 20:45:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Massimo Rabbi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Riprendo un interessante post su Raymond.cc per segnalare questa interessantissima suite freeware di prodotti che ogni amministratore di sistema dovrebbe tenere a portata di mano. Si tratta di un prodotto all-in-one che raccoglie oltre 175 tools per network monitoring e security. Net Tools richiede che sia installato sul sistema il Microsoft .NET Framework 2.0. Link [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Riprendo un interessante post su <a href="http://www.raymond.cc/blog/archives/2007/09/19/comprehensive-security-and-network-monitoring-tools/">Raymond.cc</a> per segnalare questa interessantissima suite freeware di prodotti che ogni amministratore di sistema dovrebbe tenere a portata di mano.<br />
Si tratta di un prodotto all-in-one che raccoglie oltre 175 tools per network monitoring e security.</p>
<p><img src="http://www.securnetwork.net/img_blog/nettoolsbox.jpg" alt="Net Tools 5" /></p>
<p>Net Tools richiede che sia installato sul sistema il Microsoft .NET Framework 2.0.<br />
Link per il <a href="http://users.skynet.be/bs978231/NetTools5.0.70.zip">download</a>.<br />
Ecco una lista esaustiva dei principali tools presenti: <span id="more-392"></span></p>
<p>1. IP Address Scanner<br />
2. IP Calculator<br />
3. IP Converter<br />
4. Port Listener<br />
5. Port Scanner<br />
6. Ping<br />
7. NetStat (2 ways)<br />
8. Trace Route (2 ways)<br />
9. TCP/IP Configuration<br />
10. Online &#8211; Offline Checker<br />
11. Resolve Host &#038; IP<br />
12. Time Sync<br />
13. Whois &#038; MX Lookup<br />
14. Connect0r<br />
15. Connection Analysator and protector<br />
16. Net Sender<br />
17. E-mail seeker<br />
18. Net Pager<br />
19. Active and Passive port scanner<br />
20. Spoofer<br />
21. Hack Trapper<br />
22. HTTP flooder (DoS)<br />
23. Mass Website Visiter<br />
24. Advanced Port Scanner<br />
25. Trojan Hunter (Multi IP)<br />
26. Port Connecter Tool<br />
27. Advanced Spoofer<br />
28. Advanced Anonymous E-mailer<br />
29. Simple Anonymous E-mailer<br />
30. Anonymous E-mailer with Attachment Support<br />
31. Mass E-mailer<br />
32. E-mail Bomber<br />
33. E-mail Spoofer<br />
34. Simple Port Scanner (fast)<br />
35. Advanced Netstat Monitoring<br />
36. X Pinger<br />
37. Web Page Scanner<br />
38. Fast Port Scanner<br />
39. Deep Port Scanner<br />
40. Fastest Host Scanner (UDP)<br />
41. Get Header<br />
42. Open Port Scanner<br />
43. Multi Port Scanner<br />
44. HTTP scanner (Open port 80 subnet scanner)<br />
45. Multi Ping for Cisco Routers<br />
46. TCP Packet Sniffer<br />
47. UDP flooder<br />
48. Resolve and Ping<br />
49. Multi IP ping<br />
50. File Dependency Sniffer<br />
51. EXE-joiner (bind 2 files)<br />
52. Encrypter<br />
53. Advanced Encryption<br />
54. File Difference Engine<br />
55. File Comparasion<br />
56. Mass File Renamer<br />
57. Add Bytes to EXE<br />
58. Variable Encryption<br />
59. Simple File Encryption<br />
60. ASCII to Binary (and Binary to ASCII)<br />
61. Enigma<br />
62. Password Unmasker<br />
63. Credit Card Number Validate and Generate<br />
64. Create Local HTTP Server<br />
65. eXtreme UDP Flooder<br />
66. Web Server Scanner<br />
67. Force Reboot<br />
68. Webpage Info Seeker<br />
69. Bouncer<br />
70. Advanced Packet Sniffer<br />
71. IRC server creater<br />
72. Connection Tester<br />
73. Fake Mail Sender<br />
74. Bandwidth Monitor<br />
75. Remote Desktop Protocol Scanner<br />
76. MX Query<br />
77. Messenger Packet Sniffer<br />
78. API Spy<br />
79. DHCP Restart<br />
80 File Merger<br />
81. E-mail Extractor (crawler / harvester bot)<br />
82. Open FTP Scanner<br />
83. Advanced System Locker<br />
84 Advanced System Information<br />
85. CPU Monitor<br />
86 Windows Startup Manager<br />
87. Process Checker<br />
88. IP String Collecter<br />
89. Mass Auto-Emailer (Database mailer; Spammer)<br />
90. Central Server (Base Server; Echo Server; Time Server; Telnet Server; HTTP Server; FTP Server)<br />
91. Fishing Port Scanner (with named ports)<br />
92. Mouse Record / Play Automation (Macro Tool)<br />
93. Internet / LAN Messenger Chat (Server + Client)<br />
94. Timer Shutdown/Restart/Log Off/Hibernate/Suspend/ Control<br />
95. Hash MD5 Checker<br />
96. Port Connect &#8211; Listen tool<br />
97. Internet MAC Address Scanner (Multiple IP)<br />
98. Connection Manager / Monitor<br />
99. Direct Peer Connecter (Send/Receive files + chat)<br />
100. Force Application Termination (against Viruses and Spyware)<br />
101. Easy and Fast Screenshot Maker (also Web Hex Color Picker)<br />
102. COM Detect and Test<br />
103. Create Virtual Drives<br />
104. URL Encoder<br />
105. WEP/WPA Key Generator<br />
106. Sniffer.NET<br />
107. File Shredder<br />
108. Local Access Enumerater<br />
109. Steganographer (Art of hiding secret data in pictures)<br />
110. Subnet Calculater<br />
111. Domain to IP (DNS)<br />
112. Get SNMP Variables<br />
113. Internet Explorer Password Revealer<br />
114. Advanced Multi Port Scanner<br />
115. Port Identification List (+port scanner)<br />
116. Get Quick Net Info<br />
117. Get Remote MAC Address<br />
118. Share Add<br />
119. Net Wanderer<br />
120. WhoIs Console<br />
121. Cookies Analyser<br />
122. Hide Secret Data In Files<br />
123. Packet Generator<br />
124. Secure File Splitting<br />
125. My File Protection (Password Protect Files, File Injections)<br />
126. Dynamic Switch Port Mapper<br />
127. Internet Logger (Log URL)<br />
128. Get Whois Servers<br />
129. File Split&#038;Merge<br />
130. Hide Drive<br />
131. Extract E-mails from Documents<br />
132. Net Tools Mini (Client/Server, Scan, ICMP, Net Statistics, Interactive, Raw Packets, DNS, Whois, ARP, Computer&#8217;s IP, Wake On LAN)<br />
133. Hook Spy<br />
134. Software Uninstaller<br />
135. Tweak &#038; Clean XP<br />
136. Steganographic Random Byte Encryption<br />
137. NetTools Notepad (encrypt your sensitive data)<br />
138. File Encrypter/Decrypter<br />
139. Quick Proxy Server<br />
140. Connection Redirector (HTTP, IRC, &#8230; All protocols supported)<br />
141. Local E-mail Extractor<br />
142. Recursive E-mail Extractor<br />
143. Outlook Express E-mail Extractor<br />
144. Telnet Client<br />
145. Fast Ip Catcher<br />
146. Monitor Host IP<br />
147. FreeMAC (MAC Address Editor)<br />
148. QuickFTP Server (+user accounts support)<br />
149. NetTools Macro Recorder/Player (Keybord and Mouse Hook)<br />
150. Network Protocol Analyzer<br />
151. Steganographic Tools (Picture, Sounds, ZIP Compression and Misc Methods)<br />
152. WebMirror (Website Ripper)<br />
153. GeoLocate IP<br />
154. Google PageRank Calculator<br />
155. Google Link Crawler (Web Result Grabber)<br />
156. Network Adapter Binder<br />
157. Remote LAN PC Lister<br />
158. Fast Sinusoidal Encryption<br />
159. Software Scanner<br />
160. Fast FTP Client<br />
161. Network Traffic Analysis<br />
162. Network Traffic Visualiser<br />
163. Internet Protocol Scanner<br />
164. Net Meter (Bandwidth Traffic Meter)<br />
165. Net Configuration Switcher<br />
166. Advanced System Hardware Info<br />
167. Live System Information<br />
168. Network Profiler<br />
169. Network Browser<br />
170. Quick Website Maker and Web Gallery Creator<br />
171. Remote PC Shutdown<br />
172. Serial Port Terminal<br />
173. Standard Encryptor<br />
174. Tray Minimizer<br />
175. Extra Tools (nmap console &#038; win32 version)</p>
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		<title>CISCO IOS: routers degli ISP a rischio DoS</title>
		<link>http://www.securnetwork.net/2007/08/18/cisco-ios-routers-degli-isp-a-rischio-dos/</link>
