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	<title>.:: Securnetwork.net Blog - Massimo Rabbi ::. &#187; Mondo WWW</title>
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	<description>Blog personale di Massimo Rabbi con le ultime news in fatto di sicurezza, software, sistemi operativi e tecnologia</description>
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		<title>Recensione WebSiteX5 Evolution 9</title>
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		<pubDate>Thu, 19 Jan 2012 23:22:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Massimo Rabbi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[In questo articolo/recensione andremo ad analizzare questo software per la creazione rapida di pagine web, blog e negozi online. &#8220;Un sito in 5 passi&#8221;, questa è la frase forse più ad effetto usata per pubblicizzare questo software. Lo scopo è comunicare in maniera chiara la semplicità e la facilità di utilizzo di questo tool, che [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>In questo articolo/recensione andremo ad analizzare questo software per la creazione rapida di pagine web, blog e negozi online.<br />
&#8220;Un sito in 5 passi&#8221;, questa è la frase forse più ad effetto usata per pubblicizzare questo software. Lo scopo è comunicare in maniera chiara la semplicità e la facilità di utilizzo di questo tool, che ha sicuramente come target principale utenti che non sono veri e propri sviluppatori web ma che vogliono comunque cimentarsi nel creare un sito di qualità.</p>
<p><strong>INSTALLAZIONE</strong><br />
Il pacchetto software si installa in pochi semplici passi e permette di indicare le informazioni di registrazione quali la chiave di licenza e la mail associata.<br />
Al termine della procedura è possibile (e consigliabile) effettuare la registrazione online alla Community online sul sito <a href="http://answers.websitex5.com/">answers.websitex5.com</a>. E&#8217; possibile infatti, tra le altre cose, ottenere supporto tecnico e scambiare informazioni con altri utenti, oltre ad accedere alla gallery e template online aggiuntivi.</p>
<p><strong>PRIMO AVVIO</strong><br />
All&#8217;avvio del programma la schermata principale propone la possibilità di scegliere di cominciare a lavorare subito mediante il tasto <em>Start</em>(in primo piano) o <em>Avvia</em> (in basso a destra), o di consultare le gallery e le foto online, oltre al <em>Social Help Center</em>.<br />
Non passa inosservato anche il collegamento al video tutorial, diviso nei famosi &#8220;5 passi&#8221;, che è sicuramente un valido aiuto per chi vuole prima di cominciare iniziare ad esplorare nel dettaglio il funzionamento del software.</p>
<p><img src="http://www.securnetwork.net/img_blog/websiteX5ev9/firstopen.jpg" alt="Primo avvio WebSite X5 Evolution 9" /></p>
<p>Probabilmente sarebbe stato utile fare in modo che il playing del video fosse disponibile anche off-line, visto che il collegamento rimanda ad un sito Internet.<br />
<span id="more-701"></span><br />
<strong>SCELTA DEL PROGETTO</strong><br />
Una volta scelto di cominciare a lavorare (tasto Start) la prima operazione proposta è quella di scegliere se creare un nuovo progetto o se modificarne uno di già esistente.<br />
Da notare che gli eventuali progetti già salvati e presenti nella cartella di default del programma vengono mostrati sotto forma di anteprima automaticamente. L&#8217;utente può tuttavia navigare il filesystem e individuare file di progetti magari copiati da altri gruppi di lavoro. </p>
<p><img src="http://www.securnetwork.net/img_blog/websiteX5ev9/chooseproject.jpg" alt="Scelta progetto" /></p>
<p><strong>FASE 1: IMPOSTAZIONI GENERALI</strong><br />
Il primo passo è la configurazione delle informazioni generali del proprio progetto. La sezione &#8220;<em>Base</em>&#8221; (pre-selezionata) consente di configurare informazioni classiche quali autore, titolo, descrizione e icona. E&#8217; tuttavia possibile scegliere già qui una serie di keywords che vengano ritenute importanti per una corretta indicizzazione da parte dei motori di ricerca.<br />
La sezione &#8220;<em>Esperto</em>&#8221; invece consente di inserire codice personalizzato nella sezione <em>HEAD</em>, così come definire l&#8217;aggancio a sistemi di statistiche o la configurazione all&#8217;uso degli <a href="http://www.google.it/webmasters/">strumenti per webmaster</a> fornito da <strong>Google</strong>.<br />
Lo step seguente prevede la scelta di un modello per il proprio sito avendo la possibilità di scegliere tra diverse categorie di template e per ognuno in differenti varianti di menu (orizzontale e verticale) e di colori. Ben 1500 template, ognuno in 4 diverse varianti di stile.<br />
L&#8217;utente può altresì definire un proprio modello personalizzato, andando a scegliere informazioni essenziali quali tipo di menu, margini, sfondo oltre a definire direttamente le differenti sezioni della pagina stessa (contenuto, piè di pagina, intestazione, etc.).<br />
Il modello scelto (personalizzato o template) può infine essere ulteriormente customizzato, andando ad agire su intestazione e piè di pagina.</p>
<p><strong>FASE 2: CREAZIONE MAPPA</strong><br />
Dal modello si passa quindi a definire la mappa del sito tramite l’inserimento di livelli e pagine (con relativo titolo e descrizione). Per ogni pagina è possibile mediante l&#8217;apposita toolbar attivare la visualizzazione o meno della pagina stessa nel menu, impostare una protezione di pagina (access list/permessi) ed effettuare personalizzazione avanzate.</p>
<p><img src="http://www.securnetwork.net/img_blog/websiteX5ev9/editmap.jpg" alt="Creazione mappa sito" /></p>
<p><strong>FASE 3: CREAZIONE PAGINE</strong><br />
E&#8217; venuto quindi il momento di inserire i contenuti veri e propri per dar &#8220;vita&#8221; alle nostre pagine.<br />
Per fare questo dobbiamo prima di tutto decidere quali e quanti contenuti vorremo mostrare nelle pagine.<br />
Dovremo inoltre decidere come impaginare il tutto, e lo possiamo fare in maniera molto semplice e intuitiva mediante la comoda griglia che ci permette di organizzare i nostri contenuti che possono andare dal classico oggetto testo, alla galleria, passando per un più sofisticato elenco prodotti o un insieme di widgets già pronti (Facebook, Twitter, Google+, Shinystat, etc.). In fin dei conti la griglia altro non è che una rappresentazione della pagina stessa che stiamo di volta in volta creando.<br />
Non basta far altro che draggare l&#8217;oggetto desiderato all&#8217;interno di una delle celle della griglia e configurarlo.<br />
E&#8217; ovviamente possibile fare in modo di aggiungere/eliminare righe e/o colonne, oltre a disporre un contenuto su più celle affiancate.<br />
Molto comodo risulta essere l&#8217;editor interno per le immagini che consente di effettuare modifiche e applicare filtri on-the-fly ad una semplice immagine caricata da disco. In molti casi sarà quindi possibile fare a meno di utilizzare programma di photo-editing esterni quali Gimp o Photoshop.</p>
<p><img src="http://www.securnetwork.net/img_blog/websiteX5ev9/gallery.jpg" alt="Widget galleria" /></p>
<p><strong>FASE 4: Impostazioni avanzate</strong><br />
Il passaggio successivo consente di modificare in maniera avanzata configurazioni del sito che stiamo creando, agendo per esempio, sulla configurazione dei menu. E&#8217; infatti prevista la possibilità di editare grafica dei pulsanti, aspetto dei testi, colori e stili.<br />
Altre funzionalità prevedono la possibilità di:</p>
<ul>
<li>cambiare gli stili e modelli del progetto;</li>
<li>impostare una pagina di benvenuto;</li>
<li>gestire un messaggio pubblicitario da mostrare in home page o in tutte le pagine;</li>
<li>usare le funzionalità di blog (creazione articoli, gestione categorie e commenti) e feed RSS;</li>
<li>creare utenti diversi per poter gestire l&#8217;accesso protetto a pagine del sito: è infatti possibile tornare indietro al punto 2 (creazione mappa) e agganciare i profili alle pagine desiderate;</li>
<li>creare un negozio online con tanto di categorie prodotti e relativi metodi di pagamento/spedizione abilitati;</li>
</ul>
<p><strong>FASE 5: Esportazione</strong><br />
Ultimo step, ma non per questo meno importante, anzi, è quello dell&#8217;esportazione del prodotto finale appena creato.<br />
C&#8217;è la possibilità di esportare il progetto su disco (CD/DVD/USB) o in una semplice cartella del computer.<br />
Inoltre tramite il motore FTP interno c&#8217;è il modo di pubblicare i contenuti creati direttamente su Internet.<br />
Quest&#8217;ultima operazione è ovviamente molto semplice e sono sufficienti i classici dati forniti dal provider di hosting quali indirizzo, username e password in primis.<br />
Completata l&#8217;operazione si è arrivati al termine del lavoro e come proposto dal programma, è possibile segnalare il proprio lavoro via Facebook agli amici o per esempio su Twitter per chi ci legge!</p>
<p><img src="http://www.securnetwork.net/img_blog/websiteX5ev9/exportinternet.jpg" alt="Export sito web su Internet" /></p>
<p><strong>CONCLUSIONI</strong><br />
Il prodotto WebSiteX5 Evolution 9 rispetta in pieno le aspettative dell&#8217;acquirente, che dietro la frase <em>&#8220;Crea un sito in 5 passi&#8221;</em>, si aspetta di trovare un prodotto semplice e veloce da usare ma che al tempo stesso dia la possibilità di creare un prodotto finale professionale.<br />
Per rendersi conto di come questo sia chiaramente possibile è sufficiente seguire il tutorial video presente sul sito e linkato all&#8217;interno del programma. I 5 video proposti sono un valido strumento per iniziare e meritano sicuramente di essere consultati prima di &#8220;buttarsi&#8221; ad esplorare il programma e le sue funzionalità.<br />
Tra i punti di forza di questo software ricordiamo la già citata semplicità di utilizzo e le ottime potenzialità di customizzazione proposte, e a volte &#8220;nascoste&#8221;, tra i vari tab e opzioni accessibili nei vari passi.<br />
Il prezzo proposto per una licenza del prodotto e&#8217; sicuramente conveniente considerando i soli 69,95€ richiesti per la versione WebSiteX5 Evolution 9.<br />
Ricordiamo inoltre che la registrazione del programma dà la <a href="http://www.websitex5.com/it/web-hosting.html">possibilità</a> di sfruttare gratuitamente per 12 mesi uno spazio web di 3GB, registrazione dominio e email illimitate. Il tutto grazie alla collaborazione con <strong><a href="http://www.one.com/it/">One.com</a></strong> per il quale viene fornito un <em>voucher gratuito</em> riscattabile dalla sezione personale su <strong>answers.WebSiteX5.com</strong>.</p>
<p>WebSite X5 Free: <a href="http://bit.ly/wFzvKp">http://bit.ly/wFzvKp</a><br />
WebSite X5 Demo: <a href="http://bit.ly/gQYZUT">http://bit.ly/gQYZUT</a> </p>
<p><strong>RINGRAZIAMENTI</strong><br />
Il programma da testare mi è stato gentilmente concesso in licenza da Incomedia S.r.l.<br />
Ringrazio ovviamente Dolores Francescato, della parte Web Marketing di Incomedia, con la quale mi sono interfacciato via mail per la preparazione della recensione.</p>
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		<title>WebSite X5 Evolution 9: sviluppo web facile!</title>
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		<pubDate>Sun, 15 Jan 2012 23:00:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Massimo Rabbi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[A breve su questo blog posterò la recensione di questo software per la creazione di siti, blog e soluzioni di e-commerce in maniera semplice e veloce. WebSite X5 Evolution 9 è infatti l&#8217;ultima versione del software realizzato dalla società Incomedia, già nota per Swish Max, programma per la realizzazione di filmati e siti in Flash. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>A breve su questo blog posterò la recensione di questo software per la creazione di siti, blog e soluzioni di e-commerce in maniera semplice e veloce.<br />
<strong>WebSite X5 Evolution 9</strong> è infatti l&#8217;ultima versione del software realizzato dalla società <strong>Incomedia</strong>, già nota per <strong>Swish Max</strong>, programma per la realizzazione di filmati e siti in Flash.</p>
<p>Partendo dalla necessità di venire incontro anche a chi di programmazione ne sa poco o nulla, WebSite X5 consente di create &#8220;un sito in 5 passi&#8221;, e nello specifico:</p>
<ol>
<li>scelta del template;</li>
<li>organizzazione del sito;</li>
<li>creazione delle pagine;</li>
<li>aggiunta di funzioni avanzate;</li>
<li>pubblicazione del sito finale;</li>
</ol>
<p>L&#8217;utente ha la possibilità di scegliere tra piu&#8217; di 1500 template, potendo personalizzare funzionalità avanzate quali l&#8217;integrazione con MySQL, la gestione di accessi utente e aree riservate oltre alle classiche funzionalità di feed RSS e news.<br />
Il risultato finale lo si può infine vedere online grazie alla possibilità di pubblicare il tutto usando il motore FTP interno.</p>
<p>Qui sotto trovate la locandina del software WebSite X5 Evolution 9 e del suo &#8220;fratello minore&#8221; WebSite X5 Compact 9.<br />
Ovviamente è possibile scaricare e provare il programma che pero&#8217; nella versione demo ha salvataggio limitato a 10 pagine e pubblicazione disabilitata.<br />
Appuntamento a presto con la recensione completa del prodotto!</p>
<p><strong>PRESS KIT</strong>: <a href="http://www.securnetwork.net/downloads/IT_PressKit_WebSite_X5.pdf">WebSite X5 Evolution 9</a><br />
<strong>SITO WEB</strong>: <a href="http://www.websitex5.com/it/evolution-9.html">WebSite X5 Evolution 9</a></p>
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		<title>Macromedia Flash: occhio al filesystem!</title>
		<link>http://www.securnetwork.net/2011/01/06/macromedia-flash-occhio-al-filesystem/</link>
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		<pubDate>Thu, 06 Jan 2011 15:55:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Massimo Rabbi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[In computer security, il concetto di &#8220;sandbox&#8221; viene utilizzato per indicare un meccanismo di sicurezza che consente di separare e isolare diversi programmi in esecuzione. Questo al fine di testare ed eseguire codice potenzialmente dannoso, non sicuro e/o fornite da terze parti non fidate. Adobe Flash incorpora questo concetto tra i suoi meccanismi base di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>In computer security, il concetto di &#8220;<strong>sandbox</strong>&#8221; viene utilizzato per indicare un meccanismo di sicurezza che consente di separare e isolare diversi programmi in esecuzione. Questo al fine di testare ed eseguire codice potenzialmente dannoso, non sicuro e/o fornite da terze parti non fidate.</p>
