Mettere il “freno a mano” ad un web server
Massimo Rabbi | 18 giugno 2009 | 18:58L’esperto di sicurezza Robert “RSnake” Hansen ha rilasciato un tool in grado di mettere ko anche i web server più “grossi” usando un semplice PC connesso a Internet.
“Slowloris” non sfrutta particolari vulnerabilità, ma utilizza invece una feature del protocollo HTTP nota come “richieste HTTP parziali”.
I client infatti non sono costretti a forwardare l’intero contenuto di una GET o una POST in un solo passaggio, possono suddividerlo in un certo numero di query HTTP.
A seconda di come è configurato il web server, la prima richiesta può quindi fare in modo che vengano mantenute delle risorse per la response in attesa che venga completata l’intera request.
I web server vulnerabili a questa sorta di “freno a mano” remoto sono stranamente proprio quelli che implementano strategie per evitare gli overload, per esempio, consentendo solo un determinato numero di richieste HTTP parallele.
Stando a quanto dichiarato da Hansen fra questi Apache Server 1.x e 2.x, dhttpd, GoAhead WebServer e Squid. Non vulnerabili al problema IIS6.0, IIS7.0 e lighttpd.
I web server possono essere protetti mediante l’utilizzo di load balancers come Perlbal o web applications firewall che forwardino in maniera completa le richieste HTTP al server.
In caso di attacchi improvvisi, il problema può essere “mitigato”, semplicemente riducendo il parametro di time-out per le richieste http.
RIFERIMENTI:
* Remote handbrake for web servers by Heise Security
* Slowloris HTTP DoS, an explanation of the Slowloris concept from RSnake.






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