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		<pubDate>Fri, 17 Aug 2007 22:01:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Massimo Rabbi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Sta circolando la notizia secondo cui l&#8217;IOS Cisco sarebbe vulnerabile ad un DoS che consentirebbe il reboot dei routers degli ISP più disparati. Il problema sembra si presenti quando viene interpretato il comando &#8220;show ip bgp regexp&#8221; con espressioni regolari particolari. Il risultato è che il router si riavvia e deve ricostruire la propria tabella di routing BGP. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Sta circolando la notizia secondo cui l&#8217;IOS Cisco sarebbe vulnerabile ad un DoS che consentirebbe il reboot dei routers degli ISP più disparati. Il problema sembra si presenti quando viene interpretato il comando &#8220;<em>show ip bgp regexp</em>&#8221; con espressioni regolari particolari.<br />
Il risultato è che il router si riavvia e deve ricostruire la propria tabella di routing BGP.<br />
Se la cosa si verifica per più volte in successione, può succedere che il router venga &#8220;ignorato&#8221; dai dispositivi di altri providers (per un certo intervallo), questo perchè il suo continuo riavvio viene &#8220;marcato&#8221; come route non affidabile/disponibile.<br />
Conseguenza più grave è quindi che l&#8217;intera rete dell&#8217;ISP risulti non più raggiungibile.</p>
<p>Di solito, ogni ISP fornisce dei <a target="_blank" href="http://www.traceroute.org/">server pubblici</a> che sono accessibili via Telnet e che possono essere usati per eseguire il comando in questione. I route servers sono usati per recuperare informazioni sul routing tra ISPs.<br />
Oltre all&#8217;accesso Telnet, alcuni providers forniscono accesso via <a target="_blank" href="http://en.wikipedia.org/wiki/Looking_Glass_Servers">Looking Glass web interface</a>, che altro non è che un wrapper Telnet. Anche questa può essere quindi sfruttata per passare comandi &#8220;modificati&#8221;.<br />
Nonostante questa vulnerabilità risulti quindi molto facile da sfruttare, l&#8217;effetto di isolare segmenti di rete è difficilmente raggiungibile. I grossi ISP infatti usano route server dedicati all&#8217;unico scopo di restituire informazioni, ma non di effettuare il routing vero e proprio. Le cose possono pero&#8217; essere leggermente diverse quando si ha a che fare con providers più piccoli, che magari usano gli stessi dispositivi per entrambi gli scopi, per una pura questione di risparmio economico.<br />
Per il momento attraverso i canali ufficiali Cisco non ha rilasciato alcuna informazione o aggiornamento per l&#8217;IOS.<br />
Come workaround, alcuni ISP hanno cominciato a filtrare particolari espressioni regolari sui servers Looking Glass.<br />
Per quanto riguarda gli accessi via Telnet è sufficiente disabilitare il comando &#8220;<em>show ip bgp regexp</em>&#8220;.</p>
<p>LINKS:<br />
- <a href="http://www.heise-security.co.uk/news/94526" class="ohne">DoS vulnerability in Cisco IOS compromises the routers of Internet providers</a>, news by Heise-Security</p>
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		<title>Relakks e Linux</title>
		<link>http://www.securnetwork.net/2007/08/13/relakks-e-linux/</link>
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		<pubDate>Mon, 13 Aug 2007 20:29:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Massimo Rabbi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Un utente mi ha chiesto come si faccia a configurare Ubuntu per funzionare con Relakks. Rispondo molto candidamente che non ho ancora provato. Tuttavia lascio un paio di riferimenti che penso possa tornare utili un po&#8217; a tutti, ecco perchè rispondo qui in home. - Relakks and the Linux command line (direttamente dal forum Relakks [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Un utente <a href="http://www.securnetwork.net/2007/06/10/relakks-powered/" target="_blank">mi ha chiesto</a> come si faccia a configurare Ubuntu per funzionare con Relakks.<br />
Rispondo molto candidamente che non ho ancora provato.<br />
Tuttavia lascio un paio di riferimenti che penso possa tornare utili un po&#8217; a tutti, ecco perchè rispondo qui in home.<br />
- <a href="http://forum.piratpartiet.se/Topic64139-164-1.aspx" target="_blank">Relakks and the Linux command line</a> (direttamente dal forum Relakks ufficiale)<br />
- <a href="http://gentoo-wiki.com/Relakks" target="_blank">Relakks &#8211; Gentoo Wiki</a><br />
- <a href="http://ubuntuforums.org/showthread.php?p=2662749" target="_blank">Relakks e Kubuntu Feisty</a><br />
Non mi resta che augurarvi buona lettura!</p>
<p>P.S: fate sapere se le procedure vi funzionano! <img src='http://www.securnetwork.net/wp-includes/images/smilies/icon_wink.gif' alt=';-)' class='wp-smiley' /> </p>
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		<title>WIMAX Libero! Firmate la petizione!</title>
		<link>http://www.securnetwork.net/2007/06/24/wimax-libero-firmate-la-petizione/</link>
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		<pubDate>Sun, 24 Jun 2007 08:55:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Massimo Rabbi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Siamo già quasi a quota 102.000 firme e credo sia importante diventino sempre di più, onde evitare di ridurci &#8220;all&#8217;italiana&#8221; anche sulla questione WiMax. Non credo sia il caso che le frequenze finiscano in mano ai &#8220;soliti noti. I punti della petizione: che non si proceda alla totale destinazione del gruppo di frequenze interessate dalla [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Siamo già quasi a quota 102.000 firme e credo sia importante diventino sempre di più, onde evitare di ridurci &#8220;all&#8217;italiana&#8221; anche sulla questione WiMax. Non credo sia il caso che le frequenze finiscano in mano ai &#8220;soliti noti.<br />
I punti della petizione:</p>
<li><strong>che non si proceda alla totale destinazione del gruppo di frequenze interessate dalla tecnologia WI-MAX &#8211; 3.4 &lt;–&gt; 3.5 Ghz (inizialmente rilasciati in un gruppo di 35 + 35 Mhz) &#8211; o lotti delle stesse, per uso commerciale regolamentato o meno da licenze in obsoleto <em>stile telefonico</em> con conseguente totale chiusura dello spettro radio oggetto di concessione.</strong></li>
<li><strong>che venga destinato, da subito, una parte dello spettro radio dichiarato &#8211; o che verrà dichiarato – disponibile per la tecnologia a LIBERO USO da parte dei singoli cittadini anche in forma associativa SENZA FINI di LUCRO; ciò regolando naturalmente la concessione d&#8217;utilizzo (come già avviene per altre tipologie radiantistiche), senza però che tale regolamentazione possa costituire vincoli di sorta alle caratteristiche intrinseche della tecnologia stessa (diffusione, accesso, interoperabilità, multicanalità, portata, ambito applicativo, ecc&#8230;).</strong></li>
<li><strong>che la citata porzione di frequenze LIBERE come da precedente punto (2), non sia mai inferiore ad 1/3 dell&#8217;intero spettro disponibile; che tale assegnazione sia prioritaria, o comunque non secondaria in termini temporali, rispetto all&#8217;eventuale assegnazione di frequenze per uso commerciale.</strong></li>
<li><strong>che la citata porzione di frequenze LIBERE come da precedente punto (2), non sia soggetta ad alcun tipo di tassazione diretta od indiretta, ovvero che l&#8217;importo della eventuale stessa sia contenuto in importi opportunamente minimi, considerando l&#8217;uso personale cui è destinata.</strong></li>
<li><strong>che lo Stato Italiano si faccia sostenitore di analoga proposta presso i competenti organi Europei, con lo scopo di coinvolgere l&#8217;intera Comunità sul tema WI-MAX e permettere/promuovere così un&#8217;eventuale diffusione dello spettro di frequenze libere nell&#8217;intero ambito comunitario, realizzando di fatto un primo passo di armonizzazione in tema di <em>&#8220;Società dell&#8217;Informazione&#8221;</em>, nel pieno rispetto degli intenti Comunitari riassunti.