<p><strong>Adobe Flash</strong> incorpora questo concetto tra i suoi meccanismi base di sicurezza per consentire l&#8217;accesso solo a determinate tipologie di file locali, tra questi ovviamente i <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Local_Shared_Object">cookies Flash</a>.<br />
Comunemente quindi tutti gli altri file locali della macchina dell&#8217;utente sono <em>off-limits</em>, in modo da prevenire il furto di dati da parte di applet Flash malevoli.</p>
<p>Billy Rios, ricercatore di sicurezza presso Google, ha dimostrato come questo modello di sicurezza e le restrizioni imposte in Flash possa essere bypassato in modo da ottenere libero accesso a file locali.<br />
<span id="more-664"></span><br />
Il &#8220;trucco&#8221; della vulnerabilità sfrutta la funzione &#8220;<em>getURL()</em>&#8221; impiegata da Flash per ottenere l&#8217;accesso a file remoti.<br />
Una versione dummy dell&#8217;attacco utilizzerebbe la funzione getURL usando &#8220;<em>file://</em>&#8221; per puntare alle risorse del file system locale, tuttavia Adobe ha blacklistato alcuni protocol-handler. </p>
<p>Il blocco imposto non è tuttavia sufficiente e consente di impiegare il protocol-handler &#8220;<em>mhtml</em>&#8220;, che funziona sulle comuni piattaforme Windows e non è appunto blacklistato. Nessun avviso o messaggio di conferma viene mostrato all&#8217;utente in questo caso.</p>
<p>FONTE:<br />
<a href="http://isc.sans.edu/diary.html?storyid=10219">Flash Local-with-filesystem Sandbox Bypass</a>, by <strong>SANS Technology Institute</strong></p>
<p>APPROFONDIMENTI:<br />
- <a href="http://xs-sniper.com/blog/2011/01/04/bypassing-flash%E2%80%99s-local-with-filesystem-sandbox/">Bypassing Flash’s local-with-filesystem Sandbox</a>, sul blog di Billy (BK) Rios<br />
- <a href="http://www.senocular.com/pub/adobe/Flash%20Player%20Security%20Basics.html">Flash Player Security Basics</a><br />
-<a href="http://www.senocular.com/flash/tutorials/contentdomains/"> Security Domains, Application Domains, and More in ActionScript 3.0</a></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Firefox 3.6.13 e 3.5.16: importante aggiornamento tappabuchi</title>
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		<pubDate>Sun, 12 Dec 2010 12:00:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Massimo Rabbi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[L&#8217;ultimo aggiornamento del browser open-source Firefox rilasciato lo scorso week-end va a patchare ben 13 vulnerabilità che espongono gli utenti Windows e Mac a possibili attacchi da parte dei crackers. Alcune falle che interassano il software di casa Mozilla, possono essere sfruttate per lanciare attacchi &#8220;drive-by-download&#8221; e conseguente esecuzione di malware, semplicemente navigando apposite pagine [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>L&#8217;<a href="http://www.zdnet.com/blog/security/firefox-plugs-drive-by-download-security-holes/7828">ultimo aggiornamento</a> del browser open-source <strong>Firefox</strong> rilasciato lo scorso week-end va a patchare ben <strong>13 vulnerabilità</strong> che espongono gli utenti Windows e Mac a possibili attacchi da parte dei crackers.</p>
<p>Alcune falle che interassano il software di casa <em>Mozilla</em>, possono essere sfruttate per lanciare <strong>attacchi &#8220;drive-by-download&#8221;</strong> e conseguente esecuzione di malware, semplicemente navigando apposite pagine web.<br />
11 vulnerabilità su 13 sono state etichettate come &#8220;critical&#8221;, poichè per l&#8217;appunto non richiedono alcuna interazione utente al di là della normale navigazione.<br />
Una patch, è in realtà un nuovo aggiornamento per una issue che Mozilla era convinta di aver definitivamente fixato già nel mese di marzo.</p>
<p>Altre possibili conseguenze delle falle individuate sono attacchi di tipo <em>cross-site scripting (XSS)</em>,<em> Denial-of-Service (DoS)</em> e bypass della sicurezza Java.<br />
<span id="more-654"></span></p>
<p>Ecco una lista delle vulnerabilità critiche che interessano le versioni Firefox 3.5 e 3.6:</p>
<ul>
<li><a href="http://www.mozilla.org/security/announce/2010/mfsa2010-84.html">MFSA 2010-84</a> XSS hazard in multiple character encodings</li>
<li><a href="http://www.mozilla.org/security/announce/2010/mfsa2010-83.html">MFSA 2010-83</a> Location bar SSL spoofing using network error page</li>
<li><a href="http://www.mozilla.org/security/announce/2010/mfsa2010-82.html">MFSA 2010-82</a> Incomplete fix for CVE-2010-0179</li>
<li><a href="http://www.mozilla.org/security/announce/2010/mfsa2010-81.html">MFSA 2010-81</a> Integer overflow vulnerability in NewIdArray</li>
<li><a href="http://www.mozilla.org/security/announce/2010/mfsa2010-80.html">MFSA 2010-80</a> Use-after-free error with nsDOMAttribute MutationObserver</li>
<li><a href="http://www.mozilla.org/security/announce/2010/mfsa2010-79.html">MFSA 2010-79</a> Java security bypass from LiveConnect loaded via data: URL meta refresh</li>
<li><a href="http://www.mozilla.org/security/announce/2010/mfsa2010-78.html">MFSA 2010-78</a> Add support for OTS font sanitizer</li>
<li><a href="http://www.mozilla.org/security/announce/2010/mfsa2010-77.html">MFSA 2010-77</a> Crash and remote code execution using HTML tags inside a XUL tree</li>
<li><a href="http://www.mozilla.org/security/announce/2010/mfsa2010-76.html">MFSA 2010-76</a> Chrome privilege escalation with window.open and &lt;isindex&gt; element</li>
<li><a href="http://www.mozilla.org/security/announce/2010/mfsa2010-75.html">MFSA 2010-75</a> Buffer overflow while line breaking after document.write with long string</li>
<li><a href="http://www.mozilla.org/security/announce/2010/mfsa2010-74.html">MFSA 2010-74</a> Miscellaneous memory safety hazards (rv:1.9.2.13/ 1.9.1.16)</li>
</ul>
<p>Gli utenti dovrebbero aver già aggiornato il proprio browser tramite il classico sistema di aggiornamento automatico, alle versioni <a href="http://www.mozilla-europe.org/it/firefox/3.5.16/releasenotes/">3.5.16</a> e <a href="http://www.mozilla-europe.org/it/firefox/3.6.13/releasenotes/">3.6.13</a>.<br />
Nel caso cosi&#8217; non fosse, l&#8217;update è fortemente consigliato.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Google URL Shortener nel mirino di un worm Twitter</title>
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		<pubDate>Wed, 08 Dec 2010 17:29:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Massimo Rabbi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il servizio di URL shortening di Google, goo.gl, sarebbe stato utilizzato negli ultimi tempi per la diffusione di un worm Twitter. I link incriminati finora individuati che portano alla diffusione del malware sono i seguenti: &#8220;goo.gl/R7f68&#8243; e &#8220;goo.gl/od0az&#8221;. I responsabili di Twitter hanno fatto sapere che non appena la diffusione del worm è stata scoperta, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il servizio di <em>URL shortening</em> di <strong>Google</strong>, <a href="http://goo.gl/">goo.gl</a>, sarebbe stato utilizzato negli ultimi tempi per la diffusione di un <strong>worm Twitter</strong>.<br />
I link incriminati finora individuati che portano alla diffusione del <strong>malware</strong> sono i seguenti: &#8220;goo.gl/R7f68&#8243; e &#8220;goo.gl/od0az&#8221;.</p>
<p>I responsabili di Twitter hanno fatto sapere che non appena la diffusione del worm è stata scoperta, hanno provveduto a notificare la procedura di password reset per tutti coloro che sono stati interessati dal problema.<br />
E&#8217; stato anche consigliato un controllo sulle <a href="http://dev.twitter.com/pages/oauth_faq">connessioni oAuth</a> &#8220;autorizzate&#8221; per verificare la possibilità che ne siano state aggiunte alcune in maniera illecita ed eventualmente rimuoverle. </p>
<p>Per tutti coloro che hanno cliccato sui link sopra riportati, l&#8217;effetto è stato quello di un primo redirect verso un sito compromesso di una compagnia francese di mobili, e successivamente ad altri domini.<br />
La cosa interessante è come il worm sembra si sia diffuso principalmente attraverso le piattaforme Twitter per dispositivi mobile.<br />
Gerry Egan, direttore di <strong>Symantec Security Response</strong>, <a href="http://www.eweek.com/c/a/Security/Twitter-Worm-Abuses-Google-URL-Shortener-621655/">ha fatto sapere</a> come gli URL malevoli in questione punti in effetti ad una copia del &#8220;<em>Neosploit attack toolkit</em>&#8220;.<br />
<span id="more-649"></span></p>
<p>I servizi di URL shortening non sono nuovi al fatto di essere sfruttati per questo tipo di attacchi.<br />
Da un lato la loro utilità nel &#8220;comprimere&#8221; un URL di molti caratteri, specie quando si usano piattaforme come Twitter che impongono un limite di 140 caratteri per messaggio. Dall&#8217;altra il fatto che si prestano bene a nascondere i domini reali, rendendo cosi&#8217; all&#8217;utente finale più difficile individuare un sito trappola.</p>
<p>Hon Lau, ricercatore presso Symantec, ha comunque <a href="http://www.symantec.com/connect/blogs/twitter-trend-poisoning-cookbook">evidenziato</a> come alcuni servizi siano migliori di altri. <em>Tiny.cc</em> per esempio offre una pagina di statistiche dove chiunque può verificare il numero di click effettuati verso un particolare link e la destinazione reale dell&#8217;URL compresso. Altri invece come <em>bit.ly</em>, integrano dei meccanismi di blacklisting per filtrare in maniera (semi)automatizzata i tentativi di creare short link per far puntare a siti contenenti malware.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Mozilla alza la posta: 3000$ per un bug!</title>
		<link>http://www.securnetwork.net/2010/07/18/mozilla-alza-la-posta-3000-per-un-bug/</link>
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		<pubDate>Sun, 18 Jul 2010 20:11:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Massimo Rabbi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[A quanto pare Mozilla ha alzato il premio messo in palio per coloro che individuano una vulnerabilità di sicurezza nei prodotti di punta della software house open-source: Firefox e Thunderbird. La nuova cifra è infatti di ben 3000$, un grosso salto se si considerano i &#8220;soli&#8221; 500$ che fin dal 2004 venivano pagati per i [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>A quanto pare <strong>Mozilla</strong> ha alzato il premio messo in palio per coloro che individuano una vulnerabilità di sicurezza nei prodotti di punta della software house open-source: <strong>Firefox</strong> e <strong>Thunderbird</strong>.</p>
<p>La nuova cifra è infatti di ben <strong>3000$</strong>, un grosso salto se si considerano i &#8220;soli&#8221; 500$ che fin dal 2004 venivano pagati per i vari bug scoperti.</p>
<p>Nel <a href="http://www.mozilla.org/security/bug-bounty-faq.html">programma</a> di <em>bug-hunting</em> di Mozilla sono stati aggiunti due nuovi prodotti: <strong>Mozilla Services</strong> e <strong>Firefox Mobile</strong>.</p>
<p>Lucas Adamski, security engineer director di Mozilla, <a href="http://blog.mozilla.com/security/2010/07/15/refresh-of-the-mozilla-security-bug-bounty-program/">ha scritto sul blog</a> del gruppo riguardo la nuova &#8220;taglia&#8221; e indicato quelle che sono le regole fondamentali per aggiudicarsela:</p>
<ul>
<li>il bug deve essere originale e mai stato pubblicato prima;</li>
<li>il bug deve essere di tipo remote exploit;</li>
<li>il bug deve essere individuato in una delle ultime versioni ufficiali, beta o release candidate dei vari Firefox, Firefox Mobile, Thunderbird o Mozilla Services;</li>
<li>il bug non deve essere causato o individuato in plugin/estensioni di terze parti.</li>
</ul>
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		<title>LinkedIn e la lunghezza delle password</title>
		<link>http://www.securnetwork.net/2010/01/03/linkedin-e-la-lunghezza-delle-password/</link>
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		<pubDate>Sun, 03 Jan 2010 12:51:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Massimo Rabbi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[LinkedIn, come molti di voi sapranno, è un social network molto diffuso che consente di costruire la propria rete di contatti in ambito lavorativo (fondamentalmente). Quello di cui voglio parlare oggi è un piccolo problema che ho riscontrato in mattinata mentre mi apprestavo a cambiare la password del mio account. Dopo aver generato la nuova [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>LinkedIn</strong>, come molti di voi sapranno, è un <strong>social network</strong> molto diffuso che consente di costruire la propria rete di contatti in ambito lavorativo (fondamentalmente).<br />
Quello di cui voglio parlare oggi è un piccolo problema che ho riscontrato in mattinata mentre mi apprestavo a cambiare la password del mio account.<br />
Dopo aver generato la nuova password di lunghezza 24 caratteri ho effettuato il logout e poi ho tentato il login che verificare tutto fosse avvenuto correttamente.</p>
<p>Stranamente ho notato l&#8217;errore:</p>
<blockquote><p>The email address or password you provided does not match our records</p></blockquote>
<p>Dopo i classici tentativi di reinserire la password e cancellazione di cache e cookie, ho pensato ci fosse qualcosa non andasse.<br />
<span id="more-600"></span><br />
La prima supposizione è stata che per qualche motivo il sistema avesse accettato i caratteri speciali della password ma fosse andato storto qualcosa nella fase di salvataggio.<br />
Ho proceduto quindi alla procedura di recupero password e inserito una nuova password di 24 caratteri senza caratteri speciali.</p>
<p>Tuttavia al tentativo di login ancora una volta lo stesso errore.<br />
Dopo una rapida ricerca su Google ho trovato questo interessante post a riguardo: &#8220;<a href="http://verenaswelt.at.dd23612.kasserver.com/2008/12/09/linkedin-password-length-confusion/">LinkedIn Password Length Confusion</a>&#8220;.<br />
Il problema sembra sia che la password del proprio account deve avere una dimensione minima di 6 caratteri e massima di 16.<br />
Il sistema ha infatti troncato la mia password di 24 (caratteri speciali o no non fa alcuna differenza), tant&#8217;è che provando a prendere i primi 16 si riesce ad effettuare correttamente il login.</p>
<p>La cosa alquanto strana è che da nessuna parte venga riportato che i caratteri non possono superare i 16, né tanto meno viene notificato che il campo sta superando la lunghezza consentita in fase di modifica.<br />
Nella home page la maschera di registrazione, ad esempio, sotto il campo password riporta il messaggio:</p>
<blockquote><p>6 or more characters</p></blockquote>
