BFi#14-dev-06: Sicurezza dei sistemi P2P per il data store distribuito
Massimo Rabbi | 11 November 2007 | 15:30Che BFI (acronimo per Butchered From Inside) fosse una delle migliori (se non la migliore) e-zine del panorama underground italiano da ormai molti anni non ci sono dubbi.
Di fatto è l’unica che nonostante non abbia una “periodicità fissa” con cui escono gli articoli, è sempre rimasta presente nel panorama italiano e internazionale in tutti questi anni.
Penso ad esempio alle varie Ondaquadra o NetRunner e perchè no Newbies… il tempo è passato un po’ per tutti: i siti sono scomparsi e i vecchi numeri delle ezine si trovano hostate in giro per la rete.
Era ormai parecchio tempo che non passavo sul sito del s0ftpr0ject, e stamattina ci son capitando googlando per caso.
E tra gli ultimi articoli pubblicati per la rivista BFI trovo questo “Sicurezza dei sistemi P2P per il data store distribuito” si tratta di un paper di ben 114 pagine in cui vengono trattati i “… più interessanti sistemi P2P per il data store distribuito: OceanStore, Mnemosyne, Free Haven e Freenet. Le appendici sono dedicate a Mixminion e Tor, due tecnologie che non offrono funzionalità di storage, ma possono invece essere usate come canali di comunicazione anonima in sistemi P2P per il data store.
Con la descrizione dei protocolli e degli algoritmi impiegati e l’analisi delle problematiche legate alla sicurezza si desidera aiutare il lettore a comprendere questi sistemi affinchè possa in seguito “metterci le mani sopra” in modo consapevole, modificarli e progettarne di nuovi.”
Si badi bene non si tratta di un testo che parla di emule, bittorent, dc++… ma di un qualcosa che spiega attraverso l’analisi di implementazioni reali il sistema p2p (termine ormai associato al “download selvaggio”) come contrapposizione del classico modello client-server. Il tutto chiaramente condito con gli indispensabili “ingredienti” sicurezza e anonimato!
Per leggere l’articolo in formato pdf cliccate qui, mentre se preferite la classica versione testuale BFI cliccate qui.
L’articolo è stato scritto da tlei e guy montag.
Che dire… buona lettura!