<p><a target="_blank" href="http://www.petitiononline.com/wmaxfree/petition.html">FIRMATE QUI!</a></strong></li>
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		<title>12Voip chiamate gratuite verso i fissi!</title>
		<link>http://www.securnetwork.net/2007/06/21/12voip-chiamate-gratuite-verso-i-fissi/</link>
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		<pubDate>Thu, 21 Jun 2007 15:06:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Massimo Rabbi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Oggi ho provato assieme a Matteo un software decisamente interessante: 12Voip. Questo programmino si inserisce  a fianco dei tantissimi software dedicati al VOIP. La cosa simpatica è la possbilità di effettuare chiamate in maniera gratuita dal proprio pc verso numeri fissi. Il breve test è consistito in un paio di chiamate della durata di 3-4 [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Oggi ho provato assieme a Matteo un software decisamente interessante: 12Voip.<br />
Questo programmino si inserisce  a fianco dei tantissimi software dedicati al VOIP.<br />
La cosa simpatica è la possbilità di effettuare chiamate in maniera gratuita dal proprio pc verso numeri fissi.<br />
Il breve test è consistito in un paio di chiamate della durata di 3-4 minuti.<br />
Un leggerissimo ritardo ma voce pulita e nessun particolare fruscio di fondo.<br />
Testato anche con Relakks in funzione <img src='http://www.securnetwork.net/wp-includes/images/smilies/icon_biggrin.gif' alt=':-D' class='wp-smiley' /><br />
Software quindi promosso!<br />
Se vi va di fare una prova veloce questo è il sito di riferimento: <a href="http://www.12voip.com/" target="_blank">12Voip</a>.</p>
<p><img src="http://www.12voip.com/images/Header_Logo.jpg" height="233" width="309" /></p>
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		<title>AdRem Netcrunch: alcuni video tutorials</title>
		<link>http://www.securnetwork.net/2007/05/25/adrem-netcrunch-alcuni-video-tutorials/</link>
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		<pubDate>Fri, 25 May 2007 18:43:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Massimo Rabbi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Su Techtown.it ho pubblicato un paio di video tutorials che mi ha inviato l&#8217;Ing. Antonio Di Maio che ringrazio. I video in questione riguardano i seguenti argomenti: 1) AdRem Netcrunch: una vista dinamica per i servizi di rete 2) AdRem Netcrunch: rilevare la presenza di software P2P I video li potete trovare qui nella sezione [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Su Techtown.it ho pubblicato un paio di video tutorials che mi ha inviato l&#8217;Ing. Antonio Di Maio che ringrazio.<br />
I video in questione riguardano i seguenti argomenti:<br />
1) <code>AdRem Netcrunch: una vista dinamica per i servizi di rete</code><br />
2) <code>AdRem Netcrunch: rilevare la presenza di software P2P</code><br />
I video li potete trovare qui nella sezione <a href="http://www.securnetwork.net/docrepository/index.php?&#038;direction=0&#038;order=&#038;directory=video_tutorials">document repository</a> disponibili per il download.<br />
Le versioni online le potete consultare rispettivamente <a href="http://www.securnetwork.net/downloads/video_tutorials/p2p/p2p.html">qui</a> e <a href="http://www.securnetwork.net/downloads/video_tutorials/vistadns/vistadns.html">qui</a>.<br />
Dal sito internet <a href="http://www.adremsoft.it">http://www.adremsoft.it</a> potete scaricare la versione trial di AdRem Netcrunch e partire con i vostri esperimenti!</p>
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		<title>CISCO IOS: vulnerabilità multiple per l&#8217;ftp server</title>
		<link>http://www.securnetwork.net/2007/05/11/cisco-ios-vulnerabilita-multiple-per-lftp-server/</link>
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		<pubDate>Fri, 11 May 2007 16:55:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Massimo Rabbi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Cisco ha rilasciato un advisory in cui si riporta la presenza di varie vulnerabilità che colpiscono il server FTP integrato nell&#8217;IOS. La conseguenza è che un attaccante potrebbe eseguire codice arbitrario ottenendo informazioni o provocando attacchi DoS. Le falle non sono state descritte in dettaglio tuttavia si sa che l&#8217;FTP server dell&#8217;IOS non controlla in [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Cisco ha rilasciato un advisory in cui si riporta la presenza di varie vulnerabilità che colpiscono il server FTP integrato nell&#8217;IOS.<br />
La conseguenza è che un attaccante potrebbe eseguire codice arbitrario ottenendo informazioni o provocando attacchi DoS.<br />
Le falle non sono state descritte in dettaglio tuttavia si sa che l&#8217;FTP server dell&#8217;IOS non controlla in maniera corretta i dati di login dell&#8217;utente. Un attaccante è cosi&#8217; in grado di scrivere o leggere file dal server, come file di configurazione, che potenzialmente potrebbero contenere password.<br />
Sembra come detto sopra che sia possibile eseguire code-injection.<br />
Inoltre un esempio di DoS che è possibile attuare è quello di causare il restart continuo e improvviso del server durante i trasferimenti di files.<br />
Di default l&#8217;FTP server non è attivato, tuttavi alcuni amministratori lo utilizzano per installare nuove policies.<br />
Il consiglio è quello di disattivare l&#8217;FTP server in attesa di una patch/update software che risolva in maniera &#8220;pulita&#8221; il problema.</p>
<p>- <a href="http://www.cisco.com/warp/public/707/cisco-sa-20070509-iosftp.shtml">Cisco Security Advisory</a>: Multiple Vulnerabilities in the IOS FTP Server</p>
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		<title>Vulnerabilità per il Dns Server di Microsoft</title>
		<link>http://www.securnetwork.net/2007/04/14/vulnerabilita-per-il-dns-server-di-microsoft/</link>
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		<pubDate>Sat, 14 Apr 2007 07:47:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Massimo Rabbi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Una falla nel servizio Microsoft DNS Server consente ad un ipotetico attaccante, in particolari condizioni, di ottenere in maniera remota il controllo completo del sistema. Stando ad un advisory Microsoft, alcuni tipi di pacchetti RPC modificati &#8220;ad arte&#8221; causano un buffer overrrun nel servizio DNS, che può consentire di fare injection di codice malevole, poi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Una falla nel servizio Microsoft DNS Server consente ad un ipotetico attaccante, in particolari condizioni, di ottenere in maniera remota il controllo completo del sistema.<br />
Stando ad un advisory Microsoft, alcuni tipi di pacchetti RPC modificati &#8220;ad arte&#8221; causano un buffer overrrun nel servizio DNS, che può consentire di fare injection di codice malevole, poi eseguito dal servizio con i privilegi SYSTEM.<br />
Sempre secondo Microsoft, questo buco è già sfruttato in maniera attiva e nessuna patch non è stata ancora approntata per fixare il bug.<br />
Il DNS Server di Microsoft è una componente di Windows 2000 SP4 e Windows Server 2003 con SP1 e SP2, ma non è attivato di default.<br />
Microsoft avverte gli utenti di disabilitare l&#8217;RPC remote management per il servizio DNS Server.<br />
Per fare questo, gli utenti devono creare una nuova <code>entry DWORD</code> con nome <code>RpcProtoocol</code> e assegnarle il valore 4 all&#8217;interno di <code>HKLM\SYSTEM\CurrentControlSet\Services\DNS\Parameters</code>.<br />
Altra raccomandazione è quella di registringere l&#8217;accesso di rete dei pacchetti RPC al range di porte TCP 1024-5000 e unicamente da indirizzi IP fidati.</p>
<p>VEDI ANCHE:<br />
- <a href="http://www.microsoft.com/technet/security/advisory/935964.mspx">Vulnerability in RPC on Windows DNS Server Could Allow Remote Code Execution (935964)</a>, Microsoft advisory </p>
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		<title>Cracking WEP in 60 secondi</title>
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		<pubDate>Fri, 06 Apr 2007 09:08:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Massimo Rabbi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Alcuni ricercatori della Technical University of Darmstadt hanno raggiunto un nuovo traguardo per quanto riguarda il cracking di rete wireless protette da WEP. Erik Tews, Andrei Pychkine e Ralf-Philipp Weinmann hanno descritto nel loro paper come siano stati in grado di ridurre il numero di pacchetti catturati necessari per un attacco valido. Una rete wireless [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Alcuni ricercatori della <a href="http://www.tu-darmstadt.de/index.en.html">Technical University of Darmstadt</a> hanno raggiunto un nuovo traguardo per quanto riguarda il cracking di rete wireless protette da WEP.<br />
Erik Tews, Andrei Pychkine e Ralf-Philipp Weinmann hanno descritto nel <a href="http://eprint.iacr.org/2007/120.pdf">loro paper</a> come siano stati in grado di ridurre il numero di pacchetti catturati necessari per un attacco valido.<br />
Una rete wireless protetta con chiave 128-bit WEP può ora essere compromessa in meno di un minuto sfruttando la loro nuova metodologia di attacco.<br />
Dal <a href="http://www.cdc.informatik.tu-darmstadt.de/aircrack-ptw/">loro sito web</a> è possibile scaricare un archivio compresso contenente il necessario per aggiungere il nuovo metodo al noto programma di cracking WEP Aircrack.<br />
Fino ad adesso gli attacchi WEP più efficienti richiedevano per lo meno 500.000 pacchetti WEP utili per calcolare la chiave 104-bit usata dal sistema di protezione WEP 128-bit.<br />
Una maniera molto semplice per collezionare pacchetti dati è quello di usare la tecnica dell&#8217;ARP reinjection, injection forzata di query ARP crittate.<br />
In questo modo anche una rete wireless poco trafficata può essere compromessa in un tempo variabile dai 10 ai 40 minuti.</p>