<p>Lo stesso autore del post che ho trovato, è venuto a conoscenza del motivo solo dopo aver inviato una mail al supporto tecnico.<br />
Occhio dunque alla lunghezza della password scelta <img src='http://www.securnetwork.net/wp-includes/images/smilies/icon_wink.gif' alt=';-)' class='wp-smiley' /> </p>
]]></content:encoded>
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		<title>Pidgin + Facebook chat + Ubuntu 9.04 how-to</title>
		<link>http://www.securnetwork.net/2009/11/28/pidgin-facebook-chat-ubuntu-9-04-how-to/</link>
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		<pubDate>Sat, 28 Nov 2009 13:04:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Massimo Rabbi</dc:creator>
		<br />
<b>Warning</b>:  Invalid argument supplied for foreach() in <b>/web/htdocs/www.securnetwork.net/home/wp-content/plugins/autometa/autometa.php</b> on line <b>300</b><br />
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		<description><![CDATA[Sull&#8217;argomento &#8220;chat di facebook&#8221; si potrebbero scrivere post a bizzeffe, discutendo di quanto faccia schifo, di come si perda i messaggi e quant&#8217;altro. Quello che mi interessa oggi è puntare l&#8217;attenzione sul come integrare nel noto cliente IM Pidgin (ex GAIM), la chat del noto social-network, evitando di tenere aperta la pagina web per l&#8217;eventuale [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Sull&#8217;argomento &#8220;<strong>chat di facebook</strong>&#8221; si potrebbero scrivere post a bizzeffe, discutendo di quanto faccia schifo, di come si perda i messaggi e quant&#8217;altro.<br />
Quello che mi interessa oggi è puntare l&#8217;attenzione sul come integrare nel noto cliente IM <a href="http://www.pidgin.im/"><strong>Pidgin</strong></a> (ex <strong>GAIM</strong>), la chat del noto social-network, evitando di tenere aperta la pagina web per l&#8217;eventuale chat con i nostri contatti.</p>
<p>Le considerazioni di questo post riguardano l&#8217;attuale versione di <strong>Ubuntu 9.04</strong> (Jaunty Jackalope) installata sul mio pc desktop, ma penso possano essere applicate tranquillamente alla più recente 9.10.<br />
In particolare quello che ci serve è prelevare direttamente dal sito del progetto <a href="http://http://code.google.com/p/pidgin-facebookchat/">pidgin-facebookchat</a> l&#8217;ultima versione, nel mio caso la 1.63.<br />
E&#8217; necessario inoltre procurarsi il .deb della libreria <strong>libjson-glib-1.0-0</strong>: <strong>pidgin-facebookchat</strong> infatti richiede una versione &gt;= 0.7.6.<br />
Quest&#8217;ultimo è disponibile direttamente da qui:<br />
- <a href="http://mirrors.kernel.org/ubuntu/pool/main/j/json-glib/libjson-glib-1.0-0_0.7.6-0ubuntu1_i386.deb">http://mirrors.kernel.org/ubuntu/pool/main/j/json-glib/libjson-glib-1.0-0_0.7.6-0ubuntu1_i386.deb</a><br />
- <a href="http://mirrors.kernel.org/ubuntu/pool/main/j/json-glib/libjson-glib-1.0-0_0.7.6-0ubuntu1_amd64.deb">http://mirrors.kernel.org/ubuntu/pool/main/j/json-glib/libjson-glib-1.0-0_0.7.6-0ubuntu1_amd64.deb</a></p>
<p>Una volta installati entrambi i .deb e creato l&#8217;apposito account da Pidgin sarà possibile sfruttare la chat dal nostro programma di <strong>instant messaging</strong> preferito.<br />
Le versioni di pidgin-facebookchat e libjson-glib-1.0-0 disponibile sui repository ufficiali e accessibili ad esempio da &#8220;<em>Sistema->Amministrazione->Gestore pacchetti</em>&#8221; sono datati.<br />
Personalmente tempo addietro ho avuto modo di provarli e ho notato parecchi problemi.<br />
Buona chat dunque!</p>
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		<item>
		<title>Vulnerabilità nella toolbar Wikipedia per Firefox</title>
		<link>http://www.securnetwork.net/2009/11/18/vulnerabilita-nella-toolbar-wikipedia-per-firefox/</link>
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		<pubDate>Wed, 18 Nov 2009 08:38:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Massimo Rabbi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il security provider Secunia ha individuato nei giorni scorsi una vulnerabilità piuttosto critica nell&#8217;estensione Wikipedia Toolbar per Firefox, che può essere usata da un potenziale attaccante per compromettere il sistema dell&#8217;utente vittima. Il problema è stato individuato nella mancata validazione dell&#8217;input da parte dell&#8217;applicazione in una chiamata alla funzione eval(): ciò può consentire l&#8217;eventuale esecuzione [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il security provider <a href="http://secunia.com/">Secunia</a> ha <a href="http://www.h-online.com/security/news/item/Vulnerability-in-Wikipedia-Toolbar-for-Firefox-861434.html">individuato</a> nei giorni scorsi una vulnerabilità piuttosto critica nell&#8217;estensione <a href="https://addons.mozilla.org/en-US/firefox/addon/6401">Wikipedia Toolbar</a> per <strong>Firefox</strong>, che può essere usata da un potenziale attaccante per compromettere il sistema dell&#8217;utente vittima.</p>
<p>Il <a href="http://secunia.com/advisories/37377/">problema</a> è stato individuato nella <strong>mancata validazione dell&#8217;input</strong> da parte dell&#8217;applicazione in una chiamata alla funzione <em>eval()</em>: ciò può consentire l&#8217;eventuale esecuzione di <strong>codice Javascript arbitrario</strong>.</p>
<p>Una volta lanciato il codice viene eseguito con i privilegi di sistema e questo consente l&#8217;accesso alle risorse della macchina bersaglio. Affinché l&#8217;attacco avvenga con successo è necessario che l&#8217;utente visiti una pagina web &#8220;contraffatta&#8221; e che sia &#8220;ingannato&#8221; e portato a cliccare su determinati pulsanti della toolbar.</p>
<p><strong>Secunia</strong> ha individuato il bug nella versione 0.5.9, ma potenzialmente altre versioni potrebbero essere affette dal problema.<br />
L&#8217;ultima versione rilasciata ovvero la 0.5.9.2 risolve il problema ma non è ancora stabile, ma taggata come &#8220;<em>experimental</em>&#8220;.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Aggiornamento di sicurezza per Google Chrome 3</title>
		<link>http://www.securnetwork.net/2009/10/01/aggiornamento-di-sicurezza-per-google-chrome-3/</link>
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		<pubDate>Thu, 01 Oct 2009 09:46:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Massimo Rabbi</dc:creator>
		<br />
<b>Warning</b>:  Invalid argument supplied for foreach() in <b>/web/htdocs/www.securnetwork.net/home/wp-content/plugins/autometa/autometa.php</b> on line <b>300</b><br />
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		<description><![CDATA[Google ha rilasciato un update di sicurezza per la versione 3 di Chrome. La nuova versione del browser WebKit-based è la 3.0.195.24. Il bug corretto riguarda l&#8217;implementazione della funzione dtoa() utilizzata dal motore JavaScript V8 di Chrome per parsare le stringhe in numeri floating point. La vulnerabilità contenuta nella Chrome sandbox può essere sfruttata da [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Google</strong> ha rilasciato un update di sicurezza per la versione 3 di <strong>Chrome</strong>. La nuova versione del browser WebKit-based è la 3.0.195.24.<br />
Il <a href="http://http://cve.mitre.org/cgi-bin/cvename.cgi?name=CVE-2009-0689">bug</a> corretto riguarda l&#8217;implementazione della funzione dtoa() utilizzata dal <strong>motore JavaScript V8</strong> di Chrome per parsare le stringhe in numeri floating point. </p>
<p>La vulnerabilità contenuta nella <a href="http://dev.chromium.org/developers/design-documents/sandbox">Chrome sandbox</a> può essere sfruttata da un ipotetico attaccante per eseguire codice arbitrario.<br />
Affinchè l&#8217;attacco avvenga con successo è sufficiente che l&#8217;utente visita una pagina web appositamente modificata.<br />
Per effettuare l&#8217;aggiornamento gli utenti possono utilizzare la funzionalità built-in di <a href="http://http://www.google.com/support/chrome/bin/answer.py?hl=en&#038;answer=95414">update</a> accedendovi dai menu &#8220;Tools->About Google Chrome&#8221; e cliccando sul pulsante &#8220;Update&#8221;</p>
<p>Fonte: <a href="http://www.h-online.com/security/Google-closes-vulnerability-in-Chrome-3--/news/114364"> Google closes vulnerability in Chrome 3</a></p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Aggiornamento per PHP alla versione 5.2.11</title>
		<link>http://www.securnetwork.net/2009/09/20/aggiornamento-per-php-alla-versione-5-2-11/</link>
		<comments>http://www.securnetwork.net/2009/09/20/aggiornamento-per-php-alla-versione-5-2-11/#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 20 Sep 2009 19:50:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Massimo Rabbi</dc:creator>
		<br />
<b>Warning</b>:  Invalid argument supplied for foreach() in <b>/web/htdocs/www.securnetwork.net/home/wp-content/plugins/autometa/autometa.php</b> on line <b>300</b><br />
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		<description><![CDATA[Gli sviluppatori del linguaggio di programmazione PHP hanno rilasciato un update che porta l&#8217;ultima release alla versione 5.2.11. L&#8217;aggiornamento si focalizza sulla stabilità apportando più di 75 bug fix, alcuni legati alla sicurezza. Il team di sviluppo ha fixato la validazione certificati in php_openssl_apply_verification_policy e aggiunto dei sanity check in imagecolortransparent() e nel codice di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Gli sviluppatori del linguaggio di programmazione <strong>PHP</strong> hanno rilasciato un update che porta l&#8217;ultima release alla <strong>versione 5.2.11</strong>.<br />
L&#8217;aggiornamento si focalizza sulla stabilità apportando più di 75 bug fix, alcuni legati alla sicurezza.</p>
<p>Il team di sviluppo ha fixato la validazione certificati in <em>php_openssl_apply_verification_policy</em> e aggiunto dei sanity check in <em>imagecolortransparent()</em> e nel codice di processing dei file <em>EXIF</em> (Exchangeable Image File Format).<br />
I dettagli completi sono visibili alla pagina delle <a href="http://www.php.net/releases/5_2_11.php">Release notes</a>.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Rilasciato Google Chrome 3.0</title>
		<link>http://www.securnetwork.net/2009/09/16/rilasciato-google-chrome-3-0/</link>
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		<pubDate>Wed, 16 Sep 2009 16:21:22 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[A poco più di un anno dal lancio di Google Chrome, era il 2 settembre 2008, il gigante di Mountain View ha annunciato il rilascio della versione 3 contenente numerosi bug fixes, miglioramenti e nuove funzionalità. Secondo un post pubblicato sul blog ufficiale di Google, le performance Javascript sono state migliorate del 150% rispetto alla [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>A poco più di un anno dal lancio di <strong>Google Chrome</strong>, era il 2 settembre 2008, il gigante di <strong>Mountain View</strong> ha annunciato il <a href="http://chrome.blogspot.com/2009/09/sporting-new-stable-release.html">rilascio della versione 3</a> contenente numerosi bug fixes, miglioramenti e nuove funzionalità.</p>
<p>Secondo un post pubblicato sul <a href="http://googleblog.blogspot.com/2009/09/google-chrome-after-year-sporting-new.html">blog ufficiale di Google</a>, le <strong>performance Javascript</strong> sono state migliorate del 150% rispetto alla prima beta e di ben il 25% rispetto all&#8217;ultima stable release: tutto questo grazie agli aggiornamenti al <a href="http://code.google.com/p/v8/">motore Javascript V8</a>.</p>
<p>La release include una nuova pagina &#8220;<em>New Tab</em>&#8221; riprogettata per essere personalizzabile secondo le preferenze dell&#8217;utente e customizzabili nel look-and-feel mediante il supporto built-in per i temi.<br />
La barra degli indirizzi &#8220;<em>Omnibox</em>&#8221; utilizza ora icone diverse per distinguere azioni come la ricerca, bookmarks e pagine precedentemente visitate.<br />
Il nuovo <strong>Google Chrome 3.0</strong> inoltre introduce <strong>nuove caratteristiche HTML 5</strong>, gli elementi &lt;audio&gt; e &lt;video&gt;.</p>
<p>Questa ultima release inoltre corregge un problema di sicurezza riguardante i contenuti dei feed RSS o Atom, onde prevenire i tentativi di injection di codice Javascript e attacchi cross-site scripting (XSS).<br />
La versione è disponibile in 50 lingue differenti per i sistemi operativi Windows XP e Vista.</p>
<p>Ancora da rilasciare invece una versione stabile per Chrome su sistemi Linux e Mac OS X.<br />
L&#8217;ultima versione rilasciata circa una settimana fa attraverso il Developer Channel è la 4.0.207.0, e corregge alcuni bug oltre a fixare un problema di XSS.</p>
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		<item>
		<title>Firefox 4.0 non prima della fine 2010</title>
		<link>http://www.securnetwork.net/2009/09/10/firefox-4-0-non-prima-della-fine-2010/</link>
		<comments>http://www.securnetwork.net/2009/09/10/firefox-4-0-non-prima-della-fine-2010/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 10 Sep 2009 11:51:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Massimo Rabbi</dc:creator>
		<br />
<b>Warning</b>:  Invalid argument supplied for foreach() in <b>/web/htdocs/www.securnetwork.net/home/wp-content/plugins/autometa/autometa.php</b> on line <b>300</b><br />
		<category><![CDATA[Mondo WWW]]></category>
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		<description><![CDATA[Stando alla roadmap pubblicata sul wiki di Mozilla la nuova major release del noto browser open source Firefox non vedrà la luce prima dell&#8217;ultimo trimestre del 2010. Sembra infatti che la versione Firefox 4.0 sarà rilasciata ad ottobre o novembre del prossimo anno. Nel frattempo compariranno le minor release 3.6 e 3.7 previste rispettivamente per [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Stando alla <a href="https://wiki.mozilla.org/Firefox/Roadmap" title="RoadMap Mozilla Firefox">roadmap</a> pubblicata sul wiki di <strong>Mozilla</strong> la nuova major release del noto browser open source Firefox non vedrà la luce prima dell&#8217;ultimo trimestre del 2010.</p>
<p>Sembra infatti che la versione <strong>Firefox 4.0</strong> sarà rilasciata ad ottobre o novembre del prossimo anno.</p>
<p>Nel frattempo compariranno le minor release 3.6 e 3.7 previste rispettivamente per la fine di quest&#8217;anno e l&#8217;inizio/metà del prossimo.</p>
<p>Già all&#8217;inizio di questa estate erano stati annunciati alcuni dei cambiamenti all&#8217;<strong>interfaccia di Firefox</strong> che interverranno in occasione della major release.</p>
<p><span id="more-552"></span></p>