<p>I ricercatori sono stati in grado di migliorare l&#8217;attacco sviluppato da Klein contro l&#8217;algoritmo RC4 usata dal WEP, in maniera che i singoli bytes della chiave possano essere calcolati in maniera indipendente.<br />
Il risultato è che con 40.000 pacchetti WEP c&#8217;è il 50% di possibilità di calcolare la chiave corretta.<br />
Con 85.000 pacchetti la percentuale sale al 95%.<br />
Il loro attacco stando a quanto dichiarato dovrebbe funzionare anche con WEPPlus, visto che la loro metodologia non è diretta verso la debolezza degli IVs, cosa che appunto WEPPlus nel tentativo di migliorare la sicurezza evita di utilizzare.</p>
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		<title>Gemtek P-560 default username and password</title>
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		<pubDate>Thu, 05 Apr 2007 08:26:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Massimo Rabbi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Ricordate il mio post sull&#8217;hotspot/access-point Gemtek P-560? Qualche tempo fa avevo indicato dove trovare online il manuale utente. Ho notato ora che il link diretto che avevo lasciato al pdf &#8220;non funziona&#8221;. Digitate piuttosto questo indirizzo: http://www.weber-wireless.com/index/Downloads e poi scaricate direttamente. In questo post segnalo quali sono username e password di default per questo dispositivo, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ricordate il mio post sull&#8217;hotspot/access-point Gemtek P-560?<br />
Qualche tempo fa <a href="http://www.securnetwork.net/?p=277">avevo indicato</a> dove trovare online il manuale utente.<br />
Ho notato ora che il link diretto che avevo lasciato al pdf &#8220;non funziona&#8221;.<br />
Digitate piuttosto questo indirizzo:<br />
<a href="http://www.weber-wireless.com/index/Downloads">http://www.weber-wireless.com/index/Downloads</a><br />
e poi scaricate direttamente.<br />
In questo post segnalo quali sono username e password di default per questo dispositivo, visto che un utente straniero mi ha chiesto quali fossero.<br />
<code><br />
ENGLISH:<br />
You can access the configuration panel by entering these information into the browser:<br />
- http://192.168.3.1/a.rg<br />
or<br />
- http://192.168.2.66/a.rg<br />
- Enter the default username and password<br />
USER: admin<br />
PASSWORD: admin01<br />
</code><br />
<code>ITALIANO:<br />
Potete accedere al pannello di configurazione inserendo queste informazioni nel vostro browser:<br />
- http://192.168.3.1/a.rg<br />
o<br />
- http://192.168.2.66/a.rg<br />
- Digitate i seguenti username e password.<br />
USER: admin<br />
PASSWORD: admin01</code></p>
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		<title>Bluetooth Sniffing&#8230; qualcosa si muove</title>
		<link>http://www.securnetwork.net/2007/04/02/bluetooth-sniffing-qualcosa-si-muove/</link>
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		<pubDate>Mon, 02 Apr 2007 10:20:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Massimo Rabbi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Sul fatto che la sicurezza bluetooth stia diventando uno dei principali target di studio di ricercatori di sicurezza e di white/black hat, non c&#8217;è dubbio. Al 23esimo Chaos Communication Congress (23C3) a Berlino tenutosi lo scorso dicembre 2006 erano stati presentati due nuovi tool per attacchi bluetooth. I software in questione BTCrack e Hidattack, permettevano [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Sul fatto che la sicurezza bluetooth stia diventando uno dei principali target di studio di ricercatori di sicurezza e di white/black hat, non c&#8217;è dubbio.<br />
Al <a href="http://events.ccc.de/congress/2006/Home">23esimo Chaos Communication Congress</a> (23C3) a Berlino tenutosi lo scorso dicembre 2006 erano stati presentati due nuovi tool per attacchi bluetooth.<br />
I software in questione <a href="http://www.nruns.com/security_tools.php">BTCrack</a> e <a href="http://mulliner.org/bluetooth/hidattack01.tar.gz">Hidattack</a>, permettevano rispettivamente l&#8217;hacking della fase di pairing di due dispositivi bluetooth e il controllo remoto di una tastiera bluetooth.<br />
Uno dei ricercatori autori della presentazione ha ribadito pero&#8217; come questo tipo di attacchi non fosse alla portata di tutti vista la necessità di apparecchiature particolari per lo sniffing e software relativo, il cui costo commerciale è decisamente elevato.<br />
Un esempio commerciale di piattaforma dedicata allo scopo è <a href="http://www.fte.com/products/FTS4BT-01.asp">FTS4BT</a> di FrontLine.<br />
Una interessante discussione sul perchè i normalissimi dongle usb che utilizziamo per il bluetooth di tutti i giorni non possono essere utilizzati per il cosiddetto sniffing potete <a href="http://article.gmane.org/gmane.linux.bluez.devel/10041">leggerla qui</a>.<br />
E&#8217; tutto qui? Certo che no.<br />
Max Moser, già ideatore della famosa distrubuzione linux per il penetration-testing BackTrack, ha pubblicato recentemente i risultati di una ricerca personale sulla questione.<br />
Stando a quanto scritto da Moser sarebbe possibile trasformare alcuni tipi particolari di dongle Bluetooth dal costo commerciale di una 30 di dollari in dispositivi per lo sniffing.<br />
E&#8217; chiaro che questo apre nuove frontiere per l&#8217;hacking, visto che comunque con tool come BTCrack sarebbe possibile craccare il PIN di pairing tra due dispositivi. L&#8217;attacante potrebbe cosi&#8217; avere accesso ai dispositivi.<br />
In fondo a ripensarci una cosa molto simile successe con le WLAN considerate sicure fino all&#8217;avvento di firmware in grado di supportare il monitor mode e di dar in pasto pacchetti dati a tool come Airsnort, Kismet e compagnia bella.<br />
La modalità RAW mode, per dispositivi bluetooth è un qualcosa di simile alla monitor mode per il wireless.<br />
Il fatto che mettere in atto del bluetooth sniffing richieda dispositivi molto costosi (corredati da apposito software), è molto probabile sia legato anche a limitazioni firmware oltre che a questioni puramente legate all&#8217;hardware.<br />
E Moser si è accorto proprio di questo analizzando un software commerciale: ha notato che erano previsti drivers per il chip di tipo Cambridge Silicon Radio. Uno dei pacchetti includeva il firmware col quale Moser è riuscito a flashare un normale stick USB (con chip CSR) e abilitare il RAW mode.<br />
Dai successivi test effettuati con il software commerciale è riuscito a leggere il traffico Bluetooth con il &#8220;dispositivo rigenerato&#8221;.<br />
Dalle parole dello stesso Max Moser appare chiaro che ora l&#8217;unico ostacolo è la disponibilità di uno sniffer gratuito che possa funzionare magari sotto Linux.<br />
Dopo questo studio di Moser sarà interessante vedere quanti altri si cimenteranno nel tentativo di trasformare il proprio dongle in una &#8220;vera arma&#8221; per la sicurezza Bluetooth.<br />
Non ci sarebbe da stupirsi se quest&#8217;anno ci trovassimo a parlare del nuovo fenomeno di &#8220;Bluedriving&#8221;.</p>
<p>RIFERIMENTI UTILI:<br />
- <a href="http://www.remote-exploit.org/research/busting_bluetooth_myth.pdf">Busting The Bluetooth Myth</a>, Paper di Max Moser<br />
- <a href="http://article.gmane.org/gmane.linux.bluez.devel/10041">Promiscuous mode for HCI Devices</a><br />
- <a href="http://secdev.zoller.lu/research/bluetoothcracker.htm">BTCrack in action</a>, video-sample dell&#8217;utilizzo di BTCrack<br />
- <a href="http://chaosradio.ccc.de/23c3_m4v_1733.html">Bluetooth Hacking Revisited</a>, la registrazione video della presentazione tenuta da Kevin Finistere e Thierry Zoller al 23C3 dello scorso dicembre</p>
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		<title>Patch per il software di telefonia IP di Cisco</title>
		<link>http://www.securnetwork.net/2007/03/30/patch-per-il-software-di-telefonia-ip-di-cisco/</link>
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		<pubDate>Fri, 30 Mar 2007 12:15:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Massimo Rabbi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Cisco ha segnalato alcune vulnerabilità nel software di telefonia IP di alcuni suoi prodotti, che possono portare a malfunzionamenti dei devices. I componenti interessati dai problemi sono il Cisco Unified CallManager (CUCM) e il Cisco Unified Presence Server (CUPS). Il servizio Skinny Call Control Protocol (SCCP) può essere mandato in crash inviando una serie di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Cisco ha segnalato alcune vulnerabilità nel software di telefonia IP di alcuni suoi prodotti, che possono portare a malfunzionamenti dei devices.<br />
I componenti interessati dai problemi sono il Cisco Unified CallManager (CUCM) e il Cisco Unified Presence Server (CUPS).<br />
Il servizio Skinny Call Control Protocol (SCCP) può essere mandato in crash inviando una serie di pacchetti &#8220;modificati&#8221;; lo stesso di casi per Secure SCCP.<br />
Il bug è stato riscontrato in CUCM 3.x, 4.x e 5.0 ma non in CUPS.<br />
Tuttavia sia i sistemi CUCM 5.0 che CUPS 1.0 possono essere mandati in crash attraverso l&#8217;invio di un numeroso eccessivo di pacchetti di PING.<br />
In più un bug nell&#8217;IPSec Manager può portare ad un crash del servizio quando un particolare pacchetto UDP viene inviato alla porta 8500.<br />
Questo problema influisce sul forwarding delle chiamate ma non sulle normali operazioni di telefonia.<br />
Anche qui i prodotti vulnerabili sono CUPS 1.0 e CUCM 5.0.<br />
Non c&#8217;è alcun tipo di workaround per evitare i problemi in questioni, tuttavia resta una buona idea limitare e filtrare gli accessi al sistema.<br />
Sono comunque disponibili gli updates per risolvere le vulnerabilità sopra descritte.</p>
<p>Altri riferimenti:<br />
- <a href="http://www.cisco.com/warp/public/707/cisco-sa-20070328-voip.shtml">Multiple Cisco Unified CallManager and Presence Server Denial of Service Vulnerabilities</a>, Cisco security advisory</p>
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		<title>Vulnerabilità DoS per alcuni telefoni SIP di Cisco</title>
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		<pubDate>Wed, 21 Mar 2007 08:39:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Massimo Rabbi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Stando ad un advisory di sicurezza apparso su Full Disclosure, i telefoni Cisco 7940 e 7960 possono essere riavviati con un particolare messaggio INVITE preparato ad arte. La vulnerabilità è alquanto fastidiosa specialmente se l&#8217;attaccante la utilizza durante una chiamata da parte dell&#8217;ignaro utente. Il problema sembra legato all&#8217;analisi di un campo sipURI nell&#8217;INVITE message [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Stando ad un advisory di sicurezza apparso su <a href="http://lists.grok.org.uk/pipermail/full-disclosure/">Full Disclosure</a>, i telefoni Cisco 7940 e 7960 possono essere riavviati con un particolare messaggio INVITE preparato ad arte.<br />
La vulnerabilità è alquanto fastidiosa specialmente se l&#8217;attaccante la utilizza durante una chiamata da parte dell&#8217;ignaro utente.<br />
Il problema sembra legato all&#8217;analisi di un campo sipURI nell&#8217;INVITE message da parte di un altro utente.<br />
I devices che utilizzano il firmware P0S3-07-4-00 sono interessati dal problema: la vulnerabilità è stata rimossa con la versione POS8-6-0.<br />
A <a href="http://lists.grok.org.uk/pipermail/full-disclosure/2007-March/053070.html">questa pagina</a> trovate il security advisory in cui è contenuto anche un esempio pratico di exploit costituito da poche righe di codice scritte in linguaggio Perl.</p>
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		<title>MadWifi v0.9.3</title>
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		<pubDate>Wed, 21 Mar 2007 00:05:20 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[E&#8217; uscita la nuova versione dei drivers MadWifi, la 0.9.3 appunto. MadWifi è il diminutivo per Multiband Atheros Driver for Wifi. In altre parole si tratta del progetto che fornisce i device driver per far funzionare schede wireless basate su chipset Atheros. Il driver funziona in maniera tale da far risultare la scheda WLAN come [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>E&#8217; uscita la nuova versione dei drivers MadWifi, la 0.9.3 appunto.<br />
MadWifi è il diminutivo per Multiband Atheros Driver for Wifi. In altre parole si tratta del progetto che fornisce i device driver per far funzionare schede wireless basate su chipset Atheros.<br />
Il driver funziona in maniera tale da far risultare la scheda WLAN come una normale interfaccia di rete del sistema.<br />
Questo consente di configurare il dispositivo usando i tools più comuni come: ifconfig, iwconfig e similia.</p>
<p>L&#8217;<a href="http://madwifi.org/">HOME PAGE</a> del progetto dove reperire i drivers.</p>
<p>Le caratteristiche principali: <span id="more-278"></span><br />
<code>- Operational Modes:<br />
- sta -- Station, a.k.a. infrastructure or managed. This device acting as typical WLAN client station. This is the default mode if not otherwise specified.<br />
- ap -- Access Point, a.k.a. master. This device acts as the Access Point for other WLAN client stations.<br />
- adhoc -- Ad-hoc. a.k.a. IBSS mode. This device is in a peer-to-peer(s) WLAN without the need for an Access Point.<br />
- ahdemo -- Ad-hoc Demo. This is an older, non-802.11 compliant, proprietary ad-hoc mode.<br />
- monitor -- Monitor. This device can be used to "sniff" raw 802.11 frames.<br />
- wds -- Wireless Distribution System. This device can be used to create large wireless networks by linking several Access Points together.<br />
- WDS support for transparent bridging over WLAN links.<br />
- Supports Wireless Extensions API.<br />
- One driver for miniPCI and cardbus devices. USB devices are not yet supported.<br />
- Most of the current Atheros WLAN chipsets are supported.<br />
- Supports WEP and WPA/802.11i.<br />
- Support for 802.1x authentication in AP mode. </code></p>
<p>Requisiti:<br />
<code>- Linux Kernel 2.4.23+ and 2.6.x series (Others may work, but are unsupported)<br />
- Crypto AP support in kernel (option CONFIG_CRYPTO)<br />
- Sysctl support in kernel (option CONFIG_SYSCTL)<br />
- Wireless Extensions support in kernel (v14+ required, v17+ recommended; option CONFIG_NET_RADIO)<br />
- Same GCC version used to compile the kernel (otherwise, "Invalid module format" errors may occur) </code></p>
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		<title>Gemtek P-560 User&#8217;s Guide</title>
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		<pubDate>Sun, 18 Mar 2007 10:41:37 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Se per caso vi capita tra le mani questo gioiellino di dispositivo e state cercando il manuale utente, allora forse posso darvi qualche indicazione. Il Gemtek P-560 Plus è un hotspot access-point dalle eccellenti caratteristiche. A riprova di ciò, qualche tempo fa Telecom Italia per ampliare la propria rete wireless ha stipulato un contratto con [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Se per caso vi capita tra le mani questo gioiellino di dispositivo e state cercando il manuale utente, allora forse posso darvi qualche indicazione.<br />
Il Gemtek P-560 Plus è un hotspot access-point dalle <a href="http://www.gemtek-systems.com/products/products_p-560plus.php">eccellenti caratteristiche</a>.<br />
A riprova di ciò, qualche tempo fa Telecom Italia per ampliare la propria rete wireless ha <a href="http://www.webmasterpoint.org/risorse/articolo.asp?id=4721">stipulato un contratto</a> con Urmet TLC per la fornitura di centinaia di questi dipositivi, proprio per piazzare in luoghi pubblici queste soluzioni &#8220;hotspot-in-a-box&#8221;.</p>
<p>Tempo fa per l&#8217;appunto mi è capitato sotto mano uno di questi P-560 e dovevo riconfigurarlo dopo un reset completo.<br />
Non avendo gran che voglia di registrarmi sul sito Gemtek unicamente per sapere user e pass di default mi sono messo a googlare un po&#8217; e dopo qualche tentativo ho recuperato on-line un manuale in pdf per il dispositivo.<br />
Si tratta della revision 1.2 datata dicembre 2005.<br />
Per poter scaricare il pdf cliccate qui: <a href="http://www.weber-wireless.com/main/features/download/download.php?id=246207&#038;fid=5708">Gemtek P-560 User&#8217;s Guide</a>.</p>
<p>Qui di seguito invece trovate alcune delle principali features del Gemtek P-560 Plus: <span id="more-277"></span></p>
<p><code>- Support up to 16 BSSID - "Virtual AP"<br />
- Wi-Fi Protected Access (WPA and WPA2) with TKIP or AES<br />
- Wired Equivalent Privacy (WEP) using static or dynamic key of 64 or 128 bits<br />
- Support up to 16 VLAN ID<br />
- User authentication with UAM (Universal Access Method), 802.1x/EAPoLAN, MAC Address,<br />
- AAA Radius client and proxy server with EAP support<br />
- Build-in AAA server with e-Billing up to 500 user accounts<br />
- Support up to 100 simultaneous users.<br />
- Universal Address Translation (UAT), web proxy support<br />
- WISPr compatible log-on via web browser with SSL/TLS, iPass client support<br />
- Unlimited White List (walled garden area, free web sites)<br />
- Customizable welcome, log-on, and log-off pages, XML support (internal, external) and HTML support<br />
- E-mail redirection<br />
- IP routing with IPsec and PPTP pass-through, NAT/NAPT, Port-forwarding<br />
- Per-user bandwidth management via RADIUS<br />
- WAN protocols: PPPoE, PPTP, DHCP client<br />
- DHCP server/relay/Client<br />
- VPN Client!GPPTP/MPPE/GRE<br />
- NTP for clock Synchronization<br />
- Remote management via SNMP v1, 2c, 3, SNMP proxy, https, SSH, telnet, console<br />
- Management subnet for remote AP management </code></p>
]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>Sotto la lente le funzionalità di rete di Vista</title>
		<link>http://www.securnetwork.net/2007/03/14/sotto-la-lente-le-funzionalita-di-rete-di-vista/</link>
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		<pubDate>Wed, 14 Mar 2007 17:43:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Massimo Rabbi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Symantec ha presentato un&#8217;analisi approfondita delle funzioni di rete di Vista: in particolare viene preso in esame lo stack TCP/IP, che è stato in gran parte riscritto. Gli esperti di sicurezza hanno guardato anche ai nuovi protocolli e hanno tentato di stilare una lista delle implicazioni di queste nuove soluzioni. Una prima analisi basata sulla [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Symantec ha presentato un&#8217;analisi approfondita delle funzioni di rete di Vista: in particolare viene preso in esame lo stack TCP/IP, che è stato in gran parte riscritto.<br />
Gli esperti di sicurezza hanno guardato anche ai nuovi protocolli e hanno tentato di stilare una lista delle implicazioni di queste nuove soluzioni.<br />
Una prima analisi basata sulla beta di Windows Vista Beta era già <a href="http://www.symantec.com/avcenter/reference/ATR-VistaAttackSurface.pdf">stata presentata</a> da Symantec a metà dello scorso anno.<br />
Stando a Symantec, il protocollo Teredo per il tunneling IPv6 attraverso reti IPv4 è potenzialmente vulnerabile.<br />
Il protocollo Teredo descrive un metodo per accedere ad una rete IPv6 dietro a un NAT router che non supporta IPv6.<br />
Visto che attualmente non c&#8217;è virtualmente alcun firewall o IDS che supporti Teredo, questo consentirebbe di aggirare le misure di sicurezza.<br />
In aggiunta Vista possiede protocolli come Link Layer Topology Discovery Protocol (LLTD), Web Service Discovery, Link-Local Multicast Name Resolution (LLMNR), Peer Name Resolution Protocol (PNRP) e altri, che non sono stati studiati in dettaglio e che potrebbero far trapelare informazioni sulla topologia di rete interna all&#8217;esterno.</p>
<p>Il link al paper di 116 pagine è qui: <a href="http://www.symantec.com/avcenter/reference/Vista_Network_Attack_Surface_RTM.pdf">scarica documento</a>.<br />
LINK LOCALE: <a href="http://www.securnetwork.net/docrepository/index.php?action=downloadfile&#038;filename=Vista_Network_Attack_Surface_RTM.pdf&#038;directory=windows_vista&#038;">document repository</a>.</p>