<p>Accolti con favore anche i <a href="http://news.cnet.com/8301-17939_109-10296609-2.html">rumor</a> di rendere il browser più <strong>Chrome-like</strong> con la separazione dei processi di UI e gestione dei contenuti Web.</p>
<p>Sempre da <strong>Google Chrome</strong> dovrebbe essere ripresa l&#8217;idea un <strong>processo per ogni tab</strong> onde evitare fastidiosi crash e perdite di sessioni, rendendo così più stabile la navigazione.</p>
<p>Con tutta probabilità Mozilla sceglierà di rilasciare Firefox 3.6 in un periodo concomitante l&#8217;uscita del nuovo Microsoft Windows 7, prevista il 22 ottobre prossimo.</p>
<p>La versione codenamed <strong>Namoroka</strong> e basata su <strong>Gecko 1.9.2</strong> porterà con sé alcuni miglioramenti tra cui una migliore browser-interaction, temi più leggeri, migliorie al <a href="http://https://wiki.mozilla.org/JavaScript:TraceMonkey">motore Javascript TraceMonkey</a> e un restore delle sessioni più affidabile.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>ColdFusion nel mirino dei crackers</title>
		<link>http://www.securnetwork.net/2009/07/04/coldfusion-nel-mirino-dei-crackers/</link>
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		<pubDate>Sat, 04 Jul 2009 11:53:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Massimo Rabbi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[A quanto pare in questi ultimi giorni si stanno registrando ondate di attacchi che prendono di mira web applications scritte con ColdFusion (CFML). I ricercatori del SANS hanno ricevuto infatti notifiche di intrusioni che riguardano l&#8217;exploiting di vulnerabilità presenti in vecchie versioni di ColdFusion. In particolare il problema interessa due componenti delle applicazioni ColdFusion: l&#8217;editor [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>A quanto pare in questi ultimi giorni si stanno registrando ondate di attacchi che prendono di mira web applications scritte con ColdFusion (CFML).<br />
I ricercatori del SANS hanno ricevuto infatti notifiche di intrusioni che riguardano l&#8217;exploiting di vulnerabilità presenti in vecchie versioni di ColdFusion.<br />
In particolare il problema interessa due componenti delle applicazioni ColdFusion: l&#8217;editor di testo FCKEditor e il filemanager CKFinder. Una volta compromessa l&#8217;applicazione, gli attaccanti hanno pieno controllo sulla macchina server.<br />
Bojan Zdrnja, ricercatore presso il SANS, fa sapere che le pagine web compromesse tipicamente riportano all&#8217;interno del codice html tag &lt;script&gt; che fanno puntare a siti web contenenti ogni sorta di malware, pronto per essere scaricato/installato al fine di sfruttare eventuali vulnerabilità sulle macchine degli utenti.</p>
<p>Il consiglio è quindi quello di verificare le installazioni ColdFusion esistenti ed eventualmente patchare i sistemi. Gli amministratori dovrebbero anche controllare l&#8217;eventuale presenza di applicazioni ColdFusion &#8220;vecchie&#8221; e mai disinstallate: anche queste potrebbero essere un potenziale target degli attacchi.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Crackato il web server di Squirrelmail</title>
		<link>http://www.securnetwork.net/2009/06/23/crackato-il-web-server-di-squirrelmail/</link>
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		<pubDate>Tue, 23 Jun 2009 11:28:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Massimo Rabbi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Sulla homepage del noto opensource webmailer Squirrelmail, campeggia il messaggio che informa dell&#8217;avvenuto cracking al webserver del progetto in data 16 giugno. A seguito dell&#8217;accaduto gli amministratori hanno sospeso tutti gli accounts e resettato tutte le password più cruciali. Disabilitato anche l&#8217;accesso al server originale e a tutti i plug-ins: si tratta di una misura [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Sulla homepage del noto opensource webmailer Squirrelmail, campeggia il messaggio che informa dell&#8217;avvenuto cracking al webserver del progetto in data 16 giugno.<br />
A seguito dell&#8217;accaduto gli amministratori hanno sospeso tutti gli accounts e resettato tutte le password più cruciali.<br />
Disabilitato anche l&#8217;accesso al server originale e a tutti i plug-ins: si tratta di una misura precauzionale finchè non si sarà certi che nessuno di questi sia stato compromesso a livello di codice.<br />
Ancora sconosciute restano le modalità con cui i crackers hanno avuto accesso al sistema.<br />
Fortunamente il codice sorgente di SquirrelMail non è a rischio visto che è localizzato su un server completamente diverso.<br />
Tuttavia i phishers hanno approfittato dell&#8217;accaduto cominciando una campagna di spam mirata.<br />
Nelle mail infatti si millanta che le versioni 1.4.11, 1.4.12 e 1.4.13 sono state compromesse dall&#8217;introduzione di una backdoor, consigliando cosi&#8217; agli utenti di passare alla 1.4.15.<br />
Ecco il contenuto del messaggio:<br />
&#8220;<em>Due to the package compromise of 1.4.11,1.4.12 and 1.4.13, we are forced to release 1.4.15 to ensure no confusions.<br />
 While initial review didn&#8217;t uncover a need for concern, several proof of concepts show that the package<br />
 alterations introduce a high risk security issue, allowing remote inclusion of files.<br />
 These changes would allow a remote user the ability to execute exploit code on a victim machine,<br />
 without any user interaction on the victim&#8217;s server. This could grant the attacker the ability to<br />
 deploy further code on the victim&#8217;s server.<br />
We STRONGLY advise all users of 1.4.11, 1.4.12 and 1.4.13 upgrade immediately.</em>&#8221;</p>
<p>L&#8217;email contiene naturalmente un link che porta ad una pagina di login SquirrelMail contraffatta.<br />
Va chiarito tuttavia che la versione attuale è la 1.4.19 e come detto sopra non ci sono possibilità che il codice sorgente sia stato manipolato.</p>
<p>RIFERIMENTI:<br />
 &#8211; <a href="http://www.h-online.com/security/SquirrelMail-open-source-project-s-web-server-hacked--/news/113590">SquirrelMail open source project&#8217;s web server hacked</a>, by Heise Security</p>
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		<title>Mettere il &#8220;freno a mano&#8221; ad un web server</title>
		<link>http://www.securnetwork.net/2009/06/18/mettere-il-freno-a-mano-ad-un-web-server/</link>
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		<pubDate>Thu, 18 Jun 2009 17:58:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Massimo Rabbi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[L&#8217;esperto di sicurezza Robert &#8220;RSnake&#8221; Hansen ha rilasciato un tool in grado di mettere ko anche i web server più &#8220;grossi&#8221; usando un semplice PC connesso a Internet. &#8220;Slowloris&#8221; non sfrutta particolari vulnerabilità, ma utilizza invece una feature del protocollo HTTP nota come &#8220;richieste HTTP parziali&#8221;. I client infatti non sono costretti a forwardare l&#8217;intero [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>L&#8217;esperto di sicurezza Robert &#8220;RSnake&#8221; Hansen ha rilasciato un tool in grado di mettere ko anche i web server più &#8220;grossi&#8221; usando un semplice PC connesso a Internet.<br />
&#8220;Slowloris&#8221; non sfrutta particolari vulnerabilità, ma utilizza invece una feature del protocollo HTTP nota come &#8220;richieste HTTP parziali&#8221;.<br />
I client infatti non sono costretti a forwardare l&#8217;intero contenuto di una GET o una POST in un solo passaggio, possono suddividerlo in un certo numero di query HTTP.</p>
<p>A seconda di come è configurato il web server, la prima richiesta può quindi fare in modo che vengano mantenute delle risorse per la response in attesa che venga completata l&#8217;intera request.<br />
I web server vulnerabili a questa sorta di &#8220;freno a mano&#8221; remoto sono stranamente proprio quelli che implementano strategie per evitare gli overload, per esempio, consentendo solo un determinato numero di richieste HTTP parallele.<br />
Stando a quanto dichiarato da Hansen fra questi Apache Server 1.x e 2.x, dhttpd, GoAhead WebServer e Squid. Non vulnerabili al problema IIS6.0, IIS7.0 e lighttpd.<br />
I web server possono essere protetti mediante l&#8217;utilizzo di load balancers come Perlbal o web applications firewall che forwardino in maniera completa le richieste HTTP al server.<br />
In caso di attacchi improvvisi, il problema può essere &#8220;mitigato&#8221;, semplicemente riducendo il parametro di time-out per le richieste http.</p>
<p>RIFERIMENTI:<br />
    * <a href="http://www.h-online.com/security/Remote-handbrake-for-web-servers--/news/113564">Remote handbrake for web server</a>s by Heise Security<br />
    * <a href="http://ha.ckers.org/slowloris/">Slowloris HTTP DoS</a>, an explanation of the Slowloris concept from RSnake.</p>
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		<title>Luglio sarà il &#8220;Mese dei bug di Twitter&#8221;</title>
		<link>http://www.securnetwork.net/2009/06/16/luglio-sara-il-mese-dei-bug-di-twitter/</link>
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		<pubDate>Tue, 16 Jun 2009 20:02:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Massimo Rabbi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[L&#8217;esperto di sicurezza Aviv Raff ha nominato il mese di luglio come &#8220;Month of Twitter Bugs&#8221; (MoTB). Lo scopo è quello di pubblicare i dettagli di una vulnerabilità al giorno, legata all&#8217;uso delle API di Twitter. Le API consentono ai normali utenti di configurare, gestire e interrogare lo stato del proprio account mediante richieste http. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>L&#8217;esperto di sicurezza Aviv Raff ha nominato il mese di luglio come &#8220;Month of Twitter Bugs&#8221; (MoTB).<br />
Lo scopo è quello di pubblicare i dettagli di una vulnerabilità al giorno, legata all&#8217;uso delle API di Twitter.<br />
Le API consentono ai normali utenti di configurare, gestire e interrogare lo stato del proprio account mediante richieste http.<br />
Raff ha infatti già fatto notare come sia possibile sfruttare le API che interrogano twitpic.com (servizio immagini di Twitter) per diffondere worms.</p>
<p>Volendo essere precisi non ci sono vere e proprie vulnerabilità nelle API di Twitter: si tratta invece di implementazioni errate o poco attente delle API di querying da parte di terzi.<br />
Raff afferma di aver già individuato un numero di bug nei servizi di terze parti (che usano le API Twitter) tale da &#8220;riempire&#8221; tutto il mese di segnalazioni.<br />
Detto questo è comunque disponibile a ricevere notifiche da parte di qualunque sviluppatore o appassionato che abbia scoperto qualche falla.<br />
Lo scopo dell&#8217;iniziativa è sensibilizzare circa i potenziali problemi derivanti da uso non accorto delle API Twitter, ma in generale di API Web 2.0 generiche.<br />
Vista comunque la possibilità di diffondere worms utilizzando queste vulnerabilità Raff ha deciso di dare 24 ore di &#8220;pre-avviso&#8221; agli operatori Twitter e sviluppatori interessati ogni qualvolta verrà rilasciato un report.<br />
Bisognerà vedere se i fix riusciranno ad essere rilasciati in così poco tempo.</p>
<p>Il &#8220;Month of Twitter Bugs&#8221; prosegue la serie di iniziative simili che ha visto in precedenza i vari&#8221;Month of Browser Bugs&#8221;, &#8220;Month of Apple Bugs&#8221;, &#8220;Month of PHP Bugs&#8221; e &#8220;Month of Kernel Bugs&#8221;.<br />
Il &#8220;Month of Java Bugs&#8221; si è invece rivelato, almeno per ora, un pesce d&#8217;aprile.</p>
<p>FONTE: <a href="http://www.h-online.com/security/July-to-be-the-Month-of-Twitter-Bugs--/news/113542">July to be the &#8220;Month of Twitter Bugs&#8221;</a> by Heise Security</p>
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		<title>Web Application Security blog</title>
		<link>http://www.securnetwork.net/2009/05/27/web-security-blog/</link>
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		<pubDate>Wed, 27 May 2009 15:56:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Massimo Rabbi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Per tutti gli appassionati di Web Application Security, segnalo questo blog che ha aperto i battenti giusto la settimana scorsa. Si tratta del SANS Web Application Security blog: http://blog.appsecstreetfighter.com/ Gli autori sono Johannes Ullrich and Jason Lam, gestori dell&#8217;ISC (Internet Storm Center), oltre ad altri istruttori certificati SANS.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Per tutti gli appassionati di Web Application Security, segnalo questo blog che ha aperto i battenti giusto la settimana scorsa.<br />
Si tratta del SANS Web Application Security blog: <a href="http://blog.appsecstreetfighter.com/">http://blog.appsecstreetfighter.com/</a><br />
Gli autori sono Johannes Ullrich and Jason Lam, gestori dell&#8217;ISC (<a href="http://isc.sans.org/">Internet Storm Center</a>), oltre ad altri istruttori certificati <a href="http://www.sans.org/">SANS</a>.</p>
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		<title>Adobe contro SourceForge e rtmpdump</title>
		<link>http://www.securnetwork.net/2009/05/26/adobe-contro-sourceforge-e-rtmpdump/</link>
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		<pubDate>Tue, 26 May 2009 18:14:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Massimo Rabbi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[SourceForge, uno tra i piu&#8217; famosi hoster per progetti opensource, ha rimosso dal proprio network le pagine riguardanti il software di stream-recording rtmpdump. Tutto questo a seguito dell&#8217;ultimatum di Adobe, che era già pronta a passare alle vie legali. Il programma utilizza il Real-Time Messaging Protocolo (RTMP) per registrare non solo semplici media Flash, ma [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>SourceForge, uno tra i piu&#8217; famosi hoster per progetti opensource, ha rimosso dal proprio network le pagine riguardanti il software di stream-recording rtmpdump.<br />
Tutto questo a seguito dell&#8217;<a href="http://www.chillingeffects.org/anticircumvention/notice.cgi?NoticeID=25159">ultimatum</a> di Adobe, che era già pronta a passare alle vie legali.<br />
Il programma utilizza il Real-Time Messaging Protocolo (<a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Real_Time_Messaging_Protocol">RTMP</a>) per registrare non solo semplici media Flash, ma anche stream criptati.<br />
Adobe ha aggiunto un sistema di crittografia al proprio protocollo proprietario con l&#8217;introduzione di Flash Media Server 3, al fine di impedire la registrazione e il download &#8220;selvaggio&#8221; dei contenuti flash.<br />
Il protocollo RTMPE (RMTP encrypted) è stato ideato proprio a questo scopo.</p>
<p>Dopo essersi accorta che la sua protezione può essere scavalcata dal supporto RTMPE integrato in rtmpdump, ha fatto partire un avviso &#8220;cease-and-desist&#8221;, invocando il Digital Millennium Copyright Act (<a href="http://en.wikipedia.org/wiki/DMCA">DMCA</a>) per impedire la distribuzione del software.<br />
Una <a href="http://lkcl.net/rtmp/RTMPE.txt">analisi del RTMPE</a> pubblicata di recente giunge alla conclusione che, nonostante l&#8217;algoritmo utilizzi un modello di sicurezza end-to-end simile al protocollo SSL, a differenza di questo non fornisce alcuna sicurezza o autenticazione di sorta.<br />
Non viene utilizzata da nessuna parte una chiave segreta, una password o una pass-phrase per cifrare/decifrare il contenuto.<br />
Il processo di verifica necessita semplicemente dell&#8217;SWFHash (hash di 32 bytes), della dimensione del file SWF, e degli ultimi 32 bytes della prima risposta del server.<br />
Alla luce di questo sembra alquanto strano che Adobe invochi il DMCA per classificare questa situazione come un tentativo di aggirare un meccanismo di protezione delle copie.</p>
<p>Di certo tutto ciò non pone in buona luce Adobe di fronte ai suoi clienti,network televisivi e studios cinematografici in primis.<br />
L&#8217;uso del protocollo RTMPE per la distribuzione di contenuti DRM-protected è diventato sempre più diffuso infatti.<br />
Nel contempo si segnala <a href="http://linuxcentre.net/getiplayer/download/">flvstreamer</a>, una versione &#8220;ridotta&#8221; di rtmpdump, che non include il supporto RTMPE. </p>
<p>RIFERIMENTI:<br />
<a href="http://www.h-online.com/open/Adobe-acts-against-Flash-video-stream-recorder--/news/113370">Adobe acts against Flash video stream recorder</a>, by Heise OpenSource</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Parameter pollution: un nuovo modo di attaccare le web applications</title>
		<link>http://www.securnetwork.net/2009/05/20/parameter-pollution-un-nuovo-modo-di-attaccare-le-web-applications/</link>
		<comments>http://www.securnetwork.net/2009/05/20/parameter-pollution-un-nuovo-modo-di-attaccare-le-web-applications/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 20 May 2009 17:41:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Massimo Rabbi</dc:creator>
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		<category><![CDATA[hpp]]></category>
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		<description><![CDATA[All&#8217;ultima conferenza OWASP, gli esperti di sicurezza italiani Luca Carettoni e Stefano Di Paola hanno dimostrato un nuovo modo di manipolare le web applications e ingannare i classici meccanismi di sicurezza: HTTP Parameter Pollution (HPP). Questa forma di attacco consiste nell&#8217;inviare parametri in GET o POST in forma o ordine &#8220;anomalo&#8221;, o usando caratteri delimitatori [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>All&#8217;ultima conferenza OWASP, gli esperti di sicurezza italiani Luca Carettoni e Stefano Di Paola <a href="http://www.owasp.org/images/b/ba/AppsecEU09_CarettoniDiPaola_v0.8.pdf">hanno dimostrato</a> un nuovo modo di manipolare le web applications e ingannare i classici meccanismi di sicurezza: HTTP Parameter Pollution (HPP).<br />
Questa forma di attacco consiste nell&#8217;inviare parametri in GET o POST in forma o ordine &#8220;anomalo&#8221;, o usando caratteri delimitatori strani.<br />
Una richiesta del tipo:<br />
<code>GET /foo?par1=val1&#038;par2=val2 HTTP/1.1</code><br />
verrà processata in maniera classica, mentre questa:<br />
<code>GET /foo?par1=val1&#038;par1=val2 HTTP/1.1</code><br />
con due occorrenze dello stesso parametro par1 è suscettibile a varie interpretazioni, a seconda della routine di parsing dell&#8217;application/web server destinatario.</p>
<p>Stando a Carettoni e Di Paola, questo può causare comportamenti anomali e indesiderati, oltre a prestarsi a potenziali attacchi di sicurezza.<br />
Gli stessi WAFs (Web Application Firewalls) e i moduli di sicurezza dei server sarebbero vulnerabili ad attacchi di tipo HPP.<br />
Mentre il modulo Apache&#8217;s ModSecurity è infatti in grado di riconoscere un attacco SQL-injection come questo:<br />
<code>/index.aspx?page=select 1,2,3 from table where id=1</code><br />
non è in grado di inviduare quest&#8217;altro:<br />
<code>/index.aspx?page=select 1&#038;page=2,3 from table where id=1</code><br />
La tecnica HPP potrebbe altresì essere usata per lanciare attacchi di tipo Cross-Site-Scripting (XSS) a danno dei vari web browsers.<br />
Il filtro anti-XSS di Internet Explorer 8 è infatti tra i componenti vulnerabili.</p>
<p>Carettoni e Di Paola come &#8220;rimedio&#8221; consigliano un filtering appropriato e rigoroso dei parametri oltre all&#8217;uso dell&#8217;URL encoding. Suggerito anche l&#8217;uso di un URL rewriting che utilizzi espressioni regolari &#8220;sicure&#8221;.</p>
<p>RIFERIMENTI:<br />
- <a href="http://www.h-online.com/security/New-type-of-attack-on-web-applications-Parameter-Pollution--/news/113333">New type of attack on web applications: Parameter Pollution</a>, by Heise Security</p>
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		<title>Aggiornamento di sicurezza per SquirrelMail</title>
		<link>http://www.securnetwork.net/2009/05/13/aggiornamento-di-sicurezza-per-squirrelmail/</link>
		<comments>http://www.securnetwork.net/2009/05/13/aggiornamento-di-sicurezza-per-squirrelmail/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 13 May 2009 21:24:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Massimo Rabbi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Gli sviluppatori SquirrelMail ha annunciato il rilascio della versione 1.4.18 del loro webmail frontend opensource. Gli update risolvono numerosi problemi di sicurezza, incluse vulnerabilità di tipo XSS (cross-site scripting) e un fix sulla gestione delle sessioni che consentiva di &#8220;rubare&#8221; le credenziali di login di un utente. Patchata anche la possibilità eseguire codice server-side: non [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Gli sviluppatori SquirrelMail ha annunciato il rilascio della versione 1.4.18 del loro webmail frontend opensource.<br />
Gli update risolvono numerosi problemi di sicurezza, incluse vulnerabilità di tipo XSS (cross-site scripting) e un fix sulla gestione delle sessioni che consentiva di &#8220;rubare&#8221; le credenziali di login di un utente.<br />
Patchata anche la possibilità eseguire codice server-side: non ci sono molti dettagli a riguardo.<br />
Aggiunti il supporto per tre nuove lingue e miglioramenti ai meccanismi dei filtri e della rubrica.</p>
<p>Link per effettuare il <a href="http://squirrelmail.org/download.php">download della nuova versione 1.4.18</a>.</p>
<p>Riferimenti:<br />
  &#8211; <a href="http://www.h-online.com/security/Security-Update-for-SquirrelMail--/news/113276">Security Update for SquirrelMail</a>, by Heise Security</p>
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		<item>
		<title>Processi separati per le future versioni di Firefox</title>
		<link>http://www.securnetwork.net/2009/05/08/processi-separati-per-le-future-versioni-di-firefox/</link>
		<comments>http://www.securnetwork.net/2009/05/08/processi-separati-per-le-future-versioni-di-firefox/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 08 May 2009 21:44:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Massimo Rabbi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Secondo quanto riportato sul wiki di Mozilla, le prossime versioni di Firefox utilizzeranno due processi distinti per interfaccia grafica e gestione dei contenuti web delle pagine. A differenza di Google Chrome e Internet Explorer 8, i tab non avranno processi dedicati: questa modifica è &#8220;prevista&#8221; molto più avanti nel tempo. Gli sviluppatori Mozilla affermano che [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Secondo quanto riportato sul <a href="https://wiki.mozilla.org/Content_Processes">wiki di Mozilla</a>, le prossime versioni di Firefox utilizzeranno due processi distinti per interfaccia grafica e gestione dei contenuti web delle pagine.<br />
A differenza di Google Chrome e Internet Explorer 8, i tab non avranno processi dedicati: questa modifica è &#8220;prevista&#8221; molto più avanti nel tempo.</p>
<p>Gli sviluppatori Mozilla affermano che i vantaggi saranno tutti in performance e stabilità: utilizzare processi separati per l&#8217;UI e per i contenuti consentirà di avere un browser che non si blocca quando ci sono problemi con un sito web. Le versioni attuali di Firefox sono costituite da un unico processo.<br />
Un&#8217;anteprima semi-funzionante del browser è prevista per metà luglio, seguita dal rilascio della maggior parte del codice per l&#8217;inizio di Novembre assieme a tweaks su performace e stabilità.<br />
Ignota invece la data di un rilascio finale.</p>
<p>Mozilla sta altresì prendendo in considerazione l&#8217;idea di utilizzare lo stack di rete &#8220;preso&#8221; da <a href="http://code.google.com/chromium/">Chromium</a> per rimpiazzare <a href="http://www.mozilla.org/projects/netlib/">Necko</a>, la loro libreria di rete.</p>
<p>RIFERIMENTI:<br />
- <a href="http://www.h-online.com/open/Future-Firefox-to-run-separate-processes--/news/113246">Future Firefox to run separate processes</a>, by Heise Open Source</p>
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		<item>
		<title>Twitter conferma di essere stato &#8220;bucato&#8221;</title>
		<link>http://www.securnetwork.net/2009/05/02/twitter-conferma-di-essere-stato-bucato/</link>
		<comments>http://www.securnetwork.net/2009/05/02/twitter-conferma-di-essere-stato-bucato/#comments</comments>
		<pubDate>Sat, 02 May 2009 10:19:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Massimo Rabbi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Twitter ha definitivamente confermato che si è verificato un accesso non autorizzato alla sua interfaccia amministrativa. Il blog francese Korben ha pubblicato gli screen-shots in cui vengono mostrati i dettagli degli account appartenenti a Ashton Kutcher, Lily Allen, Britney Spears e Barack Obama. Nelle immagini si vedono statistiche di accesso, indirizzi email, block lists ma [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Twitter ha definitivamente confermato che si è verificato un accesso non autorizzato alla sua interfaccia amministrativa.<br />
Il blog francese Korben ha pubblicato gli screen-shots in cui vengono mostrati i dettagli degli account appartenenti a Ashton Kutcher, Lily Allen, Britney Spears e Barack Obama.<br />
Nelle immagini si vedono statistiche di accesso, indirizzi email, block lists ma non le password.</p>
<p>Stando a quando dichiarato da Graham Cluley di Sophos, il cracker avrebbe avuto accesso all&#8217;interfaccia di admin dopo aver indovinato la &#8220;domanda segreta&#8221; dell&#8217;account email di un impiegato di Twitter.<br />
Questo gli ha cosi&#8217; consentito di resettare la password e di individuare le credenziali di login dell&#8217;impiegato nella casella di posta.<br />
Twitter afferma, dopo aver esaminato l&#8217;accaduto, che solamente dieci account personali sono stati &#8220;violati&#8221;. In ogni caso non sono state modificate le password o consultati i messaggi personali.<br />
Verrà ora condotto un audit più approfondito di tutti i sistemi interni e verranno adottate ulteriori misure di sicurezza contro tentativi di intrusione.</p>
<p>RIFERIMENTI:<br />
- <a href="http://www.korben.info/twitter-vu-de-linterieur-interface-admin-piratee.html">Twitter vu de l’intérieur &#8211; Interface admin piratée !</a>, Korben blog<br />
- <a href="http://www.h-online.com/security/Twitter-confirms-security-breach--/news/113194">Twitter confirms security breach</a>, by Heise Security</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Ricercatori tedeschi sviluppano un network scanner per individuare Conficker</title>
		<link>http://www.securnetwork.net/2009/03/31/ricercatori-tedeschi-sviluppano-un-network-scanner-per-individuare-conficker/</link>
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		<pubDate>Tue, 31 Mar 2009 20:36:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Massimo Rabbi</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Virus & Spyware]]></category>

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		<description><![CDATA[Felix Leder e Tillmann Werner dell&#8217;università di Bonn hanno analizzato il worm Conficker e hanno scoperto che cambia il modo in cui Windows risponde ad alcune chiamate di sistema. Questa caratteristica puo&#8217; quindi essere sfrutta per individuare in maniera remota i sistemi che sono stati infettati dal worm. In particolare invocando la funzione NetpwPathCanonicalize(), che [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Felix Leder e Tillmann Werner dell&#8217;università di Bonn hanno analizzato il worm Conficker e hanno scoperto che cambia il modo in cui Windows risponde ad alcune chiamate di sistema.<br />
Questa caratteristica puo&#8217; quindi essere sfrutta per individuare in maniera remota i sistemi che sono stati infettati dal worm.</p>
<p>In particolare invocando la funzione NetpwPathCanonicalize(), che contiene la vulnerabilità attraverso cui il worm si diffonde.<br />
Quando la macchina è infetta, Conficker intercetta e gestisce le chiamate a questa funzione, modificando in alcuni casi le risposte.<br />
Affinchè questo test abbia successo è necessario che la porta TCP 445 sia accessibile.<br />
Tipicamente questa porta non è accessibile (e non dovrebbe esserlo) attraverso da Internet.</p>
<p><img src="http://www.securnetwork.net/img_blog/conficker_worm.png" alt="Conficker worm NetpathCanonicalize function" /></p>
<p>Leder e Werner hanno realizzato uno scanner per dimostrare la veridicità di quanto scoperto.<br />
In collaborazione con Dan Kaminsky, hanno inoltrato l&#8217;informazione al <a href="http://www.confickerworkinggroup.org/">Conficker Working Group</a> e altri esperti di sicurezza.<br />
In questo i tool di scansione disporranno presto di questa funzionalità: in particolare Kaminsky ha annunciato estensioni per nmap, Tenable (Nessus), McAfee/Foundstone, ncircle e Qualys.<br />
A quanto pare domani 1 aprile Conficker.C scaricherà da Internet degli aggiornamenti al proprio codice.<br />
Gli effetti di questi updates non sono al momento conosciuti.<br />
Attualmente molti produttori anti-virus offrono tools specifici per rimuovere Conficker.<br />
In ogni caso la soluzione migliore per un sistema infetto è la reinstallazione del sistema operativo e l&#8217;eventuale ripristino di una copia &#8220;pulita&#8221; dei dati di backup.</p>