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		<title>Routers default passwords collection</title>
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		<pubDate>Tue, 13 Mar 2007 17:46:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Massimo Rabbi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Linko una manciata di siti che possono tornare comodi qualora ci si trovi a dover mettere mano a degli apparati e non si abbiano sottomano pdf o manuale utente in cui sono specificate user e pass di default. Situazione classica che si presenta magari dopo un reset alle impostazioni di fabbrica, necessario visto che l&#8217;amico [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Linko una manciata di siti che possono tornare comodi qualora ci si trovi a dover mettere mano a degli apparati e non si abbiano sottomano pdf o manuale utente in cui sono specificate user e pass di default.<br />
Situazione classica che si presenta magari dopo un reset alle impostazioni di fabbrica, necessario visto che l&#8217;amico o cliente di turno ha dimenticato la password impostata al momento della prima configurazione.<br />
I dispositivi sono delle marche tra le più disparate: Dlink, Zyxel, Lucent, Cisco, Alcatel, 3Com, Linksys, Netgear etc.etc.</p>
<p>- <a href="http://www.phenoelit.de/dpl/dpl.html">Phenoelit Default Password List</a><br />
- <a href="http://www.virus.org/default-password/">Virus.org Default Password Database</a><br />
- <a href="http://www.cyberpunkcafe.com/routerpasses.html">CyberPunkCafe Password List</a><br />
- <a href="http://www.cirt.net/cgi-bin/passwd.pl">Cirt.net Password List</a><br />
- <a href="http://www.routerpasswords.com/index.asp">Default Router Passwords</a></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Attacco DDoS verso DynDns</title>
		<link>http://www.securnetwork.net/2007/03/13/attacco-ddos-verso-dyndns/</link>
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		<pubDate>Tue, 13 Mar 2007 10:18:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Massimo Rabbi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Dalle pagine del System Status di Dyndns si legge che nella giornata di venerdì 9 marzo alle ore 17.00 UTC, members.dyndns.org è stato oggetto di una serie di attacchi di tipo Distributed Denial of Service. Gli amministratori hanno fatto di tutto per cercare di mitigare gli effetti dei DDoS e nella giornata del 10 marzo, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Dalle pagine del <a href="https://www.dyndns.com/news/status/">System Status</a> di Dyndns si legge che nella giornata di venerdì 9 marzo alle ore 17.00 UTC, members.dyndns.org è stato oggetto di una serie di attacchi di tipo Distributed Denial of Service.<br />
Gli amministratori hanno fatto di tutto per cercare di mitigare gli effetti dei DDoS e nella giornata del 10 marzo, sono state messe in atto alcune contromisure per cercare di &#8220;mettere al riparo&#8221; il sito principale, www.dyndns.com.<br />
E&#8217; per questo motivo che gli amministratori hanno avvertito gli utenti del servizio che potrebbero riscontrare problemi di connettività verso i servers e non riuscire quindi ad aggiornare correttamente i propri hostnames.</p>
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		<title>Guida ai segreti del DWL-2100AP</title>
		<link>http://www.securnetwork.net/2007/03/07/guida-ai-segreti-del-dwl-2100ap/</link>
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		<pubDate>Wed, 07 Mar 2007 09:35:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Massimo Rabbi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Segnalo e riporto un articolo comparso su Wireless-Italia, dove Stefano Ramponi, moderatore tecnico del forum di Wireless-Italia, ha realizzato una guida dove vengono rivelati molti segreti riguardo l&#8217;hardware ed il software dell&#8217;ottimo e notissimo Access Point della Dlink il DWL-2100AP. Sono davvero molte le capacità di questo dispositivo e conoscendolo a fondo e&#8217; possibile sfruttarlo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Segnalo e riporto un <a href="http://www.wireless-italia.com/content/view/1281/1/">articolo comparso</a> su Wireless-Italia, dove Stefano Ramponi, moderatore tecnico del forum di Wireless-Italia, ha realizzato una guida dove vengono rivelati molti segreti riguardo l&#8217;hardware ed il software dell&#8217;ottimo e notissimo Access Point della Dlink il DWL-2100AP.<br />
Sono davvero molte le capacità di questo dispositivo e conoscendolo a fondo e&#8217; possibile sfruttarlo al meglio. Stefano, autore del testo, ricorda che le informazioni prodotte in questa guida sono rilasciate unicamente a scopo didattico, di approfondimento delle conoscenze riguardo al prodotto, e richiedono un livello di istruzione tecnica molto alta in quanto l&#8217;errata applicazione di alcune nozioni puo&#8217; portare alla distruzione del device. Il nostro consiglio di base rimane comunque sempre quello di non applicare mai modifiche sui prodotti originali, pena perdita della garanzia, omologazione, e riduzione della vita media del prodotto stesso. </p>
<p>LINK REMOTO: <a href="http://audio.wireless-italia.com/segreti-dwl-2100ap.rar">clicca qui</a><br />
LINK LOCALE: <a href="http://www.securnetwork.net/downloads/articoli/reti/segreti-dwl-2100ap.pdf">clicca qui</a></p>
]]></content:encoded>
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		<title>NetSetMan 2.3.4: cambiare configurazione di rete con un click</title>
		<link>http://www.securnetwork.net/2007/03/07/netsetman-234-cambiare-configurazione-di-rete-con-un-click/</link>
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		<pubDate>Wed, 07 Mar 2007 09:00:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Massimo Rabbi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Non di rado accade di dover adattare le impostazioni di rete del proprio portatile al posto in cui ci si trova, dovendo magari cambiare ip, subnet mask, dns, gateway e altre voci. E&#8217; vero che si può ovviare al problema mediante un semplice script che sfrutti netsh, tuttavia questo tool viene in aiuto anche a [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Non di rado accade di dover adattare le impostazioni di rete del proprio portatile al posto in cui ci si trova, dovendo magari cambiare ip, subnet mask, dns, gateway e altre voci.<br />
E&#8217; vero che si può ovviare al problema mediante un semplice script che sfrutti netsh, tuttavia questo tool viene in aiuto anche a chi non è molto pratico con la riga di comando.<br />
NetSetMan è un tool che nella versione freeware (per usi non commerciali) consente di configurare fino a sei profili, consentendo di switchare facilmente dall&#8217;uno all&#8217;altro a seconda che ci si trovi a casa, all&#8217;università, a casa dell&#8217;amico o in ufficio.</p>
<p><img src="http://www.securnetwork.net/img_blog/netsetman2free.jpg" alt="NetSetMan 2.3.4 Main Screenshot" /></p>
<p>Link per il download: <a href="http://www.netsetman.com/">HOME PAGE</a></p>
<p>Elenco completo delle funzionalità: <span id="more-259"></span><br />
<code>- IP Address<br />
- Subnet Mask<br />
- Default Gateway<br />
- Preferred &#038; Alternate DNS Server<br />
- Computer Name<br />
- Workgroup<br />
- DNS Domain<br />
- WINS Server<br />
- Default Printer<br />
- Run Scripts </code></p>
<p>Funzionalità aggiuntive della versione pro:<br />
<code>- Unlimited Amount of Profiles<br />
- Network-Domain<br />
- Complete Proxy Settings (Internet Explorer &#038; Firefox)<br />
- Home Page (Internet Explorer &#038; Firefox) </code></p>
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		<title>Network Notepad 4.5.3</title>
		<link>http://www.securnetwork.net/2007/02/26/network-notepad-453/</link>
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		<pubDate>Mon, 26 Feb 2007 08:35:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Massimo Rabbi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Molto spesso capita di dover creare dei diagrammi, degli screenshot di configurazioni di rete o comunque di scenari che richiedano l&#8217;uso di icone di apparati di rete. Quello che fa al caso nostro è Network Notepad 4.5.3: si tratta di un software freeware che permette di creare linked diagrams e flow chart, ma cosa importantissima [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Molto spesso capita di dover creare dei diagrammi, degli screenshot di configurazioni di rete o comunque di scenari che richiedano l&#8217;uso di icone di apparati di rete.<br />
Quello che fa al caso nostro è Network Notepad 4.5.3: si tratta di un software freeware che permette di creare linked diagrams e flow chart, ma cosa importantissima proprio diagrammi che possono far comodo ai sysadmin o a chi magari sta scrivendo qualche guida e/o tutorials.</p>
<p><img src="http://www.securnetwork.net/img_blog/networknotepad.jpg" alt="Network Notepad 4.5.3 Screenshot" /></p>
<p>Il programma è disponibile per il download direttamente <a href="http://www.networknotepad.com/download.html">da qui</a>.<br />
Alla stessa pagina potete trovare disponibile per il download anche il set di icone Cisco, ricavato direttamente da quelle rese disponibili a tutti sul sito di <a href="http://www.cisco.com/web/about/ac50/ac47/2.html">Cisco Systems</a>.<br />
Il software, grazie al file delle lingue, è disponibile anche in italiano e per cominciare a prendere confidenza col programma consiglio di dare una letta alla seguente <a href="http://www.networknotepad.com/help.html">pagina di help</a>.</p>
<p>LINK HOMEPAGE: <a href="http://www.networknotepad.com/">Network Notepad</a></p>
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		<title>Oltre 77 routers Cisco vulnerabili al drive-by pharming.</title>