<p>RIFERIMENTI:<br />
    * <a href="http://www.h-online.com/security/German-researchers-develop-network-scan-for-Conficker-worm--/news/112963">German researchers develop network scan for Conficker worm</a>, by Heise Security<br />
    * <a href="http://honeynet.org/node/388">Detecting Conficker</a>, announcement from the Honeynet Project.<br />
    * <a href="http://iv.cs.uni-bonn.de/uploads/media/scs.zip">Scanner download</a>, a ZIP file.</p>
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		</item>
		<item>
		<title>Disponibile Firefox 3.0.8</title>
		<link>http://www.securnetwork.net/2009/03/28/disponibile-firefox-308/</link>
		<comments>http://www.securnetwork.net/2009/03/28/disponibile-firefox-308/#comments</comments>
		<pubDate>Sat, 28 Mar 2009 10:59:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Massimo Rabbi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Mozilla ha rilasciato la versione 3.0.8 di Firefox. L&#8217;aggiornamento, annunciato martedi&#8217;, era previsto per la settimana prossima, ma il pericolosissimo bug scoperto nei giorni scorsi (e relativo exploit) ha costretto a rilasciare in anticipo l&#8217;update. Gli aggiornamenti sono disponibili per le piattaforme Windows, Mac OS X e Linux, e fixano due vulnerabilità. Uno è per [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Mozilla ha rilasciato la versione 3.0.8 di Firefox.<br />
L&#8217;aggiornamento, annunciato martedi&#8217;, era previsto per la settimana prossima, ma il pericolosissimo bug scoperto nei giorni scorsi (e <a href="http://milw0rm.com/exploits/8285">relativo exploit</a>) ha costretto a rilasciare in anticipo l&#8217;update.</p>
<p>Gli aggiornamenti sono disponibili per le piattaforme Windows, Mac OS X e Linux, e fixano due vulnerabilità.<br />
Uno è per l&#8217;appunto il problema legato al <a href="http://www.mozilla.org/security/announce/2009/mfsa2009-12.html">parsing XSL</a>, scoperto da Guido Landi e precedentemente segnalato da un utente della comunità Ubuntu come problema di stabilità.<br />
L&#8217;<a href="http://www.mozilla.org/security/announce/2009/mfsa2009-13.html">altra vulnerabilità</a> riguarda la possibilità di eseguire codice, legata ad un bug del metodo XUL <em>tree</em>. Questo bug è stato reso noto da Nils al <a href="http://www.h-online.com/security/Pwn2Own-2009-Safari-IE-8-and-Firefox-exploited--/news/112889">Pwn2Own 2009</a>.</p>
<p>Disponibili le <a href="http://en-us.www.mozilla.com/en-US/firefox/3.0.8/releasenotes/#">Release Notes</a> di Firefox 3.0.8.</p>
<p>RIFERIMENTI:<br />
- <a href="http://www.h-online.com/security/Firefox-3-0-8-now-available--/news/112952">Firefox 3.0.8 now available</a>, by Heise Security</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>SWFScan: security tool gratuito da HP per gli sviluppatori Flash</title>
		<link>http://www.securnetwork.net/2009/03/24/swfscan-security-tool-gratuito-da-hp-per-gli-sviluppatori-flash/</link>
		<comments>http://www.securnetwork.net/2009/03/24/swfscan-security-tool-gratuito-da-hp-per-gli-sviluppatori-flash/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 24 Mar 2009 00:05:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Massimo Rabbi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Hewlett-Packard ha reso disponibile un tool free per individuare problemi di sicurezza nelle applicazioni Flash. SWFScan è infatti un tool per sistemi Windows dedicato a tutti quegli sviluppatori Flash interessati a rendere più sicure le proprie realizzazioni in Flash. Il software una volta preso in input l&#8217;SWF da analizzare è in grado di decompilare il [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Hewlett-Packard ha <a href="http://www.communities.hp.com/securitysoftware/blogs/spilabs/archive/2009/03/20/exposing-flash-application-vulnerabilities-with-swfscan.aspx">reso disponibile</a> un tool free per individuare problemi di sicurezza nelle applicazioni Flash.<br />
<a href="https://h30406.www3.hp.com/campaigns/2009/wwcampaign/1-5TUVE/index.php?key=swf&#038;jumpid=go/swfscan">SWFScan</a> è infatti un tool per sistemi Windows dedicato a tutti quegli sviluppatori Flash interessati a rendere più sicure le proprie realizzazioni in Flash.</p>
<p>Il software una volta preso in input l&#8217;SWF da analizzare è in grado di decompilare il bytecode ActionScript 2/3 in codice sorgente originale, permettendone la scansione, alla ricerca di oltre 60 vulnerabilità conosciute.<br />
Il tool è in grado di controllare svariati tipi di vulnerabilità, inclusi problemi di escalation di privilegi cross-domain, cross-site scripting (XSS) e altri leak nella sicurezza di informazioni confidenziali.<br />
A tutto questo si aggiunge un check con le &#8220;best practices&#8221; di Adobe in fatto di sicurezza.</p>
<p>Stando a quanto riferito da Billy Hoffman, manager dell&#8217;<a href="http://www.communities.hp.com/securitysoftware/blogs/default.aspx?GroupID=21">HP Web Security Research Group</a>, durante la fase di testing, gli autori hanno scaricato e scansionato col tool oltre 4000 applicazioni Flash in giro per la rete.<br />
All&#8217;incirca il 35% di queste viola alcune delle security best practices di Adobe.<br />
Dati sensibili come chiavi di crittazione, username e password sono spesso memorizzate nel codice Flash client-side.<br />
Inoltre su 250 applicazioni con un form di login, ben il 15% conteneva username e password hard-coded.<br />
E&#8217; disponibile <a href="http://h30423.www3.hp.com/index.jsp?fr_story=3a98c704f7ef61299c19ef1f648f1acb1a5aeab8&#038;rf=bm">un video</a> che dimostra come questi tipi di vulnerabilità in applicativi Flash possono essere sfruttati.</p>
<p>Il tool supporta tutte le versioni pubbliche di Flash e include delle funzionalità in grado di identificare e evidenziare pratiche di programmazione non sicura, suggerendo di volta in volta le best practices.<br />
SWFScan consente agli sviluppatori di fare auditing anche su applicazioni di terze parti, senza avere accesso ai sorgenti originali.<br />
Maggiori informazioni si possono trovare sulla pagina delle <a href="http://www.communities.hp.com/securitysoftware/blogs/spilabs/archive/2009/03/20/hp-swfscan-faq.aspx">FAQ di SWFScan</a>.</p>
<p>RIFERIMENTI:<br />
- <a href="http://www.h-online.com/security/HP-publishes-free-security-tool-for-Flash-developers--/news/112911">HP publishes free security tool for Flash developers</a>, by Heise Security<br />
- <a href="http://www.adobe.com/devnet/flashplayer/articles/secure_swf_apps.html">Creating more secure SWF web applications</a>, report from Adobe.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.securnetwork.net/2009/03/24/swfscan-security-tool-gratuito-da-hp-per-gli-sviluppatori-flash/feed/</wfw:commentRss>
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		<item>
		<title>Rilasciato PHP 5.2.9</title>
		<link>http://www.securnetwork.net/2009/02/28/rilasciato-php-529/</link>
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		<pubDate>Sat, 28 Feb 2009 13:08:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Massimo Rabbi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il team di sviluppo di PHP ha rilasciato la nuova versione 5.2.9 includendo oltre 50 bug fixes e alcune patches di sicurezza. In particolar modo la funzione imagerotate() non effettuava in maniera corretta la validazione dei colori, dando cosi&#8217; modo ad un potenziale attaccante di leggere in maniera arbitraria la memoria e di accedere a [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il team di sviluppo di PHP ha rilasciato la nuova versione 5.2.9 includendo oltre 50 bug fixes e alcune patches di sicurezza.<br />
In particolar modo la funzione <em>imagerotate()</em> non effettuava in maniera corretta la validazione dei colori, dando cosi&#8217; modo ad un potenziale attaccante di leggere in maniera arbitraria la memoria e di accedere a informazioni sensibili.<br />
Altamente consigliato l&#8217;upgrade alla nuova release.</p>
<p>Riferimenti:<br />
- <a href="http://www.php.net/releases/5_2_9.php">PHP 5.2.9 Release Announcement</a><br />
- <a href="http://www.h-online.com/security/PHP-5-2-9-published--/news/112741">PHP 5.2.9 published</a>, by Heise Security</p>
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		<title>SQL Injection: chiusa vulnerabilità per ProFTPD</title>
		<link>http://www.securnetwork.net/2009/02/12/sql-injection-chiusa-vulnerabilita-per-proftpd/</link>
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		<pubDate>Thu, 12 Feb 2009 18:33:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Massimo Rabbi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[E&#8217; già in circolazione un exploit che sfrutta una recente vulnerabilità scoperta in ProFTPD 1.3.1. Stando all&#8217;Internet Storm Center, sarebbero già cominciati i primi tentativi di sfruttare la vulnerabilità per ottenere l&#8217;accesso a server ftp in giro per il web. La falla riguarda i moduli mod_sql_mysql e mod_sql_postgres utilizzati da coloro che hanno abilitato l&#8217;autenticazione [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>E&#8217; già in circolazione un <a href="http://www.securityfocus.com/archive/1/500851/30/0/threaded">exploit</a> che sfrutta una recente vulnerabilità scoperta in ProFTPD 1.3.1.<br />
Stando all&#8217;Internet Storm Center, sarebbero già <a href="http://isc.sans.org/diary.html?storyid=5845">cominciati</a> i primi tentativi di sfruttare la vulnerabilità per ottenere l&#8217;accesso a server ftp in giro per il web.</p>
<p>La falla riguarda i moduli mod_sql_mysql e mod_sql_postgres utilizzati da coloro che hanno abilitato l&#8217;autenticazione degli utenti da database SQL.<br />
L&#8217;attacco è di tipo SQL injection: mediante username e passwords &#8220;creati&#8221; usando caratteri multi-byte  è possibile bypassare i metodi di &#8220;string escaping&#8221; e eseguire codice SQL.<br />
Questo puo&#8217; consentire di rilevare ad esempio la lista degli utenti o addirittura di effettuare un reset delle passwords.<br />
Tutte quelle installazioni che usano un&#8217;autenticazione utente basata sul s.o. non corrono alcun rischio.</p>
<p>La versione 1.3.2 che corregge il problema è già disponibile.<br />
A breve dovrebbe essere rilasciata anche una patch per le versioni 1.3.1.<br />
A ruota dovrebbe seguire gli aggiornamenti automatici forniti da tutte le maggiori distribuzioni Linux.</p>
<p>Riferimenti:<br />
- <a href="http://bugs.proftpd.org/show_bug.cgi?id=3173">Encoding-dependent SQL injection vulnerability</a>, ProFTPD bug report with patch.<br />
- <a href="http://www.heise-online.co.uk/security/SQL-injection-vulnerability-in-ProFTPD-closed--/news/112632">SQL injection vulnerability in ProFTPD closed</a>, by Heise Security</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Google Calendar Phishing: il ritorno!</title>
		<link>http://www.securnetwork.net/2008/12/29/google-calendar-phishing-il-ritorno/</link>
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		<pubDate>Mon, 29 Dec 2008 20:11:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Massimo Rabbi</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Sicurezza]]></category>

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		<description><![CDATA[Graham Cluley di Sophos, nel suo blog avverte i lettori del ritorno di attacchi di phishing mediante Google Calendar. Originariamente scoperto questa estate, il fenomeno riguarda l&#8217;uso di inviti ad eventi attraverso Google Calendar con la classica domanda del &#8220;verifica il tuo account&#8221;. Agli utenti viene infatti chiesto per accettare l&#8217;invito di confermare la loro [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Graham Cluley di Sophos, nel suo blog avverte i lettori del ritorno di attacchi di phishing mediante Google Calendar.<br />
Originariamente scoperto questa estate, il fenomeno riguarda l&#8217;uso di inviti ad eventi attraverso Google Calendar con la classica domanda del &#8220;verifica il tuo account&#8221;.<br />
Agli utenti viene infatti chiesto per accettare l&#8217;invito di confermare la loro username, password e data di nascita.</p>
<p>I tentativi di phishing sembrano provenire da account email del tipo:<br />
<code>customerserviceXXXX@gmail.com</code><br />
dove XXXX è un numero di 4 cifre.<br />
Una volta cliccato, agli utenti viene presentata una vera pagina di evento Google Calendar che contiene numerosi errori grammaticali.<br />
Il contenuto è simile a questo &#8220;we are having congestions due to the anonymous registration of Gmail accounts so we are shutting down some Gmail accounts&#8221;. Dopo di che viene richiesto di confermare le proprie credenziali.</p>
<p><img src="http://www.sophos.com/images/blogs/gc/2008/12/googlecal-1.jpg" alt="Google Calendar Phishing" /></p>
<p>Informazioni aggiuntive:<br />
- <a href="http://www.heise-online.co.uk/security/Google-Calendar-Phishing-returns--/news/112318">Google Calendar Phishing returns</a>, by Heise Security<br />
- <a href="http://www.sophos.com/blogs/gc/g/2008/12/29/phishing-google-calendar/">Phishing with Google Calendar</a>, Graham Cluley&#8217;s blog</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Problemi di sicurezza per numerosi antivirus</title>
		<link>http://www.securnetwork.net/2008/12/22/problemi-di-sicurezza-per-numerosi-antivirus/</link>
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		<pubDate>Mon, 22 Dec 2008 13:04:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Massimo Rabbi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Secunia e IVIZ Techno hanno pubblicato degli advisories riguardanti alcuni virus scanners. Un controllo ActiveX vulnerabile dello scanner online Trend Micro HouseCall puo’ consentire di infettare un pc semplicemente visitando un sito web malevole. Il problema è stato riscontrato nelle versioni House Call 6.51.0.1028 e 6.6.0.1278. Gli utenti dovrebbero rimuovere il file Housecall_ActiveX.dll e visitare [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Secunia e IVIZ Techno hanno pubblicato degli advisories riguardanti alcuni virus scanners.<br />
Un controllo ActiveX vulnerabile dello scanner online Trend Micro HouseCall puo’ consentire di infettare un pc semplicemente visitando un sito web malevole.<br />
Il problema è stato riscontrato nelle versioni House Call 6.51.0.1028 e 6.6.0.1278.<br />
Gli utenti dovrebbero rimuovere il file Housecall_ActiveX.dll e visitare nuovamente il sito web House Call cosi’ da installare la versione piu’ recente 6.6.0.1285.</p>
<p>ESET Smart Suite per Windows è invece interessata da un problema riguardante il driver epfw.sys: sarebbe possibile ottenere i privilegi di sistema utilizzando particolari richieste IOCTL.<br />