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		<pubDate>Thu, 22 Feb 2007 10:54:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Massimo Rabbi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Cisco Systems Inc. ha avvertito di come ben 77 modelli delle proprie linee di prodotti sia potenzialmente vulnerabili ad un tecnica denominata &#8220;drive-by pharming&#8221;. Questo tipo di attacco è stato per la prima volta scoperto e descritto nel dettaglio da un ricercatore della Symantec Corp. e da due ricercatori universitari dell&#8217;Indiana. Il loro lavoro è [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Cisco Systems Inc. ha avvertito di come ben 77 modelli delle proprie linee di prodotti sia potenzialmente vulnerabili ad un tecnica denominata &#8220;drive-by pharming&#8221;.<br />
Questo tipo di attacco è stato per la prima volta scoperto e descritto nel dettaglio da un ricercatore della Symantec Corp. e da due ricercatori universitari dell&#8217;Indiana.<br />
Il loro lavoro è riportato nel <a href="http://www.symantec.com/avcenter/reference/Driveby_Pharming.pdf">seguente paper</a>.<br />
A <a href="http://www.cisco.com/warp/public/707/cisco-sr-20070215-http.shtml">questo indirizzo</a> è invece disponibile l&#8217;advisory rilasciato da Cisco sui modelli di routers interessati dal problema.<br />
Il primo consiglio è quello naturalmente di cambiare username e password di default richieste per accedere alla configurazione del router e di disabilitare il servizio HTTP del dispositivo.</p>
<p>Nei tipi di attacco di pharming tradizionale avviene per lo più che l&#8217;attaccante rediriga l&#8217;utente che sta tentando di visitare un sito web, verso un sito fasullo/malevole appositamente creato, magari per rubare dati sensibili o installare malware sul computer dell&#8217;ignaro utente. Il pharming tipicamente viene messo in pratica procedendo ad una modifica del file host locale o comunque manipolando il meccanismo di funzionamento del DNS.<br />
Il Drive-by pharming invece è un&#8217;evoluzione molto più subdola di questo tipo di attacco, in cui qualora un utente visiti un sito web malevole, un attaccante può essere in grado di modificare le impostazioni DNS di un router broadband o di un access point.<br />
E&#8217; chiaro che questo può quindi avere un effetto su tutti gli altri pc collegati alla stessa LAN e che usano il router per uscire all&#8217;esterno su Internet.<br />
Naturalmente questo tipo di attacco ha successo quando i router non sono protetti da password o comunque mantengono le password di default (pratica molto comune).<br />
Il Drive-by pharming fa uso del Javascript per modificare i settaggi del router: quando un utente clicca su un link malevole, viene eseguito del codice Javascript che consente di modificare come dicevamo le impostazioni DNS del router dell&#8217;utente.<br />
Da quel momento in poi quindi, tutte le risoluzioni di nomi DNS verrano gestite e passeranno attraverso l&#8217;attaccante, che come è molto probabile le userà per rubare password d&#8217;accesso a siti bancari, e-commerce o di altri tipo.</p>
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		<title>Telecom e i disservizi&#8230;</title>
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		<pubDate>Sat, 17 Feb 2007 11:09:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Massimo Rabbi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Nella giornata di ieri mi è capitato di leggere l&#8217;articolo su Punto Informatico relativo agli innumerevoli disservizi verificatisi in questi giorni sulla rete Telecom&#8230; puntalmente segnalati dagli utenti ma quasi mai presi in considerazione dalla mamma di Alice. Dopo aver letto ho detto&#8230; &#8220;Ah ma non ero solo io allora a notare la cosa&#8230;&#8221; In [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Nella giornata di ieri mi è capitato di leggere l&#8217;<a href="http://punto-informatico.it/p.aspx?id=1893862&#038;r=PI">articolo su Punto Informatico</a> relativo agli innumerevoli disservizi verificatisi in questi giorni sulla rete Telecom&#8230; puntalmente segnalati dagli utenti ma quasi mai presi in considerazione dalla mamma di Alice.<br />
Dopo aver letto ho detto&#8230; &#8220;Ah ma non ero solo io allora a notare la cosa&#8230;&#8221;<br />
In queste ultima settimana e mezza abbondante ho notato numerosi problemi di connettività&#8230; ping con tempi di risposta altissimi&#8230;<br />
Siti irrangiungibili o sui quali si navigava a singhiozzo&#8230; altri che invece funzionavano normalmente&#8230;<br />
Di primo acchitto avevo pensato potesse trattarsi della mia linea&#8230; che fosse &#8220;sporca&#8221;.. dopo la lettura dell&#8217;articolo mi son reso conto che la cosa era ben piu&#8217; estesa <img src='http://www.securnetwork.net/wp-includes/images/smilies/icon_biggrin.gif' alt=':-D' class='wp-smiley' /><br />
Che dire&#8230; val la pena prenderla sul comico&#8230; come letto da alcuni commenti sul forum&#8230;<br />
&#8220;<em>Adesso che abbiamo detto alla donna delle pulizie di non staccare la spina del server backbone per attaccare l&#8217;aspirapolvere, vedrete che non ci saranno più problemi.</em>&#8220;</p>
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		<title>Problemi per l&#8217;IOS di Cisco</title>
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		<pubDate>Fri, 26 Jan 2007 11:47:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Massimo Rabbi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Cisco ha pubblicato di recente tre advisories di sicurezza riguardo alcuni problemi al proprio IOS. Forgiando ad arte alcuni pacchetti, come un particolare ping, ci sarebbe la possibilità di eseguire attacchi di tipo Denial-of-Service o addirittura intervenire direttamente sul codice del programma. Errori nelle funzioni di processing dei pacchetti ICMP, PIMv2, PGM e URD che [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Cisco ha pubblicato di recente tre advisories di sicurezza riguardo alcuni problemi al proprio IOS.<br />
Forgiando ad arte alcuni pacchetti, come un particolare ping, ci sarebbe la possibilità di eseguire attacchi di tipo Denial-of-Service o addirittura intervenire direttamente sul codice del programma.<br />
Errori nelle funzioni di processing dei pacchetti ICMP, PIMv2, PGM e URD che hanno portato a inserire opzioni IP non previste da Cisco negli headers, sono in grado di causare il crash del router o addirittura l&#8217;esecuzione di codice previa injection.<br />
Sempre secondo Cisco, un ulteriore problema nel processing di routing headers IPv6 del layer IP consentirebbe la sovrascrittura di alcune strutture dati in memoria. Questo può portare a iniettare codice malevole all&#8217;interno dei router usando pacchetti IPv6-TCP,UDP o ICMP con header manipolato.<br />
<span id="more-212"></span><br />
Utenti malintezionati possono causare Denial-of-Service una volta costruiti ad arte pacchetti TCP. A quanto sembra non sia nemmeno richiesto il three-way handshake classico per le connessioni TCP. Per ogni pacchetto in entrata il router riserva una piccola area di memoria che non viene rilasciata fino a quando questa non è completamente satura portando al crash del device.<br />
L&#8217;unico rimedio risulta quindi essere un restart del dispositivo.<br />
Cisco ha classificato le prime due vulnerabilità come molto critiche.<br />
Gli utenti registrati possono reperire il software aggiornato che risolve gli errori nell&#8217;IOS.<br />
Negli advisories vengono inoltre date alcune informazioni su misure alternative per amministratori di sistema e utenti che non sono in grado di poter aggiornare all&#8217;IOS.</p>
<p>Gli advisories sul sito Cisco<br />
* <a href="http://www.cisco.com/warp/public/707/cisco-sa-20070124-IOS-IPv6.shtml">LINK 1</a>: IPv6 Routing Header Vulnerability, Cisco&#8217;s security advisory<br />
* <a href="http://www.cisco.com/warp/public/707/cisco-sa-20070124-crafted-ip-option.shtml">LINK 2</a>: Crafted IP Option Vulnerability, Cisco&#8217;s security advisory<br />
* <a href="http://www.cisco.com/warp/public/707/cisco-sa-20070124-crafted-tcp.shtml">LINK 3</a>: Crafted TCP Packet Can Cause Denial of Service, Cisco&#8217;s security advisory</p>
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		<title>PuTTY 0.59 beta</title>
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		<pubDate>Fri, 26 Jan 2007 10:44:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Massimo Rabbi</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Software]]></category>

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		<description><![CDATA[E&#8217; stata resa disponibile in data 24 gennaio l&#8217;ultima versione del fantastico tool PuTTY a distanza di più di un anno e mezzo dall&#8217;ultima release (la 0.58 fu rilasciata il 5/04/2005). Per chi non lo conoscesse, volendo descrivere PuTTY in due parole, si tratta di un client telnet e ssh. In realtà è molto di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>E&#8217; stata resa disponibile in data 24 gennaio l&#8217;ultima versione del fantastico tool PuTTY a distanza di più di un anno e mezzo dall&#8217;ultima release (la 0.58 fu rilasciata il 5/04/2005).<br />
Per chi non lo conoscesse, volendo descrivere PuTTY in due parole, si tratta di un client telnet e ssh. In realtà è molto di più <img src='http://www.securnetwork.net/wp-includes/images/smilies/icon_biggrin.gif' alt=':-D' class='wp-smiley' /><br />
Tra le novità introdotte in questa release 0.59beta, da notare i classici bug fixes, tra cui anche i problemi di funzionamento IPv6 su Vista, miglioramenti all&#8217;implementazione/supporto di SSH-2 e anche la possibilità di utilizzarlo per comunicare con le porte seriali.</p>
<p>Per consultare il changelog <a href="http://www.chiark.greenend.org.uk/~sgtatham/putty/changes.html">clicca qui</a>.<br />
Per scaricare il software <a href="http://www.chiark.greenend.org.uk/~sgtatham/putty/download.html">clicca qui</a>.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Wi-Fi Protected Setup: easy home wi-fi!</title>