E’ già stato rilasciato un aggiornamento che fixa il problema.</p>
<p>Per quanto riguarda AVG per Linux è stata riscontrata una falla nel parsing dei pacchetti UPX che potenzialmente puo’ essere usata per code injection exploits.<br />
La versione interessata è la 7.5.51 e non c’è alcuna patch disponibile al momento.<br />
Problemi anche per la versione linux di BitDefender che soffre di integer overflows in fase di analisi di binari PE corrotti compressi con i packers Neolite o ASProtect.<br />
In questo caso pero’ la casa madre ha già fixato il problema nelle versioni successive alla 7.6.0825.<br />
Sempre in ambito Linux problemi di crash per Sophos SAVScan 4.33.0 che nella scansione di alcuni tipi di file compressi (con i packers Armadillo, ASProtect, asprotectSKE, CAB).<br />
A quanto pare sono stati risolti i problemi con i file .CAB ma non con gli altri.<br />
A chiudere la lista una vulnerabilità in Avast per Linux v1.0.8 (trial) già eliminata nelle successive (disponibile per il download la 1.2.0).</p>
<p>Ulteriori informazioni:<br />
- <a href="http://www.heise-online.co.uk/security/Vulnerabilities-in-several-virus-scanners--/news/112301">Vulnerabilities in several virus scanners</a> by Heise Security<br />
- <a href="http://secunia.com/secunia_research/2008-34/">Trend Micro HouseCall &#8220;notifyOnLoadNative()&#8221; Vulnerability</a>, Secunia advisory<br />
- <a href="http://www.ivizsecurity.com/security-advisory-iviz-sr-08012.html">Bitdefender antivirus for Linux multiple vulnerabilities</a>, iViZ advisory<br />
- <a href="http://www.ntinternals.org/ntiadv0807/ntiadv0807.html">ESET Smart Security (epfw.sys) Privilege Escalation Vulnerability</a>, NT Internals advisory<br />
- <a href="http://www.sophos.com/support/knowledgebase/article/50611.html">Sophos Anti-Virus fuzzed CAB archive vulnerability reported</a>; Sophos advisory<br />
- <a href="http://www.ivizsecurity.com/security-advisory-iviz-sr-08015.html">Sophos Antivirus for Linux</a>, iViZ advisory<br />
- <a href="http://www.ivizsecurity.com/security-advisory-iviz-sr-08014.html">AVG antivirus for Linux</a>, iViZ advisory<br />
- <a href="http://www.ivizsecurity.com/security-advisory-iviz-sr-08013.html">Avast antivirus for Linux multiple vulnerabilities</a>, iViZ advisory</p>
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		<title>Lo staff di Verizon sbircia tra le chiamate di Obama</title>
		<link>http://www.securnetwork.net/2008/11/24/lo-staff-di-verizon-sbircia-tra-le-chiamate-di-obama/</link>
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		<pubDate>Mon, 24 Nov 2008 10:19:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Massimo Rabbi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Alcuni impiegati della compagnia americana di fonia mobile Verizon Wireless hanno avuto accesso in modo non autorizzato ad un account telefonico del neo-presidente eletto Barack Obama, dando una sbirciata tra i &#8220;dati personali&#8221;. In una nota stampa, la compagnia ha fatto sapere che l&#8217;account è rimasto inattivo per parecchi mesi e che Obama l&#8217;ha usato [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Alcuni impiegati della compagnia americana di fonia mobile Verizon Wireless hanno avuto accesso in modo non autorizzato ad un account telefonico del neo-presidente eletto Barack Obama, dando una sbirciata tra i &#8220;dati personali&#8221;.<br />
In una nota stampa, la compagnia ha fatto sapere che l&#8217;account è rimasto inattivo per parecchi mesi e che Obama l&#8217;ha usato unicamente per effettuare traffico voce da un normale cellulare: non quindi un Blackberry o uno smartphone in grado di supportare e-mail e servizi dati di ultima generazione.</p>
<p>Il numero dei dipendenti un po&#8217; troppo curiosi non è stato reso noto, tuttavia la compagnia sta investigando a riguardo. Gli impiegati un po&#8217; troppo zelanti sono stati momentaneamenti sospesi.<br />
Questo spiacevole episodio mette nuovamente in evidenza il problema della sicurezza nelle comunicazioni per chi ricopre cariche cosi importanti.<br />
La necessità inoltre di archiviare documenti ufficiali quali le stesse e-mails, porterà sicuramente Obama dal 20 gennaio 2009 (data di insediamento alla Casa Bianca) in poi a valutare soluzioni alternativa al semplice Blackberry di cui sembra fare parecchio uso negli ultimi tempi.</p>
<p>RIFERIMENTI:<br />
- <a href="http://www.heise-online.co.uk/security/Verizon-staff-break-into-Obama-s-cell-phone-account--/news/112034">Verizon staff break into Obama&#8217;s cell phone account</a>, by Heise Security<br />
- <a href="http://news.prnewswire.com/DisplayReleaseContent.aspx?ACCT=104&#038;STORY=/www/story/11-20-2008/0004930406&#038;EDATE=">Personal Cell Phone Account of President-Elect Obama Accessed by Unauthorized Employees</a></p>
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		<title>Intrusione informatica ai danni di una società bellica sud-coreana</title>
		<link>http://www.securnetwork.net/2008/10/05/intrusione-informatica-ai-danni-di-una-societa-bellica-sud-coreana/</link>
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		<pubDate>Sun, 05 Oct 2008 16:00:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Massimo Rabbi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Un gruppo di crackers sarebbe riuscito a rubare informazioni ad una società che fabbrica missili e armi e con sede in Corea del Sud. Stando alle notizie trapelate l&#8217;operazione sarebbe stata possibile grazie all&#8217;installazione di malware nei sistemi informatici della compagnia. Il National Security Research Institute avrebbe infatti riferito che la rete informatica oggetto di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Un gruppo di crackers sarebbe riuscito a rubare informazioni ad una società che fabbrica missili e armi e con sede in Corea del Sud. Stando alle notizie trapelate l&#8217;operazione sarebbe stata possibile grazie all&#8217;installazione di malware nei sistemi informatici della compagnia.</p>
<p>Il <a href="http://www.nsri.re.kr/kor/index.html">National Security Research Institute</a> avrebbe infatti riferito che la rete informatica oggetto di questi attacchi è quella della LIGNex1 Hyundai Heavy Industries, società che produce missili teleguidati, armi terra-aria, navi da guerra e sottomarini.</p>
<p>Un portavoce ha detto che &#8220;i possibile sospetti ricadono su black hat cinesi o nord coreani, ma non è ancora certo quali informazioni sia state effettivamente rubate&#8230; La peggiore delle ipotesi è che siano stati sottratti i blueprints di alcuni missili e della nave Aegis&#8221;.<br />
Quel che invece è sicuro è che la backdoor è stata installata già a marzo ed è stata individuata solamente il mese scorso.</p>
<p>FONTI E APPROFONDIMENTI:<br />
- <a href="http://www.theregister.co.uk/2008/10/01/missile_manufacturer_hacked/">Hackers penetrate South Korean missile manufacturer</a>, by The Register<br />
- <a href="http://www.scmagazineuk.com/South-Korean-defence-suppliers-uncover-malicious-code/article/118477/">South Korean defence suppliers uncover malicious code</a><br />
- <a href="http://english.chosun.com/w21data/html/news/200809/200809290015.html">Defense Industries Assailed by Hackers</a> </p>
]]></content:encoded>
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		<title>Javascript frameworks: qual è il migliore?</title>
		<link>http://www.securnetwork.net/2008/08/28/javascript-frameworks-qual-e-il-migliore/</link>
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		<pubDate>Thu, 28 Aug 2008 11:07:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Massimo Rabbi</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Programmazione]]></category>

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		<description><![CDATA[Personalmente ho utilizzato Prototype abbastanza da ritenerlo un ottimo &#8220;strumento&#8221; per realizzare piccole &#8220;chicche&#8221; in Ajax o per semplici operazioni quali il classico &#8220;document.getElementById()&#8221;. Mi sono capitate però sottomano un paio di pagine interessanti. Nella fattispecie: - Dojo vs JQuery vs MooTools vs Prototype Performance Comparison - SlickSpeed Selectors Test Inutile dire che la lettura [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Personalmente ho utilizzato Prototype abbastanza da ritenerlo un ottimo &#8220;strumento&#8221; per realizzare piccole &#8220;chicche&#8221; in Ajax o per semplici operazioni quali il classico &#8220;document.getElementById()&#8221;.<br />
Mi sono capitate però sottomano un paio di pagine interessanti.<br />
Nella fattispecie:<br />
- <a href="http://blog.creonfx.com/javascript/dojo-vs-jquery-vs-mootools-vs-prototype-performance-comparison">Dojo vs JQuery vs MooTools vs Prototype Performance Comparison</a><br />
- <a href="http://mootools.net/slickspeed/">SlickSpeed Selectors Test</a><br />
Inutile dire che la lettura e l&#8217;esecuzione dei test ha scatenato in me un grosso interesse: in particolare verso Dojo che a quanto pare sembra il &#8220;migliore&#8221; di tutti.<br />
Prototype invece non esce molto bene classificandosi in coda.<br />
Giusto per sfizio mi sa daro&#8217; un occhio a Dojo.</p>
<p><strong>Qualcuno di voi ha esperienze a riguardo ? Consigli ?</strong></p>
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		<title>Problemi di DNS Cache poisoning per China Netcom</title>
		<link>http://www.securnetwork.net/2008/08/24/problemi-di-dns-cache-poisoning-per-china-netcom/</link>
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		<pubDate>Sun, 24 Aug 2008 10:08:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Massimo Rabbi</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Sicurezza]]></category>

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		<description><![CDATA[Il security provider Websense ha individuato un caso riuscito di DNS cache poisoning nei confronti dei name servers di uno dei piu&#8217; grandi ISP cinesi. Gli utenti Netcom infatti sono stati re-indirizzati verso pagine contenenti exploits per RealPlayer, MS Snapshot Viewer, Adobe Flash Player e Microsoft Data Access Components. I crackers non hanno modificato i [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il security provider Websense ha individuato un caso riuscito di DNS cache poisoning nei confronti dei name servers di uno dei piu&#8217; grandi ISP cinesi.<br />
Gli utenti Netcom infatti sono stati re-indirizzati verso pagine contenenti exploits per RealPlayer, MS Snapshot Viewer, Adobe Flash Player e Microsoft Data Access Components.</p>
<p>I crackers non hanno modificato i record di siti web importanti, ma hanno semplicemente modificato l&#8217;indirizzo della pagina pubblicitaria dell&#8217;ISP.<br />
La maggior parte dei clienti arriva a questa pagina quando per esempio sbaglia a digitare l&#8217;url di un qualsiasi sito web. Gli ISP usano questo metodo di redirection, conosciuto anche come <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Typosquatting">Typosquatting</a>, per pubblicizzare la disponibilità di domini e di prodotti correlati.<br />
A seguito dell&#8217;attacco tuttavia i clienti non raggiungono la pagina del provider, bensi&#8217; una serie di pagine contraffatte e riempite di ogni sorta di trojan e malware.</p>
<p>Molto probabile quindi che i name servers di Netcom non siano stati adeguatamente patchati.<br />
Gli unici attacchi &#8220;ufficiali&#8221; di cache-poisoning sono stati quelli che hanno visto coinvolta AT&#038;T.<br />
All&#8217;ultima conferenza Black Hat, Dan Kaminsky ha riportato lo stato attuale di patching dei sistemi delle compagnie all&#8217;interno della Fortune 500: il risultato è che attualmente il 70% di essi hanno applicato le dovute contromisure mediante aggiornamenti mirati.</p>
<p>Riferimenti:<br />
    * <a href="http://www.heise-online.co.uk/security/DNS-poisoners-hijack-typo-domains--/news/111376">DNS poisoners hijack typo domains</a>, by Heise Security<br />
    * <a href="http://securitylabs.websense.com/content/Alerts/3163.aspx">China Netcom DNS cache poisoning</a>, warning from Websense</p>
]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>Aptana IDE bug: permessi sui file via ftp</title>
		<link>http://www.securnetwork.net/2008/08/15/aptana-ide-bug-permessi-sui-file-via-ftp/</link>
		<comments>http://www.securnetwork.net/2008/08/15/aptana-ide-bug-permessi-sui-file-via-ftp/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 15 Aug 2008 12:27:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Massimo Rabbi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Mondo WWW]]></category>
		<category><![CDATA[OpenSource]]></category>
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		<category><![CDATA[Software]]></category>

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		<description><![CDATA[Da un po&#8217; di tempo a questa parte ho abbandonato definitivamente Dreamweaver come ambiente di sviluppo web e php. Visto che per lavoro utilizzo quotidianamente Eclipse, ho pensato di impiegare questo ottimo IDE oltre che per lo sviluppo J2EE anche per piccoli progetti PHP. E l&#8217;ho fatto mediante Aptana. Aptana Studio è un IDE per [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Da un po&#8217; di tempo a questa parte ho abbandonato definitivamente Dreamweaver come ambiente di sviluppo web e php.<br />
Visto che per lavoro utilizzo quotidianamente Eclipse, ho pensato di impiegare questo ottimo IDE oltre che per lo sviluppo J2EE anche per piccoli progetti PHP.<br />
E l&#8217;ho fatto mediante Aptana.<br />
<a href="http://www.aptana.com/">Aptana Studio</a> è un IDE per lo sviluppo web e ajax, Eclipse-based, che puo&#8217; essere utilizzato come applicazione standalone oppure come plugin per una installazione esistente di Eclipse.<br />
Io ho appunto optato per quest&#8217;ultima soluzione.<br />
Per incorporarlo in una installazione già esistente di Eclipse (nel mio caso una Eclipse Europa 3.3) è sufficiente seguire le istruzioni reperibili a <a href="http://www.aptana.com/docs/index.php/Plugging_Aptana_into_an_existing_Eclipse_configuration">questo indirizzo</a>.<br />
Una volta fatto questo per avere a disposizione anche strumenti e funzionalità di sviluppo PHP è sufficiente integrare l&#8217;apposito plugin (<a href="http://www.aptana.com/php">qui le istruzioni</a>).</p>
<p>Dopo questa digressione su Aptana, tornando all&#8217;argomento vero e proprio del post, volevo porre l&#8217;accento su un bug che interessa la modalità di editing via FTP.<br />
Per comodità e rapidità puo&#8217; rivelarsi necessario intervenire direttamente via ftp su un sito/webapp già presente per modificare alcuni file o aggiungerne di nuovi in maniera immediata.<br />
Nel far questo bisogna prestare attenzione al fatto che di default Aptana crea i nuovi file con permessi settati a 666 o rw-rw-rw.<br />
Questa soluzione puo&#8217; pero&#8217; creare problemi in alcuni contesti.<br />
Molti servizi di hosting infatti per motivi di sicurezza precludono la possibilità di impostare per file e cartelle il (w)rite bit per &#8220;All Users&#8221; e &#8220;Group Users&#8221;.<br />
Questo comportamento è dovuto spesso all&#8217;uso di <a href="http://www.suphp.org">suphp</a> (modulo per apache) o altri tool simili.<br />
Accedendo quindi alla propria pagina php ci si potrà cosi&#8217; trovare di fronte ad un bel messaggio d&#8217;errore &#8220;Server 500&#8230;etc.etc.&#8221;.<br />
Va detto che per le modifiche sui file non v&#8217;è alcun problema (almeno non l&#8217;ho riscontrato), pero&#8217; per i nuovi file che vengono creati si.<br />
La soluzione sta quindi nel modificare a mano i permessi per i nuovi files a 644 o rw-r&#8211;r&#8211; o caricarli via qualche client ftp come Filezilla.</p>
<p>Attualmente infatti a quanto pare non v&#8217;è possibilità di cambiare i permessi dei file direttamente da Aptana o almeno questa funzionalità è preclusa per gli utenti della Community Edition.<br />
Gli utenti della versione Pro invece possono intervenire seguendo <a href="http://www.aptana.com/docs/index.php/Setting_remote_file_permissions">queste istruzioni</a>.</p>
<p>Sul forum di supporto di aptana si trovano parecchi topic a riguardo, tant&#8217;è che è stata aperta anche una segnalazione (<a href="http://support.aptana.com/asap/browse/STU-1792">STU-1792</a>) sull&#8217;apposito sistema di bug tracking.<br />
A quanto pare con la prossima versione 1.2 di Aptana dovrebbe venire introdotta una finestra di opzioni per consentire di impostare i permessi di default da assegnare ai nuovi file remoti.</p>
<p>Concludo semplicemente confermando la bontà di questo plugin e il consiglio per chi sviluppa webapp in Java di integrarlo comunque visto l&#8217;ottimo sistema di code assist/formatting e  syntax highlighting/validation per i linguaggi Javascript, Html e Css.</p>
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		<title>Aggiornamenti di sicurezza per il CMS Drupal</title>
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		<pubDate>Fri, 15 Aug 2008 09:52:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Massimo Rabbi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[In un security bullettin, gli sviluppatori del CMS Drupal hanno reso noto alcuni problemi di sicurezza che interessano le versioni 5.x e 6.x. Le maggior parte sono state classificate come &#8220;highly critical&#8221;. Accanto ad un problema di cross-site scripting (XSS), vengono elencate due possibili attacchi di tipo cross-site request forgery (CSRF). Problemi per il modulo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>In un security bullettin, gli sviluppatori del CMS Drupal hanno reso noto alcuni problemi di sicurezza che interessano le versioni 5.x e 6.x. Le maggior parte sono state classificate come &#8220;highly critical&#8221;.</p>
<p>Accanto ad un problema di cross-site scripting (<a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Cross-site_scripting">XSS</a>), vengono elencate due possibili attacchi di tipo cross-site request forgery (<a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Cross-site_request_forgery">CSRF</a>).<br />
Problemi per il modulo di upload di Drupal 6 che contiene vulnerabilità che rendono possibile un&#8217;escalation di privilegi da parte degli utenti che hanno impostato il permesso &#8220;upload files&#8221;.<br />
Altra vulnerabilità legata l&#8217;upload riguarda il modulo BlogAPI che non effettua una corretta validazione delle estensioni dei file caricati.</p>
<p>Disponibili per il download le versioni aggiornate 5.10 e 5.4 e le relative patches per versioni precedenti.</p>
<p>RIFERIMENTI:<br />
    *  <a href="http://www.heise-online.co.uk/security/Security-updates-for-Drupal-CMS--/news/111325">Security updates for Drupal CMS</a>, by Heise Security<br />
    * <a href="http://drupal.org/node/295053">SA-2008-047 &#8211; Drupal core &#8211; Multiple vulnerabilities</a>, security advisory by the developers</p>
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		<title>Pericolosa falla per Joomla già in circolazione</title>
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		<pubDate>Wed, 13 Aug 2008 12:33:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Massimo Rabbi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Gli sviluppatori del noto CMS Joomla hanno fatto sapere che è già in circolazione un pericoloso exploit che sfrutta una vulnerabilità presente nelle versioni del software dalla 1.5.x alla 1.5.5. Il bug riguarda la funzionalità di password reset e potenzialmente può consentire ad un utente di ottenere l&#8217;accesso amministrativo al CMS. Quando viene richiesto un [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Gli sviluppatori del noto CMS Joomla hanno fatto sapere che è già in circolazione un pericoloso exploit che sfrutta una vulnerabilità presente nelle versioni del software dalla 1.5.x alla 1.5.5.<br />
Il bug riguarda la funzionalità di password reset e potenzialmente può consentire ad un utente di ottenere l&#8217;accesso amministrativo al CMS.</p>
<p>Quando viene richiesto un password reset viene inviato via mail un token.<br />
Il problema risiede nel sistema di validazione del token quando questo viene presentato dall&#8217;utente: la falla consente infatti ad un utente non autorizzato e non autenticato di effettuare il reset della password del primo utente abilitato.<br />
Tipicamente il primo utente attivo è quello dell&#8217;amministratore: ecco spiegata la pericolosità del bug.<br />
Il team di Joomla fa notare come cambiando lo username dell&#8217;account di amministratore può limitare l&#8217;impatto del problema visto che l&#8217;attaccante sa solamente che sta andando a resettare la password del primo account registrato e deve indovinarne il login name.</p>
<p>Consigliatissimo quindi l&#8217;upgrade alla versione 1.5.6 o l&#8217;applicazione diretta della patch all&#8217;installazione esistente.<br />
E&#8217; necessario intervenire sul file: <code>/components/com_user/models/reset.php</code><br />
Aggiungere dopo global $mainframe, alla linea 113, il seguente snippet di codice:<br />
<code><br />
    if(strlen($token) != 32) {<br />
	$this->setError(JText::_('INVALID_TOKEN'));<br />
	return false;<br />
    }<br />
</code></p>
<p>Riferimenti:<br />
- <a href="http://www.heise-online.co.uk/security/Joomla-suffers-already-exploited-critical-vulnerability--/news/111307">Joomla suffers already-exploited critical vulnerability</a>, by Heise Security<br />
- <a href="http://www.milw0rm.org/exploits/6234">Joomla 1.5.x Remote Admin Password Change</a>, by Milw0rm</p>
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		<title>AVG Free 8.0 italiano: un milione di download in un solo mese!</title>
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		<pubDate>Fri, 18 Jul 2008 17:36:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Massimo Rabbi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[AVG Technologies, produttore dell’omonimo software per la sicurezza su internet, annuncia che il suo prodotto, AVG Free 8.0, è stato scaricato da più di un milioni di utenti italiani attraverso www.html.it nel giro di un solo mese, dal 14 giugno al 14 luglio 2008. AVG Free risulta così l’applicazione più scaricata in assoluto in un [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>AVG Technologies, produttore dell’omonimo software per la sicurezza su internet, annuncia che il suo prodotto, AVG Free 8.0, è stato scaricato da più di un milioni di utenti italiani attraverso www.html.it nel giro di un solo mese, dal 14 giugno al 14 luglio 2008.</p>
<p>AVG Free risulta così l’applicazione più scaricata in assoluto in un periodo di tempo così breve (v. http://download.html.it). Da aprile, quando è stato lanciato il prodotto in inglese sul mercato, gli italiani che lo hanno scaricato da html.it sono circa 3.300.000.</p>
<p>L’altissimo numero di download raggiunto conferma quanto AVG sia davvero apprezzato dagli utenti. AVG Free è il software più scaricato su html.it tra il 14 Giugno e il 14 Luglio 2008. Solo un altro anti-virus è presente nella top-ten del sito. Si tratta di Avast, che occupa la nona posizione e che raggiunge solamente il 20 per cento dei download registrati da AVG nello stesso periodo.</p>
<p>AVG Free offre protezione di base contro virus e spyware, insieme alla componente di navigazione sicura fornita dalla tecnologia brevettata da AVG LinkScanner®. La versione free non include la componente di navigazione sicura proattiva, che fa parte del modulo completo di LinkScanner® e si può trovare invece inclusa nei prodotti AVG destinati al commercio. AVG Free non fornisce inoltre protezione contro hackers, keyloggers, spam, attacchi di phishing e download di file infetti.</p>
<p>Ulteriori dettagli e informazioni sui prodotti AVG sono reperibili sul sito www.avg.it.</p>
<p>AVG Free 8.0 è realizzato per l’utilizzo personale e non commerciale su singoli computer che supportano Windows 2000, XP o Vista ed è attualmente disponibile in inglese, giapponese e italiano. Sebbene AVG Technologies non offra supporto per l’utilizzo di AVG Free 8.0, l’azienda ospita un sito web e un forum per favorire la diffusione del supporto fornito da parte degli utenti, all’indirizzo http://free.avg.it (che è assimilabile a free.avg.com per questioni di corporate appearance).</p>
<p><strong>FONTE</strong>: Comunicato stampa di AVG Technologies</p>
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		<title>Allerta virus per i fan di Homer Simpson</title>
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		<pubDate>Sun, 13 Jul 2008 10:00:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Massimo Rabbi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Alcuni anni fa (nel 2003) molti fans dei Simpons alla loro lista dei contatti AIM aggiunsero &#8220;Chunkylover53&#8243; dopo aver saputo che il produttore dello show rispondeva online alle domande degli spettatori facendo le veci di Homer e usando l&#8217;account &#8220;Chunkylover53@aol.com&#8221;. Lo screen name è rimasto inattivo sin da allora, fino a quando qualche giorno fa [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Alcuni anni fa (nel 2003) molti fans dei Simpons alla loro lista dei contatti AIM aggiunsero &#8220;Chunkylover53&#8243; dopo aver saputo che il produttore dello show rispondeva online alle domande degli spettatori facendo le veci di Homer e usando l&#8217;account &#8220;Chunkylover53@aol.com&#8221;.<br />
Lo screen name è rimasto inattivo sin da allora, fino a quando qualche giorno fa il messaggio &#8220;away&#8221; (non al computer) di Chunkylover53 è apparso indicando la possibilità di vedere in anteprima su Internet una nuova puntata dei Simpsons.<br />
Naturalmente non esiste alcun video. Si tratta chiaramente di un file .exe infetto che una volta eseguito installa un Trojan trasformando la macchina in uno zombie pc appartenente ad una botnet turca, stando a quanto dichiarato da FaceTime.</p>
<p><img src="http://www.securnetwork.net/img_blog/SimpsonsAIMTrojan.png" alt="AIM Virus Homer Simpson" /></p>
<p><img src="http://www.securnetwork.net/img_blog/SimpsonsAIMTrojan2.png" alt="AIM Virus Homer Simpson" /></p>
<p>FONTE:<br />
- <a href="http://blog.spywareguide.com/2008/07/who-hacked-homer.html">Homer Simpson and the Kimya Botnet</a>, by FaceTime Security Labs Blog</p>
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		<title>IE Dev Toolbar 1.00.2188.0 Dll Patching</title>
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		<pubDate>Sun, 22 Jun 2008 07:37:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Massimo Rabbi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Innanzitutto parto col ringraziare il mio collega Massimo Zugno aka Zuegg per avermi segnalato come fixare questo fastidiosissimo problema. Riassumendo: dopo aver reinstallato la IE Developer Toolbar di Microsoft (il &#8220;Firebug&#8221; per IE giusto per intenderci) ho cominciato a notare ogni volta che avviavo Internet Explorer 7, la comparsa di una fastidiosissima popup che chiede [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Innanzitutto parto col ringraziare il mio collega Massimo Zugno aka Zuegg per avermi segnalato come fixare questo fastidiosissimo problema.<br />
Riassumendo: dopo aver reinstallato la <a href="http://www.microsoft.com/downloads/details.aspx?familyid=e59c3964-672d-4511-bb3e-2d5e1db91038&#038;displaylang=en">IE Developer Toolbar</a> di Microsoft (il &#8220;Firebug&#8221; per IE giusto per intenderci) ho cominciato a notare ogni volta che avviavo Internet Explorer 7, la comparsa di una fastidiosissima popup che chiede l&#8217;avvio di uno dei debugger tra quelli installati nel sistema.<br />
Questo comportamento è tipico quando un&#8217;applicazione va in crash o si verificano errori che si vuole magari andare a debuggare usando il debugger di Visual Studio per esempio.<br />
Accortomi che il problema derivava dalla fantomatica IE Dev Toolbar ho chiesto al buon Massimo se era mai incappato nel problema.<br />
Ecco quindi che mi accenna al fatto che aveva proceduto al patching &#8220;manuale&#8221; della dll <em>IEDevToolbar.dll</em> proprio per far scomparire questo fastidioso popup.<br />
Le istruzioni su come effettuare le modifiche sono disponibili su <a href="http://www.nanoant.com/tweaks/ie-dev-toolbar-annoying-popup-fix">questa pagina</a>.<br />
Riassumendo:<br />
1. Chiudere eventuali istanze aperte di Internet Explorer.<br />
2. Individuare il file <code>C:\Programmi\Microsoft\Internet Explorer Developer Toolbar\IEDevToolbar.dll</code><br />
3. Utilizzare un tool come Resource Extractor per Total Commander o XN Resource Editor (io ho usato questo) per individuare ed estrarre la risorsa <code>TXT/235/1033</code><br />
4. Aprire con un qualsiasi editor di testo il file estratto che chiameremo 235.txt e individuare la sezione di codice:<br />
<img src="http://www.securnetwork.net/img_blog/screen_resource.png" alt="Ie Dev Toolbar javascript code" /><br />
5. Modificare la riga segnata in rosso aggiungendo un blocco try-catch.<br />
6. Salvare il file 235.txt e rimpiazzare la &#8220;vecchia&#8221; risorsa del file originale con quella nuova.</p>
<p>Da adesso in poi non dovreste più vedere alcun popup <img src='http://www.securnetwork.net/wp-includes/images/smilies/icon_wink.gif' alt=';-)' class='wp-smiley' /><br />
Grazie ancora a Massimo!</p>
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