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		<pubDate>Tue, 09 Jan 2007 09:30:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Massimo Rabbi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[La Wi-Fi Alliance ha certificato i primi prodotti compatibili con la nuova metodologia semplificata per la configurazione delle reti wireless home. Questa &#8220;certificazione&#8221; porta il nome di Wi-Fi Protected Setup ed è basata sulle specifiche elaborate dalle compagnie che fanno parte dell&#8217;Alliance così da consentire in maniera facile e veloce agli utenti home di configurare [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La <a href="http://www.wi-fi.org/">Wi-Fi Alliance</a> ha certificato i primi prodotti compatibili con la nuova metodologia semplificata per la configurazione delle reti wireless home.<br />
Questa &#8220;certificazione&#8221; porta il nome di Wi-Fi Protected Setup ed è basata sulle specifiche elaborate dalle compagnie che fanno parte dell&#8217;Alliance così da consentire in maniera facile e veloce agli utenti home di configurare e mettere in sicurezza le proprie reti wireless in pochi passaggi.</p>
<p>La prima release supporterà il funzionamento tramite la tecnica push-button e l&#8217;inserimento di un PIN per mettere in rete i dispositivi Wi-Fi.<br />
Il supporto per <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Near_Field_Communication">Near-Field Communication</a>, tecnica usata anche nei <a href="http://www.nwi.it/showPage.php?template=approfondimenti&#038;id=6841">micropagamenti</a> per intenderci, è molto probabile verrà introdotto nel secondo semestre del 2007.<br />
<span id="more-172"></span><br />
Ecco la lista dei primi prodotti certificati per Wi-Fi Protected Setup:</p>
<p>- Atheros AR5006X 802.11a/b/g Wireless Network Adapter<br />
- Atheros AR5002AP-2X Concurrent 802.11a and 802.11b/g Dual-band WLAN Access Point<br />
- Broadcom BCM94704AGR 54g Dual-band Access Point Reference Design<br />
- Buffalo AirStation Wireless-A&#038;G High Power Access PointWHR-HP-AMPGV<br />
- Buffalo AirStation Wireless-A&#038;G High Power Notebook AdapterSTA: WLI-CB-AMG54<br />
- Conexant CX94515 ADSL2+ Gateway<br />
- Intel PROSet/Wireless Software Version 11.1<br />
- Marvell 802.11a/b/g Wireless USB Client<br />
- Marvell TopDog Draft 802.11n Access Point<br />
- Ralink Technology RT5201U (802.11a/b/g USB)/Packet Overdrive </p>
]]></content:encoded>
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		<title>Al via i gruppi di studio di AreaNetworking per le certificazioni CISCO</title>
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		<pubDate>Mon, 08 Jan 2007 10:51:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Massimo Rabbi</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Networking]]></category>

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		<description><![CDATA[Al via i corsi di studio di AreaNetworking per le certificazioni CISCO AreaNetworking, uno dei maggiori punti di riferimento per quanto concerne la documentazione ICT e il più grande Cisco Users Group ufficiale in Italia promuove una nuova iniziativa: i gruppi di studio per il conseguimento di certificazioni Cisco. Essi si basano sull&#8217;uso di mailinglists [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Al via i corsi di studio di AreaNetworking per le certificazioni CISCO</p>
<p>AreaNetworking, uno dei maggiori punti di riferimento per quanto concerne la documentazione ICT e il più grande Cisco Users Group ufficiale in Italia promuove una nuova iniziativa: i gruppi di studio per il conseguimento di certificazioni Cisco.</p>
<p>Essi si basano sull&#8217;uso di mailinglists dedicate e sulla disponibilità vicendevole degli stessi iscritti.<br />
Oltre a questi ultimi, vi è la supervisione e l&#8217;assistenza diretta dello staff di AreaNetworking che può vantare la presenza di certificati CCNA, CCDA, CCDP, CCNP, CCSP, CCIP, istruttori Cisco certificati CCAI e CCSI, Cisco Firewall Specialist, Cisco VPN Specialist, Cisco IDS Specialist, Cisco Optical Specialist, Cisco IP Telephony Design e Operations Specialis, Wireless LAN Support specialist, Cisco Wireless LAN design specialist, Cisco Wireless LAN Sales Specialist e CCIE pending in via di preparazione dell&#8217;esame di laboratorio.<br />
<span id="more-169"></span><br />
Per fare fronte alle diverse richieste e in base anche a ciò che prevale nel mercato, sono stati istituiti cinque gruppi di studio:<br />
- CCNA (Cisco Certified Network Associate) &#8211; CCNP (Cisco Certified Network Professional) &#8211; CCVP (Cisco Certified Voice Professional) &#8211; CCSP (Cisco Certified Security Professional) &#8211; CCIE (Cisco Certified Internetwork Expert)</p>
<p>Ovviamente non si escludono eventuali aggiunte in futuro.<br />
La partecipazione a questi gruppi di studio è possibile previa iscrizione gratuita, semplice e veloce all&#8217;AreaNetworking Cisco Users Group, mandando una mail a cug@areanetworking.it con oggetto &#8220;Iscrizione CUG&#8221;, contenente il proprio nome e cognome (non obbligatori; disponibili le informazioni sulla privacy) e il proprio profilo tecnico, utile per stabilire il target di utenti. Sarà poi AreaNetworking a preoccuparsi della vostra iscrizione alla mailinglists principale e a fornirvi tutti i dettagli necessari. Non ci sono limiti riguardo quali e a quanti gruppi di studio una persona possa partecipare.<br />
Per maggiori informazioni in merito visitare <a href="http://cug.areanetworking.it">http://cug.areanetworking.it</a>.</p>
<p>La particolarità di questa iniziativa è quella che come obiettivo principale vi è lo studio vero e proprio degli argomenti Cisco atto al conseguimento della certificazione/i in causa. Non è, quindi, come un semplice forum o newsgroup dove si partecipa esclusivamente per richiedere aiuto.</p>
<p>AreaNetworking si augura che gli utenti siano in grado di capire ciò e, conseguentemente, sfruttare al massimo questa nuova iniziativa che può dare, se usata correttamente, ottimi frutti e creare quel che AreaNetworking stessa ha sempre definitivo come &#8220;valori aggiunti&#8221;.</p>
<p>Nelle mailinglists potranno essere affrontati i vari argomenti specifici riguardanti le certificazioni Cisco, affrontare simulazioni di configurazione, scenari di laboratorio, studi teorici e così via. Ovviamente è possibile anche fare qualsiasi tipo di richieste di aiuto tenendo sempre in considerazione, però, che nessuno è tenuto a rispondere obbligatoriamente ma che, al contrario, l&#8217;aiuto che si può ricevere è strettamente dipendente dalla disponibilità di ogni singolo utente. Ovviamente, si ricorda anche, che i motori di ricerca sono spesso in grado di risolvere i quesiti più banali.<br />
Tutti potranno mandare nelle varie mailinglist i propri appunti, le proprie considerazioni su un determinato tema e aspettarsi, quindi, un riscontro diretto anche da parte degli altri utenti.</p>
<p>Inoltre lo staff di AreaNetworing, periodicamente, raccoglierà le informazioni tecniche sorte nelle rispettive mailinglists e le trasformerà in articoli o appunti da inserire nel proprio portale di documentazione (<a href="http://docs.areanetworking.it">http://docs.areanetworking.it</a>) fornendo, quindi, un modo rapido e veloce di archiviazione di preziose informazioni.</p>
<p>AreaNetworking, infatti, è nota anche per questo e per il suo portale di documentazione. L&#8217;importanza di quest&#8217;ultima infatti è enorme. Internet pullula di molti siti pronti ad offrire articoli e howto ma, se osserviamo con occhio critico il tutto, ci accorgiamo che, ormai, gli articoli affrontano sempre i soliti argomenti, ripetuti e straripetuti e che, molto spesso per non dire sempre, sono molto più facilmente affrontabili leggendosi un buon libro sul networking. Non che non sia giusto trattarli, sia chiaro, ma bisognerebbe anche spostarsi un po&#8217; su quel che realmente, al giorno d&#8217;oggi, mobilita l&#8217;innovazione tecnologica.<br />
In Italia sono pochi i gruppi informatici che portano avanti questo concetto.</p>
<p>Come mai in questo momento, grazie anche ai gruppi di studio Cisco, stiamo cercando di offrire ciò ai professionisti del settore ICT che ci visitano costantemente. Siamo sempre stati convinti che la formazione tecnica di una persona possa avvenire anche per mezzo di Internet con l&#8217;accortezza, però, di saper sfruttare i vari strumenti disponibili.</p>
<p>Ulteriori informazioni in merito: <a href="http://www.areanetworking.it/studygroups.php ">http://www.areanetworking.it/studygroups.php </a></p>
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		<title>Filtering dei mac address in una rete cablata</title>
		<link>http://www.securnetwork.net/2006/10/12/filtering-dei-mac-address-in-una-rete-cablata/</link>
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		<pubDate>Thu, 12 Oct 2006 11:22:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Massimo Rabbi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Networking]]></category>
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		<description><![CDATA[Sul forum di TechTown.it è nata una discussione in cui un utente chiedeva informazioni circa la possibilità di filtrare i mac address in una rete cablata, pur non avendo la possibilità di agire su un router che non supporta questa funzionalità, ma eventualmente su un server win2000 che funziona tra l&#8217;altro da dhcp server. Ho [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Sul <a href="http://www.techtown.it/public/forum">forum di TechTown.it</a> è nata una discussione in cui un utente chiedeva informazioni circa la possibilità di filtrare i mac address in una rete cablata, pur non avendo la possibilità di agire su un router che non supporta questa funzionalità, ma eventualmente su un server win2000 che funziona tra l&#8217;altro da dhcp server.</p>
<p>Ho postato qui la mia idea a riguardo: <a href="http://www.techtown.it/public/forum/index.php?showtopic=1909&#038;st=0&#entry6557">link discussione</a>.</p>
<p>Credo sia un quesito piuttosto interessante.<br />
Chi magari ha qualche idea posti sul forum o cmq lasci un commento&#8230; un testa in più che ragiona è sempre meglio <img src='http://www.securnetwork.net/wp-includes/images/smilies/icon_biggrin.gif' alt=':-D' class='wp-smiley' /> </p>
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